🚕🧠 LO PSICOLOGO UBER: I NUOVI RIDER DELLA CURAdi Alessandro Lombardo
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🧠 LO PSICOLOGO UBER: I NUOVI RIDER DELLA CURA
di Alessandro Lombardo"Ciao Milano! Unobravo da oggi è anche offline."
Puoi fare terapia in presenza, con uno dei loro psicologi.
Taaaac, possiamo dirlo?
Sì, possiamo dirlo. Questa è la nuova campagna pubblicitaria di Unobravo per il lancio del suo nuovo servizio.Diciamolo, dunque. Ma facciamolo con un'attenzione clinica al fenomeno, perché nel nostro mondo sta succedendo qualcosa di grosso.
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🧠 LO PSICOLOGO UBER: I NUOVI RIDER DELLA CURA
di Alessandro Lombardo"Ciao Milano! Unobravo da oggi è anche offline."
Puoi fare terapia in presenza, con uno dei loro psicologi.
Taaaac, possiamo dirlo?
Sì, possiamo dirlo. Questa è la nuova campagna pubblicitaria di Unobravo per il lancio del suo nuovo servizio.Diciamolo, dunque. Ma facciamolo con un'attenzione clinica al fenomeno, perché nel nostro mondo sta succedendo qualcosa di grosso.
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Quello che sta accadendo alla psicologia assomiglia molto a ciò che è già successo ai tassisti — che all'inizio pensavano che Uber fosse solo un'app comoda.
Uber non ha inventato il trasporto: ha inventato il modo di possedere i trasportatori senza assumerli.
Niente contratto, niente ferie, niente malattia, niente rappresentanza. Solo un'app, una valutazione a stelle e la promessa che "sei libero". Libero come un subappaltatore eterno.
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Quello che sta accadendo alla psicologia assomiglia molto a ciò che è già successo ai tassisti — che all'inizio pensavano che Uber fosse solo un'app comoda.
Uber non ha inventato il trasporto: ha inventato il modo di possedere i trasportatori senza assumerli.
Niente contratto, niente ferie, niente malattia, niente rappresentanza. Solo un'app, una valutazione a stelle e la promessa che "sei libero". Libero come un subappaltatore eterno.
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Poi è arrivato Glovo. Il cibo non lo cucini tu, ma lo consegni tu — in bici, sotto la pioggia, con uno zaino termico arancione che porta il logo di qualcun altro. Il prodotto cambia, il modello no.
Adesso pensa a cosa succede quando il prodotto da consegnare non è una pizza, ma una seduta di psicoterapia. Quando il "domicilio" non è casa tua, ma lo studio di Unobravo o di Serenis — con il loro logo sul muro, la loro reception, il loro sistema di prenotazione.
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Poi è arrivato Glovo. Il cibo non lo cucini tu, ma lo consegni tu — in bici, sotto la pioggia, con uno zaino termico arancione che porta il logo di qualcun altro. Il prodotto cambia, il modello no.
Adesso pensa a cosa succede quando il prodotto da consegnare non è una pizza, ma una seduta di psicoterapia. Quando il "domicilio" non è casa tua, ma lo studio di Unobravo o di Serenis — con il loro logo sul muro, la loro reception, il loro sistema di prenotazione.
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La cura a domicilio. Solo che il domicilio è il loro.
Il canale online ha un tetto: si passa allo spazio fisico
Unobravo non ha inventato la psicoterapia. Ha inventato il modo di erogare psicologi.
I professionisti che lavorano su queste piattaforme non sono dipendenti (e quindi non hanno le tutele del lavoro subordinato), ma non sono nemmeno liberi professionisti nel senso pieno del termine: il cliente non è loro, appartiene alla piattaforma. Il brand non è loro.<4/n>
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La cura a domicilio. Solo che il domicilio è il loro.
Il canale online ha un tetto: si passa allo spazio fisico
Unobravo non ha inventato la psicoterapia. Ha inventato il modo di erogare psicologi.
I professionisti che lavorano su queste piattaforme non sono dipendenti (e quindi non hanno le tutele del lavoro subordinato), ma non sono nemmeno liberi professionisti nel senso pieno del termine: il cliente non è loro, appartiene alla piattaforma. Il brand non è loro.<4/n>
Non bastava l'online: adesso aprono gli spazi fisici. Unobravo a Milano, Serenis lo fa già da qualche mese. È un movimento coordinato — non per accordo tra aziende, ma per logica di mercato. Quando una piattaforma capisce che il canale digitale ha raggiunto un tetto, si espande nell'unico territorio che resta: il corpo, lo spazio, la presenza.
