Il Fediverso: per farla finita con i Social delle Big Tech.
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@mau il Fediverso è un’infrastruttura, non un social. La scalabilità è possibile, ma il problema è la comprensibilità da parte del pubblico.
Secondo me è il modo che abbiamo attualmente di utilizzare il Fediverso che non è sostenibile e che diventerà obsoleto: al momento la maggior parte dell'utilizzo del Fediverso avviene con utenti di un'app clone di Twitter o, ancora peggio, utenti che accedono al browser del proprio smartphone per caricare un'interfaccia web simile a Twitter e fare le cose che fa un utente Twitter.
Ma quella popolazione diventerà una delle tante componenti del Fediverso e non una delle più importanti dal punto di vista della produzione dei contenuti. Il futuro sono blog e newsletter integrati con Activitypub, forum federati come citiverse.it o feddit.it, app commerciali come Flipboard e Surf, app open source come Raccoon for Friendica, software come Wafrn o Bonfire o come il non ancora nato "Fedi-LinkedIn".
Naturalmente tutto questo potrà succedere solo se l'attuale pubblico resisterà ancora abbastanza da creare un minimo effetto rete.
Questo post è eliminato! -
ci vorrebbero 1000 articoli per descrivere le figatone che può il "fediverso totale"
Verissimo. E bisogna anche fare attenzione a non esagerare perché sono discorsi che (pur non essendo neanche troppo tecnici) interessano solo una piccola parte del pubblico mentre annoiano la maggior parte delle persone

@macfranc ahaha è vero, bisogna agire con misura. Dobbiamo invece cogliere quell'attimo di distrattenzione, quel micro-secondo che abbiamo a disposizione durante uno scrolling, che viene peraltro contabilizzato o ghostato dai Bro, per agire con misura, insomma uno sbatti che torno a lavorare va!
@mau @fediverso -
@mau l'articolo nasce da una discussione interna alla lista Effimera (lista in autistici/inventati), il collettivo produce contenuti in wordpress ma posta su fb e nella lista fioccano le gmail. Effimera ha un bot anche nel Fediverso che non so chi l'abbia fatto. L'articolo cmq parla della pervasività delle Big Tech a tutti i livelli e propone una via d'uscita attraverso il Fediverso che non ragiona in termini di profitto. Quello che ti perplime è una riflessione che va oltre il contenuto dell'articolo, volendo immaginare "un'improbabile migrazione di massa" così, di botto. Invece temo ci sarà bisogno di lunghi tempi, nei quali anche il Fediverso potrà implementarsi nel frattempo @macfranc segno le cose che hai scritto, non conoscendole ancora, mi informo, grazie a voi per queste aggiunte di senso.
@poliversity.it @fediversoCiao, complimenti per l'articolo, ho molto apprezzato il riferimento alla “casa del padrone”.

Volendo fare il puntiglioso ho notato un paio di dettagli che mi sono parsi particolari, magari c'è un ragionamento dietro.
Il primo è il termine "shittification", la versione originale, coniata da Cory Doctorow, presente qua nel fediverso, è "enshitttification". Chiaro che è una parola un po' inventata e ognuno può farne ciò che vuole, ma l'originale è quello.La seconda è il termine "conviviale" applicato al fediverso. Noto dalla bibliografia che fai riferimento al termine generale di Illich, ma attenzione che in ambito tecnologico il termine è stato ripreso da Carlo Milani, che ne dà un'accezione più ristretta e relativa all'immediata ricaduta nel mondo fisico.
Anche in questo caso non è che sia obbligatorio usare la sua definizione, che tra l'altro trovo un po' vaga, ma credo vada tenuta presente.https://circex.org/it/news/tecnologie-conviviali-carlo-milani-eleuthera
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Ciao, complimenti per l'articolo, ho molto apprezzato il riferimento alla “casa del padrone”.

Volendo fare il puntiglioso ho notato un paio di dettagli che mi sono parsi particolari, magari c'è un ragionamento dietro.
Il primo è il termine "shittification", la versione originale, coniata da Cory Doctorow, presente qua nel fediverso, è "enshitttification". Chiaro che è una parola un po' inventata e ognuno può farne ciò che vuole, ma l'originale è quello.La seconda è il termine "conviviale" applicato al fediverso. Noto dalla bibliografia che fai riferimento al termine generale di Illich, ma attenzione che in ambito tecnologico il termine è stato ripreso da Carlo Milani, che ne dà un'accezione più ristretta e relativa all'immediata ricaduta nel mondo fisico.
Anche in questo caso non è che sia obbligatorio usare la sua definizione, che tra l'altro trovo un po' vaga, ma credo vada tenuta presente.https://circex.org/it/news/tecnologie-conviviali-carlo-milani-eleuthera
@NicholasLaney
Ciao, il refuso sul termine di Cory Doctorow (che ci ha scritto pure un libro) è stato corretto. Era un refuso da parte mia, grazie per la segnalazione. Ma prima c'era un link che è stato tolto dalla redazione per un motivo che non so, forse per una lettura più focalizzata, bo.Il riferimento a Illich è presente anche all'interno del libro "Hacking del Sè" del collettivo Ippolita e ne parlava spesso anche Bernard Stiegler. Non avendolo ancora letto, quello di Milani, non è stato citato, non me ne voglia l'autore come suppongo stia dicendo "stikazzi" ..spero!

