sì, è vero. Ma il problema è anche su quale piattaforma partire, dal momento che molti server italofoni proibiscono qualsiasi utilizzo commerciale! Per questo mi piacerebbe coinvolgere gli admin delle istanze italiane del fediverso!
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intendo in senso ampio, come spiegato nel mio post qui sotto: https://feddit.it/post/25494624/17619756
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@damtux A maggior ragione selfhost. Io non so come sei preso con l'inglese ma su blog.elenarossini.com è scritto come iniziare a ospitarsi un'istanza. O meglio, sto dicendo qualcosa di incompleto. Lei per ora ha pubblicato solo i due articoli iniziali su come affittare un server dove mettersi il fediverso e come preparare l'ambiente di lavoro. Io più di così non posso esserti di aiuto. O forse hanno ragione gli altri: WordPress federato, più citiverse
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@damtux sono abbastanza fiducioso da questo punto di vista, anche perché io citiverse.it non deve necessariamente essere l'unica community., ma deve anzi diventare un possibile volano per altre comunità.
Per dire, il giorno in cui venisse aperta una istanza NodeBB "Genova e provincia" io posso semplicemente chiudere la mia categoria "Genova" e linkare sotto la categoria "Liguria" la nuova catehoria "Genova".
Mi spiego meglio con un esempio: la categoria "blog" di @piero
Piro ha una propria istanza NodeBB all'interno della quale ha una categoria "Blog" dove tiene quello che di fatto è un blog personale.
Ora, da Citiverse, posso (vedi immagine) importare il link della categoria di Piero allinterno della mia categoria NodeBB.
Da lì puoi consultare la categoria di Piero Bosio come se si trovasse dentro Citiverse.it

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sì, la conosco e la seguo. Non ho problemi con inglese e setup informatici

Grazie mille per gli spunti interessanti -
Sono d'accordo! @macfranc@poliversity.it
Infatti non ho sottinteso che l'attività in questione debba sfruttare gratis i server! Penso che si potrebbe collegare l'account ad una "prova fisica" di donazione periodica (es ricevuta o altro modo). -
@elettrona puoi chiarire meglio cosa intendi quando dici
a medio termine possano fregarsi tutto
Resta il fatto che Wordpress è oggi la soluzione più semplice per crearsi una vera e propria "istanza" e gli strumenti per governarla ci siano praticamente tutti.
Inoltre, integrando la gestione di un blog Wordpress con un account Friendica, si ottiene davvero tutto quello di cui si ha bisogno.
Infine, NodeBB gestisce magnificamente gli account Wordpress e può integrarli automaticamente nelle sue "categorie"
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grazie mille! Ho capito.....puoi strutturare a cascata includendo link di altre istanze NodeBB, che possono essere consultate dall'interno della categoria che presenta il link. Spero di aver farfugliato bene
ma ho compreso -
@damtux non è così facile: la differenza tra donazione periodica e canone è pericolosamente sottilissima alza il rischio di diventare di fatto un servizio a pagamento...
A me poi piace mantenere distinto ciò che è "no trade" (uso un concetto caro a @tio) da ciò che è anche solo vagamente commerciale...
Comunque credo anch'io che bisogna trovare un modo per coinvolgere quanto prima nel Fediverso i servizi e le attività di prossimità. Non è solo questione di apertura al "commerciale", ma è un volano per aumentare l'impatto del Fediverso
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@macfranc @damtux Non sono (ancora) confidente a sufficienza con Friendica, ma so che da là dentro puoi connettere WordPress che sputa fuori i post nell'account Friendica come niente fosse; ora, io sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che WordPress sia una vera e propria istanza fedi chiave in mano, col plugin ActivityPub. Il problema sta nel dialogo "inverso": cioè wp che segue gli altri attori del fediverso.
ActivityPub 8.0 ha effettivamente introdotto una "social web" nella dashboard ma è sperimentale, mentre funziona sul reader di JetPack se colleghi il tuo selfhost a quello centralizzato wordpress.com.
Quello intendo per "fregarsi tutto": Mullenweg e compagnia, hanno tracciato la strada, cioè integrare sempre di più l'AI in WordPress; e ha il potere di chiudere tutto e dire "bene, per oggi community mi siete andati benissimo. Ma adesso riduco le funzioni del wordpress stand-alone le inglobo sul .com, sul corporate, vi faccio pagare tutto e voi state indietro". -
@damtux @fediverso Sarebbe una bellissima idea se chi usa il fediverso per business desse qualcosa dei propri soldi al fediverso. Teoricamente sarebbe ottimo. Bisogna vedere come sono di fatturato le aziende in questione. Io ho provato a convincere Senso Naturale - https://sensonaturale.com - a entrare, loro hanno facebook instagram insomma i soliti. Ma poi non mi hanno fatto più sapere niente. E per convincerli ho tentato di dirgli che i social commerciali stanno nascondendo quelli che parlano di sostenibilità ambientale, il che succede quotidianamente. Ma non saprei suggerirgli quale piattaforma mettersi anche a loro
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@damtux l'osservazione è corretta e infatti per noi, citiverse.it è prima di tutto un forum. Un Forum che viene almentato anche dal Fediverso (e che quinid dà più soddisfazione a chi è iscritto), ma che resta pur sempre un Forum.
Ma NodeBB è comunque uno strumento per metere a disposizione degli utenti social del Fediveso un eccellente supporto "gruppi", forse il migliore attualmente in circolazione!
Resta però un problema di interfaccia che non dipende da NodeBB, né dai "gruppi" Activitypub, ma proprio da come sono disegnati alcuni software. Per esempio:
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primo e secondo punto....comprendo ed è condivisibile!