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Non bastava l'online: adesso aprono gli spazi fisici. Unobravo a Milano, Serenis lo fa già da qualche mese. È un movimento coordinato — non per accordo tra aziende, ma per logica di mercato. Quando una piattaforma capisce che il canale digitale ha raggiunto un tetto, si espande nell'unico territorio che resta: il corpo, lo spazio, la presenza.
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Quello spazio che, fino a ieri, era l'unica cosa che le piattaforme non potevano toccare.
Adesso quella pubblicità — "con uno dei nostri psicologi" — assume un significato che vale la pena leggere con attenzione.
Nostri.Il modello è quello dell'intermediazione estrattiva: tu hai la competenza, io ho la visibilità; io ho il paziente, io ho il dato. E alla fine tu hai la parcella — che però decido io, sia chiaro.
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Quello spazio che, fino a ieri, era l'unica cosa che le piattaforme non potevano toccare.
Adesso quella pubblicità — "con uno dei nostri psicologi" — assume un significato che vale la pena leggere con attenzione.
Nostri.Il modello è quello dell'intermediazione estrattiva: tu hai la competenza, io ho la visibilità; io ho il paziente, io ho il dato. E alla fine tu hai la parcella — che però decido io, sia chiaro.
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L'asimmetria di potere e il peso dell'algoritmo
Qui l'asimmetria di potere non è un concetto astratto: è misurabile ed è enorme. Da un lato: un'azienda con centinaia di migliaia di utenti, un brand fortemente riconoscibile, un sistema algoritmico opaco che decide chi riceve pazienti e chi no, e un ufficio legale che può ignorare una PEC per settimane senza conseguenze.
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L'asimmetria di potere e il peso dell'algoritmo
Qui l'asimmetria di potere non è un concetto astratto: è misurabile ed è enorme. Da un lato: un'azienda con centinaia di migliaia di utenti, un brand fortemente riconoscibile, un sistema algoritmico opaco che decide chi riceve pazienti e chi no, e un ufficio legale che può ignorare una PEC per settimane senza conseguenze.
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Dall'altro: un singolo professionista con partita IVA, contributi ENPAP in aumento e la consapevolezza silenziosa che protestare — anche solo firmare una richiesta collettiva per aprire un tavolo di confronto sui compensi — potrebbe costare caro. Non con un licenziamento, che sarebbe impugnabile, ma con qualcosa di molto più sottile: l'algoritmo che, improvvisamente, smette di assegnarti pazienti.
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Dall'altro: un singolo professionista con partita IVA, contributi ENPAP in aumento e la consapevolezza silenziosa che protestare — anche solo firmare una richiesta collettiva per aprire un tavolo di confronto sui compensi — potrebbe costare caro. Non con un licenziamento, che sarebbe impugnabile, ma con qualcosa di molto più sottile: l'algoritmo che, improvvisamente, smette di assegnarti pazienti.
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Ne ho scritto più nel dettaglio in un articolo precedente — trenta euro lordi a seduta, una PEC ignorata, una collega che da un giorno all'altro cessa di ricevere invii. La storia è piccola, ma dice tutto: https://www.alessandrolombardo.it/post/trenta-euro-e-un-algoritmo.
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È l'algoritmo, bellezza: storie di terapeuti al cospetto del capitalismo | Alessandro Lombardo
Una PEC ignorata, un algoritmo che smette di assegnare pazienti, trenta euro lordi a seduta. Riflessione sulla precarizzazione della psicoterapia nelle piattaforme.
Alessandro Lombardo Psicologo (www.alessandrolombardo.it)
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Ne ho scritto più nel dettaglio in un articolo precedente — trenta euro lordi a seduta, una PEC ignorata, una collega che da un giorno all'altro cessa di ricevere invii. La storia è piccola, ma dice tutto: https://www.alessandrolombardo.it/post/trenta-euro-e-un-algoritmo.
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È l'algoritmo, bellezza: storie di terapeuti al cospetto del capitalismo | Alessandro Lombardo
Una PEC ignorata, un algoritmo che smette di assegnare pazienti, trenta euro lordi a seduta. Riflessione sulla precarizzazione della psicoterapia nelle piattaforme.
