Le pergamene medievali non raccontano solo testi: sono archivi biologici pieni di DNA (e la storia si sta riscrivendo)
Una nuova disciplina: la biocodicologia. Da secoli studiavamo i manoscritti medievali solo per quello che c'era scritto sopra, ma oggi gli scienziati stanno "leggendole" come fonti di DNA.
L'idea è folle ma geniale: una pergamena non è solo carta antica. È un reperto biologico che ha conservato per 1000 anni tracce di animali, malattie, clima e persino le mani di chi l'ha toccata.
Ecco i punti salienti:
- Il progetto CODICUM: L'Europa ha investito 13 milioni di euro (2025-2031) per analizzare 50.000 frammenti di pergamena nel nord Europa. L'obiettivo? Ricostruire libri perduti e tracciare le reti intellettuali del Medioevo.
Tecnica non invasiva: Prima si dovevano tagliare pezzetti di pelle. Ora? Usano spazzole citologiche (tipo quelle per i tamponi) o nastro adesivo forense per prelevare DNA senza rovinare nulla. Hanno persino usato la polvere delle gomme da cancellare vecchie ("erdu") che conteneva collagene e DNA. - Sorpresa sulle "Bibbie tascabili": Si pensava fossero fatte con pelli di animali esotici o rari. Le analisi di massa (ZooMS) hanno rivelato che erano fatte di vitello, capra o pecora comuni, lavorati con un'abilità artigianale incredibile.
- Climatologia e Malattie: Dai lipidi della pergamena si può ricostruire il clima del passato (hanno persino rilevato l'"anno senza estate" del 1816 dovuto al vulcano Tambora). Inoltre, hanno trovato tracce di vaiolo ovino e batteri che indicano la provenienza geografica del sale usato per la lavorazione.
Un caso misterioso: Su un Vangelo di Luca del XII secolo, hanno trovato un'alternanza intenzionale di pelli (vitello, pecora, capra) proprio in corrispondenza di certi passaggi del testo. Coincidenza o simbolo religioso? Nessuno lo sa ancora.
Per approfondire:
nature.com/articles/s40494-025…



