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🚕🧠 LO PSICOLOGO UBER: I NUOVI RIDER DELLA CURAdi Alessandro Lombardo

Psicologia - Gruppo Forum
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  • Un cardiochirurgo che lascia una clinica privata può andare nel settore pubblico, in un'altra clinica o fare consulenze. La sua competenza è riconoscibile, certificata e richiesta in contesti diversi.

    Lo psicologo che si affida totalmente a una piattaforma, invece, rischia di non costruire nulla se non la propria dipendenza mascherata da libera professione. Crea un profilo su un portale, un po' come si fa su Facebook o su Instagram, senza strutturare una reputazione autonoma.

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    Il paziente appartiene all'ecosistema digitale della piattaforma: i messaggi, la storia clinica, il canale di contatto, la fiducia iniziale generata dall'algoritmo di matching. Se domani lo psicologo se ne va, il paziente resta lì. O peggio: non sa nemmeno come cercarlo fuori, anche perché contrattualmente gli è proibito.

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  • Il paziente appartiene all'ecosistema digitale della piattaforma: i messaggi, la storia clinica, il canale di contatto, la fiducia iniziale generata dall'algoritmo di matching. Se domani lo psicologo se ne va, il paziente resta lì. O peggio: non sa nemmeno come cercarlo fuori, anche perché contrattualmente gli è proibito.

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    Man mano che le piattaforme crescono, il rischio è quello di una subalternità sempre più totalizzante. Non perché ci sia un piano malvagio per intrappolare la categoria, ma perché è la logica stessa del modello: più pazienti passano dalle piattaforme, meno ha senso investire tempo e risorse per costruire una presenza professionale autonoma.

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  • Man mano che le piattaforme crescono, il rischio è quello di una subalternità sempre più totalizzante. Non perché ci sia un piano malvagio per intrappolare la categoria, ma perché è la logica stessa del modello: più pazienti passano dalle piattaforme, meno ha senso investire tempo e risorse per costruire una presenza professionale autonoma.

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    È una dipendenza che si installa gradualmente, presentandosi sotto forma di comodità.
    Un chirurgo che non va d'accordo con la direzione sanitaria ha alternative reali e un ordine professionale che da decenni negozia con le strutture. Lo psicologo che dipende da una piattaforma per la maggior parte dei suoi pazienti non ha la stessa via d'uscita. E più le piattaforme si espandono dall'online all'offline, più quella via si restringe.

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  • È una dipendenza che si installa gradualmente, presentandosi sotto forma di comodità.
    Un chirurgo che non va d'accordo con la direzione sanitaria ha alternative reali e un ordine professionale che da decenni negozia con le strutture. Lo psicologo che dipende da una piattaforma per la maggior parte dei suoi pazienti non ha la stessa via d'uscita. E più le piattaforme si espandono dall'online all'offline, più quella via si restringe.

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    Un pattern già visto: GDO, Amazon e Spotify
    Non è la prima volta che succede, e non riguarda solo noi.
    La Grande Distribuzione ha fatto al commercio al dettaglio esattamente ciò che le piattaforme stanno facendo alla psicologia: ha aggregato, standardizzato e abbassato i prezzi per l'utente finale, svuotando dall'interno chi produceva e vendeva. Il piccolo negoziante è stato reso semplicemente irrilevante perché non poteva competere su scala, prezzo e visibilità.

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  • Un pattern già visto: GDO, Amazon e Spotify
    Non è la prima volta che succede, e non riguarda solo noi.
    La Grande Distribuzione ha fatto al commercio al dettaglio esattamente ciò che le piattaforme stanno facendo alla psicologia: ha aggregato, standardizzato e abbassato i prezzi per l'utente finale, svuotando dall'interno chi produceva e vendeva. Il piccolo negoziante è stato reso semplicemente irrilevante perché non poteva competere su scala, prezzo e visibilità.

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    Amazon ha ripetuto lo stesso schema nel digitale, con una precisione ancora maggiore grazie a un'infrastruttura invisibile e globale.