Alessandro Lombardo Psicologo (www.alessandrolombardo.it)
Il falso parallelismo con i medici e le cliniche
Qualcuno potrebbe obiettare: anche i medici lavorano per le cliniche, anche i chirurghi dipendono da una struttura. Vero. Ma c'è una differenza sostanziale che vale la pena nominare.
Il medico specialista si muove in un mercato del lavoro plurale, regolamentato e con tutele contrattuali definite. Soprattutto, possiede una competenza che la struttura non può replicare facilmente.<10/n>
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Il falso parallelismo con i medici e le cliniche
Qualcuno potrebbe obiettare: anche i medici lavorano per le cliniche, anche i chirurghi dipendono da una struttura. Vero. Ma c'è una differenza sostanziale che vale la pena nominare.
Il medico specialista si muove in un mercato del lavoro plurale, regolamentato e con tutele contrattuali definite. Soprattutto, possiede una competenza che la struttura non può replicare facilmente.<10/n>
Un cardiochirurgo che lascia una clinica privata può andare nel settore pubblico, in un'altra clinica o fare consulenze. La sua competenza è riconoscibile, certificata e richiesta in contesti diversi.
Lo psicologo che si affida totalmente a una piattaforma, invece, rischia di non costruire nulla se non la propria dipendenza mascherata da libera professione. Crea un profilo su un portale, un po' come si fa su Facebook o su Instagram, senza strutturare una reputazione autonoma.
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Un cardiochirurgo che lascia una clinica privata può andare nel settore pubblico, in un'altra clinica o fare consulenze. La sua competenza è riconoscibile, certificata e richiesta in contesti diversi.
Lo psicologo che si affida totalmente a una piattaforma, invece, rischia di non costruire nulla se non la propria dipendenza mascherata da libera professione. Crea un profilo su un portale, un po' come si fa su Facebook o su Instagram, senza strutturare una reputazione autonoma.
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Il paziente appartiene all'ecosistema digitale della piattaforma: i messaggi, la storia clinica, il canale di contatto, la fiducia iniziale generata dall'algoritmo di matching. Se domani lo psicologo se ne va, il paziente resta lì. O peggio: non sa nemmeno come cercarlo fuori, anche perché contrattualmente gli è proibito.
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Il paziente appartiene all'ecosistema digitale della piattaforma: i messaggi, la storia clinica, il canale di contatto, la fiducia iniziale generata dall'algoritmo di matching. Se domani lo psicologo se ne va, il paziente resta lì. O peggio: non sa nemmeno come cercarlo fuori, anche perché contrattualmente gli è proibito.
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Man mano che le piattaforme crescono, il rischio è quello di una subalternità sempre più totalizzante. Non perché ci sia un piano malvagio per intrappolare la categoria, ma perché è la logica stessa del modello: più pazienti passano dalle piattaforme, meno ha senso investire tempo e risorse per costruire una presenza professionale autonoma.
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Man mano che le piattaforme crescono, il rischio è quello di una subalternità sempre più totalizzante. Non perché ci sia un piano malvagio per intrappolare la categoria, ma perché è la logica stessa del modello: più pazienti passano dalle piattaforme, meno ha senso investire tempo e risorse per costruire una presenza professionale autonoma.
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È una dipendenza che si installa gradualmente, presentandosi sotto forma di comodità.
Un chirurgo che non va d'accordo con la direzione sanitaria ha alternative reali e un ordine professionale che da decenni negozia con le strutture. Lo psicologo che dipende da una piattaforma per la maggior parte dei suoi pazienti non ha la stessa via d'uscita. E più le piattaforme si espandono dall'online all'offline, più quella via si restringe.<14/n>
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È una dipendenza che si installa gradualmente, presentandosi sotto forma di comodità.
Un chirurgo che non va d'accordo con la direzione sanitaria ha alternative reali e un ordine professionale che da decenni negozia con le strutture. Lo psicologo che dipende da una piattaforma per la maggior parte dei suoi pazienti non ha la stessa via d'uscita. E più le piattaforme si espandono dall'online all'offline, più quella via si restringe.<14/n>
Un pattern già visto: GDO, Amazon e Spotify
Non è la prima volta che succede, e non riguarda solo noi.