Grazie per l'apprezzamento dell'articolo!
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@mau l'articolo nasce da una discussione interna alla lista Effimera (lista in autistici/inventati), il collettivo produce contenuti in wordpress ma posta su fb e nella lista fioccano le gmail. Effimera ha un bot anche nel Fediverso che non so chi l'abbia fatto. L'articolo cmq parla della pervasività delle Big Tech a tutti i livelli e propone una via d'uscita attraverso il Fediverso che non ragiona in termini di profitto. Quello che ti perplime è una riflessione che va oltre il contenuto dell'articolo, volendo immaginare "un'improbabile migrazione di massa" così, di botto. Invece temo ci sarà bisogno di lunghi tempi, nei quali anche il Fediverso potrà implementarsi nel frattempo @macfranc segno le cose che hai scritto, non conoscendole ancora, mi informo, grazie a voi per queste aggiunte di senso.
@poliversity.it @fediverso@SerByron a proposito di alternative a gmail... Come sta andando? Io sono abbastanza contento di Tuta. Ci ho messo il privato e il personale. Però non mi ci vedo a metterci tutto quello che passa da big g. Tipo n newsletter.
Idee su qualcosa che scala meglio? -
@SerByron a proposito di alternative a gmail... Come sta andando? Io sono abbastanza contento di Tuta. Ci ho messo il privato e il personale. Però non mi ci vedo a metterci tutto quello che passa da big g. Tipo n newsletter.
Idee su qualcosa che scala meglio?@endecasillabo io sono ancora in transizione dalla mia gmail, ed è lunga: sto migrando pian piano nella mia nuova mail Proton, però mi sono fatto pure una mail stronzi.org (di autistici/inventati) nel caso in cui Andy Yen si trasmormasse in ennesimo mostro transumano (leggi BigP). Per adesso lo utilizzo perché è stato "facile" il trasbordo da gmail + gcalendar con un click ma appunto per questo (perché è stato facile) sono diffidente. Mi ha convinto solo perché in un video in yt parlava alla fine di #fiducia però mi sembra ancora un po' "business oriented" e molto "competitivo". Quindi in gmail mi sono scaricato un .csv dei miei contatti che ho nel mio hd. Cmq per me meglio avere 300 mail diverse e creare + #kaos + #rivoltadigitale
Tu come ti stai trovando in Tuta? -
@macfranc ahaha è vero, bisogna agire con misura. Dobbiamo invece cogliere quell'attimo di distrattenzione, quel micro-secondo che abbiamo a disposizione durante uno scrolling, che viene peraltro contabilizzato o ghostato dai Bro, per agire con misura, insomma uno sbatti che torno a lavorare va!
@mau @fediverso@SerByron @macfranc @mau @fediverso
Scusate l’intromissione a gamba tesa.
Sul Fediverso questi discorsi “annoiano” proprio perché qui ci sono già persone che hanno scelto di uscire dai social mainstream. Non c’è bisogno di convincere nessuno: semmai di costruire.
È un po’ come spiegare i vantaggi della bicicletta a chi la usa già ogni giorno, nonostante le poche piste ciclabili. -
@SerByron @macfranc @mau @fediverso
Scusate l’intromissione a gamba tesa.
Sul Fediverso questi discorsi “annoiano” proprio perché qui ci sono già persone che hanno scelto di uscire dai social mainstream. Non c’è bisogno di convincere nessuno: semmai di costruire.
È un po’ come spiegare i vantaggi della bicicletta a chi la usa già ogni giorno, nonostante le poche piste ciclabili.@emanuelegori @fediverso @SerByron @macfranc @mau Trovo anch'io inutile dire quanto bene si sta nel fediverso, a chi è già dentro; poi si rischia il paradosso di non so quale filosofo. Quello che dice "a forza di sentire quanto si sta bene, finisco per stare male". Inevitabilmente poi ci si stacca da un ambiente che dice "son figo son beo son fotomodeo"!
