trames@poliversity.it (@trames@poliversity.it)
Dal 2022 la mia presenza intossica i più pedanti.
- Account 𝙙𝙚𝙗𝙡𝙪𝙨𝙠𝙮𝙞𝙯𝙯𝙖𝙩𝙤.
- 𝗖𝗼𝗺𝗯𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶𝗮 𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮: 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢 è 𝘤𝘰𝘭𝘮𝘢 (cit.).
- Condivido ciò che incontro lungo il mio percorso, talvolta riflessioni sugli strumenti per illuminarlo.
- Parlo di: #arte, #cultura, #informazione, #pensierocritico, #politica, #scienza, #segnideitempi.
- Penso che la vita sia un 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼, procedendo lungo il quale tutto si fa gradualmente sempre più chiaro, fino a manifestarsi 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘢 𝘭𝘶𝘤𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰.
Post
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«Ho letto tanti commenti sul referendum costituzionale che si terrà domenica e lunedì prossimi.
World@ju La malafede che evidenzi è evidente di per sé; detto questo, le argomentazioni di @mau mi sembrano inoppugnabili.
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«Ho letto tanti commenti sul referendum costituzionale che si terrà domenica e lunedì prossimi.
World«Ho letto tanti commenti sul referendum costituzionale che si terrà domenica e lunedì prossimi. Molto spesso i concetti espressi mi facevano venir voglia di votare in modo contrario, qualunque fosse la fazione (termine scelto non a caso) di chi scriveva».
«Sarebbe più opportuno modificare l’articolo 138 della Costituzione, quello delle leggi costituzionali, eliminando direttamente la possibilità di un referendum. O c’è una maggioranza dei due terzi, e quindi un ampio consenso parlamentare, oppure non ha senso chiedere alla cittadinanza un voto su materie tecniche che diventa automaticamente partigiano».
«Vado a votare, anche se ovviamente il mio voto è una goccia nel mare, proprio per ribadire che se il Parlamento non riesce ad accordarsi su queste materie è meglio non toccare nulla. Mi dà molto fastidio la compagnia con cui mi troverò a votare NO, ma purtroppo non ci posso fare nulla».
https://poliversity.it/@mau/116242480309459109 -
Da Il Manifesto.
WorldDa Il Manifesto.
Il fermo di Sea-Eye 5 era illegittimo. Viminale condannato
È finita così la causa davanti al tribunale di Ragusa tra Viminale e ong Sea Eye per la detenzione della nave umanitaria nel porto di Pozzallo, a giugno scorso dopo il salvataggio di 62 persone. Il provvedimento ha la data del 6 marzo, ma è circolato ieri.
Tutte e tre le accuse mosse dalle autorità italiane si sono dimostrate infondate:
Primo. Non è stato provato che Tripoli avesse dato alla Sea-Eye 5 indicazioni che questa non ha rispettato. Al contrario, scrive il giudice, «l’autorità libica, per quanto si evince dagli atti di causa, è rimasta del tutto inerte rispetto ad ogni forma di comunicazione ricevuta da parte sia di Sea Eye 5 che di Imrcc Roma». Non ha risposto neanche al centro di coordinamento italiano.
Secondo. Non è vero che il comandante si fosse rifiutato di fornire le informazioni chieste da Roma. Ha comunicato tutto, «semplicemente non è stato in grado, in base alle proprie competenze, per la gravità della situazione a bordo, di rispondere alla richiesta di selezione delle persone maggiormente vulnerabili», afferma il giudice.
Terzo. La nave dopo Pozzallo non è andata a Taranto, come pretendeva inizialmente la guardia costiera, non per «un’ingiustificata disobbedienza alle informazioni impartite» ma come risultato dello scambio avuto con le autorità.
Dall’inizio dell’anno in Italia sono arrivate via mare più di 5mila persone, in netto calo rispetto al 2025. Nello stesso periodo nel Mediterraneo centrale si sono contati 550 morti accertati: un record per gli ultimi anni.
L'articolo completo, nascosto da paywall, si puo leggere qui: https://ilmanifesto.it/il-fermo-di-sea-eye-5-era-illegittimo-viminale-condannato.
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La storia dello “smemorato di Collegno”, cent’anni fa
WorldLa storia dello “smemorato di Collegno”, cent’anni fa
Un uomo affetto da amnesia fu identificato da due famiglie diverse, creando un caso mediatico e giudiziario che andò avanti anni.
La storia dello “smemorato di Collegno”, cent'anni fa
Un uomo affetto da amnesia fu identificato da due famiglie diverse, creando un caso mediatico e giudiziario che andò avanti anni
Il Post (www.ilpost.it)
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Da Valigia Blu.
WorldDa Valigia Blu.
Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia e l’ennesima figuraccia internazionale dell’Italia
La riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia, per la prima volta dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, è diventata in pochi giorni un caso politico internazionale.
