UNA FOTOGRAFIA
#AlfredoFacchini
Stamattina volevo scrivere quattro righe sull’ultimo editoriale del prode Travaglio, che se la prende con chi avrebbe bullizzato Erri De Luca e Francesco De Gregori. Volevo entrare nell’ennesima disputa della repubblica delle opinioni, dove ogni parola pesa una tonnellata e ogni tragedia dura il tempo di un ciclo di notizie.
Poi, scrollando, è comparsa questa bambina. E mi sono vergognato. Tutto si è ristretto.
Non conosco il suo nome. Non so quanti anni avesse. So soltanto che era viva. E che quattro giorni fa è stata uccisa dagli israeliani a Gaza. Tutto qui.
A quel punto tutto il resto diventa piccolo. Terribilmente piccolo. Non irrilevante. Piccolo. Perché esiste una sproporzione morale. Da una parte il dibattito infinito dell’opinione pubblica occidentale. Dall’altra una bambina stesa a terra e un padre che urla.
Ogni tanto una fotografia arriva per ricordarcelo. Una bambina che guarda. Con le mollette tra i capelli, il viso ancora pieno dell’infanzia. E accanto, in basso, un padre distrutto che piange sul suo corpo.
Vi risparmio una tirata sul diverso valore attribuito alle vite a seconda delle latitudini. Vi chiedo soltanto una cosa. Guardate questa fotografia.
Guardatela davvero.
Alfredo Facchini