E' ciò che intendo con il mio post: credo sia giunta l'ora di parlarne come community italiana e del fediverso nella sua interezza.... e decidere come e cosa fare per coinvolgere servizi e attività di prossimità.
(Nel mio post gemello di questo fatto nella community Fediverso di Diggita) Kenobit diceva che forse non ha senso avere pagine promozionali nei social per le attività, e posso condividerne il motivo, ma mi riferisco ad un utilizzo più pratico che pubblicitario in senso stretto.
Il cliente che è interessato a saperne di più su cosa mangia ad esempio (per i prodotti di un panificio) oppure che cerca info sugli orari di apertura aggiornati, di solito non ha queste informazioni in negozio (e magari per controllare gli orari non ci va apposta). Se l'attività utilizzasse un profilo nel fediverso (+ magari il proprio sito web) potrebbe tecnicamente anche evitare altri strumenti chiusi come canali e stati whatsapp, pagine Aggiornamenti e Info su Google Maps, ecc
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grazie della dritta! @macfranc@poliversity.it
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per questo penso che partire dal self-hosting forse non è la strada migliore. E' come partire già con un investimento importante senza sapere come funziona il tutto.
Per questo secondo me bisogna parlarne e far in modo di creare comunque un punto di ingresso più facile tramite le istanze italofone già presenti. -
infatti, so che ci sono ancora questi piccoli inconvenienti di integrazione e visibilità! Grazie @macfranc@poliversity.it
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@damtux Hai ragione su questo, io ti parlo da persona che minimo minimo bazzica su internet con diversi progetti in mano, da una ventina d'anni. Non ho mai avuto business da gestire. Ma proprio perché le istanze italiane non vogliono commerciali, secondo me è giusto fare un, come si chiama... fair use, no, non ricordo, WordPress per le aziende lo fa - 5 per cento dei ricavi eventualmente su wordpress. Ma al parrucchiere Truccoparrucco del centro di Bugliano che ha quattro vecchiette e due drag queen (stereotipo messo apposta), non lo puoi chiedere
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certo, fair use.
E sono d'accordo sul parrucchiere.Scendo ancora sul pratico in modo da far capire di cosa stiamo parlando. Una pasticceria che conosco (in una piccola cittadina sotto i 10000 abitanti) spende quasi 1000€ al mese di social, solo per avere visibilità (non ha più di 200-300 followers su Insta)....fa circa 8-10 post al mese e spendendo così per produrre contenuti professionali e per pubblicizzarli probabilmente pensa sia sufficiente. Il posto è sempre molto frequentato in effetti ma non penso che i social siano stati così determinanti, visto che è un'attività storica avviata ancora dalla generazione precedente.
Alcuni ragionamenti:
- i 1000€ a me sembrano un tassa autoimposta, probabilmente evitabile e sicuramente almeno parzialmente reinvestibile in attività più "proficue" e pratiche
- una parte di quella tassa potrebbe avere un utilizzo sicuramente migliore se destinata a sostenere il fediverso
- è difficilmente ipotizzabile tornare a non avere una presenza nei social, come 10 anni fa, visto che l'80% di persone si aspetta ormai di trovarli. E quindi se social devono essere, almeno prendere in considerazione il Fediverso
- le persone si aspettano di ricevere news su eventi, prodotti/servizi, orari di apertura tramite canali social o canali/stati Whatsapp/Telegram (e/o sito web e/o Maps?)
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@damtux @macfranc anche io penso che mille euro al mese siano una spesa infinita e per cosa, per i social? Certo bisogna esserci sui social, visto che la massa sta lì. Però come ho sempre detto quando vado a parlare in giro di ActivityPub e compagnia, il fediverso non costa niente o meglio non obbliga a pagare, si può dare quello che ci possiamo permettere. Questi altri invece decidono cosa far vedere al tuo pubblico, e ti fanno pagare comunque. Perciò io il fediverso lo affiancherei alle realtà commerciali e a seconda dell'engagement poi si può incentivare quello e disincentivare le altre. E qui viene il discorso WordPress perché potrebbe aiutare nel cross-posting, ma si scontra con quello che dicevo a @macfranc "WordPress si frega tutto":
anni fa potevi agganciare il tuo rss direttamente ai social commerciali e loro postavano.
Ti facevi magari una piccola app, settavi qualcosa e lui andava.
Per cui i moduli -plugin- WordPress per fare auto-post ovunque, si sprecavano.
Ora c'è poco niente: o sei su wordpress.com (hosting gestito) e marchi "publicize" poi paghi un tot al mese per l'auto-share ovunque, o prendi quelli tipo PubliPress autopost o come si chiama, non ricordo, ma sempre a pagamento.
Perché se hai insta, linkedin, facebook, X, Bluesky, Mastodon, e pubblichi un contenuto al giorno, se ti tieni jetpack versione free ti sei già mangiato 6 slot (il free ne ha 30 al mese) per un messaggio solo.
La colpa qua mica è tutta di Matt Mullenweg, attenzione; è dei social commerciali che hanno ristretto l'interfaccia di programmazione.
Stesso vale per altri autopost tipo zapier, IFTTT e simili. Ci sarebbe un lungo discorso da fare sull'ipocrisia delle difficoltà e restrizioni che mettono, facendotele accettare come "sicurezza" quando poi scopri che hanno il 10% del fatturato dalle truffe. Ma non è questa la sede. Mi arrabbierei, e non ti aiuterei. -
@damtux @elettrona @macfranc quale sarebbe l'incentivo a creare una di queste pagine per un business? L'utenza del fediverso è troppo piccola per essere in se un incentivo.
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