    Spotify ha fatto lo stesso con la musica: ha democratizzato l'ascolto, ma ha polverizzato i compensi di chi produce. Un milione di stream vale poche centinaia di euro per l'artista. L'accesso esplode, la remunerazione crolla.

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  • Amazon ha ripetuto lo stesso schema nel digitale, con una precisione ancora maggiore grazie a un'infrastruttura invisibile e globale.

    Spotify ha fatto lo stesso con la musica: ha democratizzato l'ascolto, ma ha polverizzato i compensi di chi produce. Un milione di stream vale poche centinaia di euro per l'artista. L'accesso esplode, la remunerazione crolla.

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    Dovrebbe essere chiaro che anche noi siamo dentro questo processo. In pieno. Non ai margini, non come osservatori e non come eccezione culturale perché "la terapia è una cosa diversa". Siamo nel mezzo della stessa trasformazione, con un'unica, gigantesca differenza: il prodotto che viene standardizzato, aggregato e redistribuito è la relazione clinica.

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  • Dovrebbe essere chiaro che anche noi siamo dentro questo processo. In pieno. Non ai margini, non come osservatori e non come eccezione culturale perché "la terapia è una cosa diversa". Siamo nel mezzo della stessa trasformazione, con un'unica, gigantesca differenza: il prodotto che viene standardizzato, aggregato e redistribuito è la relazione clinica.

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    Il paradosso della democratizzazione

    I tassisti hanno impiegato anni a capire cosa stesse succedendo, perché all'inizio il cambiamento sembrava solo una modernizzazione utile.

    Nella psicoterapia la relazione è tutto: è lo strumento terapeutico principale, ciò che l'evidenza scientifica studia da decenni. Eppure, in questo modello, la relazione “appartiene” alla piattaforma.

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  • Il paradosso della democratizzazione

    I tassisti hanno impiegato anni a capire cosa stesse succedendo, perché all'inizio il cambiamento sembrava solo una modernizzazione utile.

    Nella psicoterapia la relazione è tutto: è lo strumento terapeutico principale, ciò che l'evidenza scientifica studia da decenni. Eppure, in questo modello, la relazione “appartiene” alla piattaforma.

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    Se un intermediario si interpone tra il professionista e quella relazione per costruirci sopra un business, l'impatto sul nostro lavoro cambia in modo profondo.

    Eppure, quasi nessuno ne parla.

    E La trasformazione è in atto, è già cominciata. E l'Italia sta diventando un caso di studio internazionale per la velocità con cui una professione intera si sta lasciando depauperare senza che le istituzioni abbiano ancora trovato le parole per dirlo chiaramente.

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  • Se un intermediario si interpone tra il professionista e quella relazione per costruirci sopra un business, l'impatto sul nostro lavoro cambia in modo profondo.

    Eppure, quasi nessuno ne parla.

    E La trasformazione è in atto, è già cominciata. E l'Italia sta diventando un caso di studio internazionale per la velocità con cui una professione intera si sta lasciando depauperare senza che le istituzioni abbiano ancora trovato le parole per dirlo chiaramente.

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    Al cuore di tutto questo c'è un paradosso. Il digitale nasce con la promessa di democratizzare l'accesso e disintermediare la conoscenza. In parte, ha mantenuto la promessa. Ma lo stesso processo che abbatte le barriere crea le condizioni per la concentrazione del potere: chi controlla l'infrastruttura digitale (la piattaforma, l'algoritmo, il brand) finisce per controllare tutto il resto.

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  • Al cuore di tutto questo c'è un paradosso. Il digitale nasce con la promessa di democratizzare l'accesso e disintermediare la conoscenza. In parte, ha mantenuto la promessa. Ma lo stesso processo che abbatte le barriere crea le condizioni per la concentrazione del potere: chi controlla l'infrastruttura digitale (la piattaforma, l'algoritmo, il brand) finisce per controllare tutto il resto.

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    La democratizzazione dell'accesso e il monopolio della relazione convivono perfettamente nello stesso modello di business.
    Sono temi che meriterebbero una riflessione collettiva urgente: nella categoria, nelle università, nelle scuole di psicoterapia.
    Ovunque.

    Ma la sensazione è che tutto scorra nel silenzio, come se nulla fosse.

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