Data l’ufficialità della presenza garantita a una rappresentanza del paese, ha preso posizione la Commissione Europea, vanificando i giochini sulla “libertà di espressione” condotti a distanza di sicurezza da cimiteri e fosse comuni. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario alla Cultura Glenn Micallef hanno condannato “la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il proprio padiglione nazionale”, minacciando di togliere i fondi.
Come se non bastasse, una lettera firmata da ministri della Cultura e degli Esteri di 22 paesi europei ha definito “inaccettabile” la partecipazione della Federazione Russa nelle attuali circostanze, ricordando i danni inferti alla cultura ucraina e il rischio che il padiglione diventi uno strumento di legittimazione internazionale.
Una terza lettera è stata promossa dal padiglione estone alla Biennale in collaborazione con quello lettone, lituano e finlandese. Lì si ricorda che “a differenza di un’ambasciata”, il padiglione russo non gode di immunità diplomatica”, e che la Biennale, insieme al governo italiano, ha l’autorità per impedire alla Russia di partecipare.
Non si è certo fatta attendere la posizione dell'Ucraina. “La Biennale di Venezia è una delle piattaforme artistiche più autorevoli al mondo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, “e non deve diventare un palcoscenico per nascondere i crimini di guerra che la Russia commette quotidianamente contro il popolo ucraino e il nostro patrimonio culturale”. Secondo i dati forniti dal ministero, dall’inizio della guerra la Russia ha ucciso 346 artisti ucraini e 132 persone tra giornalisti e operatori. A questi numeri si aggiungono i luoghi d’arte distrutti o danneggiati.
Nel 2022 furono proprio l’artista Kirill Savchenkov, Alexandra Sukhareva e il curatore Raimundas Malašauskas a ritirarsi dal padiglione russo e a dimettersi, scrivendo che “non c’è posto per l’arte” mentre i civili muoiono sotto i missili, gli ucraini si nascondono nei rifugi e i manifestanti russi vengono messi a tacere. Là dove c’è ancora possibilità di scegliere, la scelta è un atto politico poiché investe una comunità più ampia dei cerimoniali del potere. A questi artisti si chiede oggi di tornare a Venezia e curare uno spazio davanti a chi, una volta finita la Biennale, potrebbe arrestarli. Oppure perseguitare i parenti mentre è ancora in svolgimento.
Alla Berlinale, all’inizio del festival Wim Wenders ha detto che il cinema dovrebbe stare fuori dalla politica, salvo poi presiedere una manifestazione in cui il conflitto su Gaza, le accuse di censura e i discorsi dal palco hanno mostrato esattamente il contrario. L’arte non può essere tenuta fuori dalla politica con una formula rituale, soprattutto quando le istituzioni decidono quali conflitti sono dicibili e quali devono essere neutralizzati.
Quando si parla di “dialogo” cancellando asimmetrie, responsabilità e propaganda, il risultato è la riduzione di eventi e manifestazioni a vetrine. E nelle vetrine, per definizione, ci stanno i manichini.
L'articolo completo si può leggere qui: https://www.valigiablu.it/biennale-venezia-padiglione-russia-giuli-buttafuoco/.
#BiennalediVenezia #pensierocritico #arteepolitica @politica
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«Popolazioni completamente distinte e lontanissime tra loro hanno subito le stesse pressioni selettive.
World«Popolazioni completamente distinte e lontanissime tra loro hanno subito le stesse pressioni selettive. In parole povere: di fronte alla rivoluzione agricola, i corpi umani di tutto il pianeta hanno reagito e si sono riprogrammati allo stesso identico modo».
https://mastodon.uno/@futuroprossimo/116211584306985256 -
Da Il Manifesto.
WorldDa Il Manifesto.
L’utilità dei regimi, la sconvenienza della democrazia
Di Chiara Cruciati.
Non esisteva al Qaeda nell’Iraq pre-2003. Nessun Isis nella Siria pre-2011. Non c’era Hezbollah prima dell’invasione del Libano del 1982. Non c’era Hamas nel 1967. Niente Talebani prima del movimento dei Deobandi figlio dell’India coloniale e delle sue cicatrici.
La guerra lanciata contro l’Iran da Trump e dai suoi alleati, senza alcun avallo dell’Onu, né del Congresso Usa, non ha nulla a che vedere con la pace in Medio Oriente, né con i diritti e la democrazia.
Quando all’inizio dello scorso decennio milioni di persone nella regione si sono ribellate ai regimi che li tengono sotto scacco, diversi paesi sulle due sponde dell’Atlantico e i loro alleati (a cominciare dal regime saudita, al terzo posto mondiale per esecuzioni capitali) sono riusciti a impedire che si potesse affermare un’alternativa ad essi: i regimi sono «utili» perché garantiscono «stabilità».