Io quando parlo di fediverso cerco sempre di spiegare l'interoperabilità, in termini meno tecnici possibili; ma tenendo conto del fatto che spesso il pubblico è ipnotizzato. Già dai primi anni 2000, gli operatori telefonici hanno mantenuto l'interoperabilità però guardacaso se eri in vodafone e l'altro era in tim, pagavi di più o lui pagava di più... Cerco di raccontare quanto si possa avere un solo profilo, e gli altri possano seguirti senza obbligatoriamente far parte della stessa piattaforma. Per cui se tu fai foto e hai pixelfed, uno che scrive testi può seguirti senza obbligo a iscriversi alla piattaforma delle foto.Dopo? Il punto debole della frammentazione. Quello secondo cui se hai un account istanza singola col tuo dominio, magari aziendale, devi farti condividere da mezzo mondo prima di essere federato in giro... Questo frena tantissimo. E frena tantissimo anche a livello contenutistico - uno abituato a canniolini e gattini, non gli interessa venire in un posto dove si parla di tecnologia e politica. Anche se sono argomenti importanti. Stando praticamente in mezzo tra i due mondi, mi rendo conto dei punti deboli, e quelli di forza, del fediverso e ho capito che ragionare da "eletti" che hanno capito tutto, indispone e basta. -
@emanuelegori @fediverso @SerByron @macfranc @mau Trovo anch'io inutile dire quanto bene si sta nel fediverso, a chi è già dentro; poi si rischia il paradosso di non so quale filosofo. Quello che dice "a forza di sentire quanto si sta bene, finisco per stare male". Inevitabilmente poi ci si stacca da un ambiente che dice "son figo son beo son fotomodeo"!
Io quando parlo di fediverso cerco sempre di spiegare l'interoperabilità, in termini meno tecnici possibili; ma tenendo conto del fatto che spesso il pubblico è ipnotizzato. Già dai primi anni 2000, gli operatori telefonici hanno mantenuto l'interoperabilità però guardacaso se eri in vodafone e l'altro era in tim, pagavi di più o lui pagava di più... Cerco di raccontare quanto si possa avere un solo profilo, e gli altri possano seguirti senza obbligatoriamente far parte della stessa piattaforma. Per cui se tu fai foto e hai pixelfed, uno che scrive testi può seguirti senza obbligo a iscriversi alla piattaforma delle foto.Dopo? Il punto debole della frammentazione. Quello secondo cui se hai un account istanza singola col tuo dominio, magari aziendale, devi farti condividere da mezzo mondo prima di essere federato in giro... Questo frena tantissimo. E frena tantissimo anche a livello contenutistico - uno abituato a canniolini e gattini, non gli interessa venire in un posto dove si parla di tecnologia e politica. Anche se sono argomenti importanti. Stando praticamente in mezzo tra i due mondi, mi rendo conto dei punti deboli, e quelli di forza, del fediverso e ho capito che ragionare da "eletti" che hanno capito tutto, indispone e basta.@elettrona @emanuelegori condivido i vostri pensieri, ma qui la discussione è nata da un articolo che non era per niente destinato al Fediverso. @fediverso @macfranc @mau
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Hi everyone! Being an expat in China is great, but sometimes I find myself looking for new ways to unwind after work. I recently came across a platform that’s been pretty fun for a bit of excitement.
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@endecasillabo io sono ancora in transizione dalla mia gmail, ed è lunga: sto migrando pian piano nella mia nuova mail Proton, però mi sono fatto pure una mail stronzi.org (di autistici/inventati) nel caso in cui Andy Yen si trasmormasse in ennesimo mostro transumano (leggi BigP). Per adesso lo utilizzo perché è stato "facile" il trasbordo da gmail + gcalendar con un click ma appunto per questo (perché è stato facile) sono diffidente. Mi ha convinto solo perché in un video in yt parlava alla fine di #fiducia però mi sembra ancora un po' "business oriented" e molto "competitivo". Quindi in gmail mi sono scaricato un .csv dei miei contatti che ho nel mio hd. Cmq per me meglio avere 300 mail diverse e creare + #kaos + #rivoltadigitale
Tu come ti stai trovando in Tuta?@SerByron interessante A/I. Pure io in lunga transizione. Con Tuta va abbastanza bene come mail. Magari non è il massimo e c'è un po' di frizione. Però non voglio una mail istantanea, ci sta che sia un po' farraginosa.
Cercano di farti passare al piano pro o comunque a pagamento, direi che ci sta. Ancora non lo trovo fastidioso.
(Non ho un calendario da migrare e non si dirti come sia il loro.)Per il multi mail, ci sarebbe da pensare a una storia in cui qualcuno fa un bot che apre mail e ci iscrive a mailinglist.
Poi lo legge big Elon che si compra Substack dicendo che ci sono troppe iscrizioni fatte coi bot. E già che c'è si compra pure big-la-terza-lettera-di-doge.
(Sorry se ho sbloccato il ricordo del DOGE non coin). -
@SerByron interessante A/I. Pure io in lunga transizione. Con Tuta va abbastanza bene come mail. Magari non è il massimo e c'è un po' di frizione. Però non voglio una mail istantanea, ci sta che sia un po' farraginosa.
Cercano di farti passare al piano pro o comunque a pagamento, direi che ci sta. Ancora non lo trovo fastidioso.
(Non ho un calendario da migrare e non si dirti come sia il loro.)Per il multi mail, ci sarebbe da pensare a una storia in cui qualcuno fa un bot che apre mail e ci iscrive a mailinglist.
Poi lo legge big Elon che si compra Substack dicendo che ci sono troppe iscrizioni fatte coi bot. E già che c'è si compra pure big-la-terza-lettera-di-doge.
(Sorry se ho sbloccato il ricordo del DOGE non coin).
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