La Grande Distribuzione ha fatto al commercio al dettaglio esattamente ciò che le piattaforme stanno facendo alla psicologia: ha aggregato, standardizzato e abbassato i prezzi per l'utente finale, svuotando dall'interno chi produceva e vendeva. Il piccolo negoziante è stato reso semplicemente irrilevante perché non poteva competere su scala, prezzo e visibilità.<15/n>
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Un pattern già visto: GDO, Amazon e Spotify
Non è la prima volta che succede, e non riguarda solo noi.
La Grande Distribuzione ha fatto al commercio al dettaglio esattamente ciò che le piattaforme stanno facendo alla psicologia: ha aggregato, standardizzato e abbassato i prezzi per l'utente finale, svuotando dall'interno chi produceva e vendeva. Il piccolo negoziante è stato reso semplicemente irrilevante perché non poteva competere su scala, prezzo e visibilità.<15/n>
Amazon ha ripetuto lo stesso schema nel digitale, con una precisione ancora maggiore grazie a un'infrastruttura invisibile e globale.
Spotify ha fatto lo stesso con la musica: ha democratizzato l'ascolto, ma ha polverizzato i compensi di chi produce. Un milione di stream vale poche centinaia di euro per l'artista. L'accesso esplode, la remunerazione crolla.
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Amazon ha ripetuto lo stesso schema nel digitale, con una precisione ancora maggiore grazie a un'infrastruttura invisibile e globale.
Spotify ha fatto lo stesso con la musica: ha democratizzato l'ascolto, ma ha polverizzato i compensi di chi produce. Un milione di stream vale poche centinaia di euro per l'artista. L'accesso esplode, la remunerazione crolla.
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Dovrebbe essere chiaro che anche noi siamo dentro questo processo. In pieno. Non ai margini, non come osservatori e non come eccezione culturale perché "la terapia è una cosa diversa". Siamo nel mezzo della stessa trasformazione, con un'unica, gigantesca differenza: il prodotto che viene standardizzato, aggregato e redistribuito è la relazione clinica.
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Dovrebbe essere chiaro che anche noi siamo dentro questo processo. In pieno. Non ai margini, non come osservatori e non come eccezione culturale perché "la terapia è una cosa diversa". Siamo nel mezzo della stessa trasformazione, con un'unica, gigantesca differenza: il prodotto che viene standardizzato, aggregato e redistribuito è la relazione clinica.
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Il paradosso della democratizzazione
I tassisti hanno impiegato anni a capire cosa stesse succedendo, perché all'inizio il cambiamento sembrava solo una modernizzazione utile.
Nella psicoterapia la relazione è tutto: è lo strumento terapeutico principale, ciò che l'evidenza scientifica studia da decenni. Eppure, in questo modello, la relazione “appartiene” alla piattaforma.
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Il paradosso della democratizzazione
I tassisti hanno impiegato anni a capire cosa stesse succedendo, perché all'inizio il cambiamento sembrava solo una modernizzazione utile.
Nella psicoterapia la relazione è tutto: è lo strumento terapeutico principale, ciò che l'evidenza scientifica studia da decenni. Eppure, in questo modello, la relazione “appartiene” alla piattaforma.
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Se un intermediario si interpone tra il professionista e quella relazione per costruirci sopra un business, l'impatto sul nostro lavoro cambia in modo profondo.
Eppure, quasi nessuno ne parla.
E La trasformazione è in atto, è già cominciata. E l'Italia sta diventando un caso di studio internazionale per la velocità con cui una professione intera si sta lasciando depauperare senza che le istituzioni abbiano ancora trovato le parole per dirlo chiaramente.
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Se un intermediario si interpone tra il professionista e quella relazione per costruirci sopra un business, l'impatto sul nostro lavoro cambia in modo profondo.
Eppure, quasi nessuno ne parla.
E La trasformazione è in atto, è già cominciata. E l'Italia sta diventando un caso di studio internazionale per la velocità con cui una professione intera si sta lasciando depauperare senza che le istituzioni abbiano ancora trovato le parole per dirlo chiaramente.
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Al cuore di tutto questo c'è un paradosso. Il digitale nasce con la promessa di democratizzare l'accesso e disintermediare la conoscenza. In parte, ha mantenuto la promessa. Ma lo stesso processo che abbatte le barriere crea le condizioni per la concentrazione del potere: chi controlla l'infrastruttura digitale (la piattaforma, l'algoritmo, il brand) finisce per controllare tutto il resto.
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