L’Iran ha le seconde maggiori riserve di gas naturale al mondo, le quarte di petrolio, 92 milioni di abitanti e un imponente mercato interno: potrebbe diventare il Paese egemone della regione nel giro di pochi anni.
Stati uniti e alleati avevano bisogno di questo Iran per giustificare le proprie politiche di dominio nella regione.
L'articolo completo (dietro paywall) si può leggere qui: https://ilmanifesto.it/lutilita-dei-regimi-la-sconvenienza-della-democrazia.
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«Definire la magistratura “plotoni d’esecuzione” e invitare i cittadini a votare Sì per “toglierli di mezzo” non è una gaffe.
World«Definire la magistratura “plotoni d’esecuzione” e invitare i cittadini a votare Sì per “toglierli di mezzo” non è una gaffe. È una linea politica. Che fa paura».
(Nino Cartabellotta)
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Il declino della civiltà europea: non bisogna esagerare nell'essere decenti.
WorldIl declino della civiltà europea: non bisogna esagerare nell'essere decenti.
Metsola: «il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne»..
https://mastodon.uno/@globalistIT/116176214644209201 -
«A questo punto, non è che il problema siete proprio voi?».
World«A questo punto, non è che il problema siete proprio voi?».
#pensierocritico
https://mastodon.uno/@Davide_Sandini/116201311914846907 -
«Sarà tre volte Natale e festa tutto l'anno».#referendum https://mastodon.social/@thatgiga/116192252909972287
World«Sarà tre volte Natale e festa tutto l'anno».
#referendum
https://mastodon.social/@thatgiga/116192252909972287 -
Ottima decisione.
WorldOttima decisione. Peccato che non ce ne sia stata una analoga nei confronti d'Israele alla cerimonia inaugurale delle olimpiadi.
https://mastodon.social/@ilmitteberlino/116186791310669653 -
«I casi di morbillo sono come il canarino nella miniera: un segnale di pericolo.
World«I casi di morbillo sono come il canarino nella miniera: un segnale di pericolo. E il morbillo sta aumentando dappertutto, in Italia come negli Usa. “Brutto segnale”, dicono gli esperti. Perché, spiegano, “quando le infezioni da morbillo, che è la malattia più contagiosa in assoluto, cominciano a moltiplicarsi, significa che si sta aprendo la strada al ritorno di altre malattie infettive” che credevamo superate. Quali? Pertosse, meningite, poliomielite, ma anche rotavirus, tetano, virus respiratorio sinciziale, rosolia, epatite B e difterite. Uno scenario che secondo gli addetti ai lavori pare sempre più credibile. Alla base di questa realtà che suona come un allarme, sta una scarsa fiducia nei vaccini. In sostanza la gente si protegge meno e, senza accorgersene, apre la porta a malattie infettive che consideravamo cosa del passato».
Il morbillo in aumento è come il canarino in miniera: un segnale di pericolo per altre malattie
L’allarme: si sta aprendo la strada a malattie che pensavamo superate, da poliomielite a tetano, difterite, meningite o pertosse
la Repubblica (www.repubblica.it)
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«Prima del broccoletto, qui cadevano ragazzi.
World«Prima del broccoletto, qui cadevano ragazzi. Per la nostra libertà.
Non sagre. Battaglie.
Non degustazioni. Indipendenza».
Qualcuno ha paura che impariamo a ragionare con la nostra testa. #pensierocritico
https://mastodon.cisti.org/@anacleto/116163640698272377 -
Stati Uniti e Israele sostengono che il regime degli ayatollah - che non fa mistero del suo obiettivo di distruggere lo Stato ebraico - fosse a un passo dalla creazione di armi nucleari.
WorldStati Uniti e Israele sostengono che il regime degli ayatollah - che non fa mistero del suo obiettivo di distruggere lo Stato ebraico - fosse a un passo dalla creazione di armi nucleari. Allo stesso tempo, Israele stesso è considerato una potenza nucleare.
Cosa si sa del nucleare di Israele
Gli esperti sono convinti che Israele abbia ottenuto la bomba atomica negli Anni '60
(www.agi.it)
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Durante gli ultimi tre quarti d'ora ho tratto una piccola antologia dei #segnideitempi attingendo dalle istanze s.quiete.eu, snowfan.it, puntarella.party, mastodon.uno.
WorldDurante gli ultimi tre quarti d'ora ho tratto una piccola antologia dei #segnideitempi attingendo dalle istanze s.quiete.eu, snowfan.it, puntarella.party, mastodon.uno.
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«Il secondo inserimento quest'anno scolastico di bimbo americano (genitori i cui nonni, bisnonni ecc.
World«Il secondo inserimento quest'anno scolastico di bimbo americano (genitori i cui nonni, bisnonni ecc. erano del posto)».
#segnideitempi
https://snowfan.it/@andre123/116155880344195663