Il messaggio di Dio/Coscienza e come lo interpretiamo...

Quello che dico, è solamente un'ipotesi, una possibile intuizione scaturita dall' ascolto e dalla lettura di alcuni ricercatori e dalla mia consapevolezza che vibra con quella loro, che hanno ipotizzato questo, in base ai loro studi scientifici, forse chissà in futuro si ipotizzerà altro, però quello che vorrei portare a prendere in considerazione è questo:
" nell'universo c'è qualcosa , che ognuno di noi può chiamare come vuole , io la chiamo Coscienza o Informazione Eterna, che dà delle istruzioni, queste istruzioni sono dentro anche ogni singola cellula del nostro corpo, sono ovunque, sono quelle che danno istruzioni alle cellule per far sì che si crei un corpo umano o qualsiasi altro essere vivente su questo universo , danno istruzione a tutti gli altri mondi, pianeti stelle, eccetera eccetera. Questa Coscienza, questa informazione, è ovunque e nell'aria nello spazio e nel tempo, si è espansa subito dopo la manifestazione o il big bang o come si vuole chiamare, e va capitata, ricevuta, questa informazione si muove e il nostro cervello, la sente, la percepisce e ognuno di noi in base alla propria conoscenza la propria consapevolezza, alle proprie capacità che ha acquisito, il cervello la interpreta come archetipi, poi con dei simboli, poi con dei segni e alla fine con dei linguaggi.
Linguaggio che poi l'uomo ha trasformato e ha chiamato proprio perché è abituato e deve catalogare le cose per poterle comprendere e gestire in questo mondo, in modi differenti, geometria, matematica, aritmetica, scienza, filosofia, eccetera, eccetera."

Per quanto riguarda quello che si dice sulla coscienza , Io credo ma è anche quello che dicono alcuni ricercatori , che essa non si trovi nel cervello , la sua sede non è lì, dove magari la maggior parte immagina , anche perché da alcuni casi e studi fatti e successi come quello del dottor Lionel Feuillet e altri casi:

"effettuarono una TAC e una risonanza magnetica, rimasero scioccati.
​La scoperta: Il cranio dell'uomo era quasi interamente pieno di liquido cerebrospinale. La sua materia cerebrale era ridotta a un sottilissimo strato periferico.
​La condizione: Soffriva di una forma estrema di idrocefalo.
​La sorpresa: Nonostante avesse perso circa il 50-75% del tessuto cerebrale, l'uomo era un impiegato statale, era sposato, aveva due figli e un QI di 75 (leggermente sotto la media, ma perfettamente funzionale nella società)."

Il legame tra Roger Penrose e i casi di persone con pochissimo cervello (come quelli studiati da Lorber) è estremamente profondo e va a toccare il cuore della sua teoria sulla coscienza, chiamata Orch-OR (Orchestrated Objective Reduction), sviluppata insieme all'anestesista Stuart Hameroff.
​Penrose ha utilizzato questi casi clinici proprio per sostenere la sua tesi principale:

la coscienza non è un prodotto di calcoli complessi fatti dai neuroni, ma qualcosa che avviene a un livello molto più "piccolo" e fondamentale.
Penrose e Hameroff hanno guardato dentro i neuroni, scoprendo i microtubuli.
Penrose ipotizza che nei microtubuli avvengano fenomeni di meccanica quantistica.
​La coscienza non "emergerebbe" dalla rete neurale, ma sarebbe il risultato del collasso di stati quantistici all'interno di questi microtubuli.

Karl Pribram, collaborando con il fisico David Bohm, ipotizzò che il cervello non memorizzi i ricordi in singoli neuroni (come file in un hard disk), ma sotto forma di schemi di interferenza, proprio come un ologramma.

In questa visione, il cervello non "produce" la coscienza, ma la canalizza. Se il canale è piccolo (poco cervello), la coscienza può comunque fluire se la sintonizzazione (l'osservazione disinteressata) è corretta.

La Coscienza, L' Informazione, Dio, Brahama, l' energia, L' Anima, lo Spirito, ecc, ecc, sono solo dei nomi limitati che l'uomo ha dato dalla sua conoscenza limitata , ma questa COSA, questa Essenza, che non ha nome e che non può essere espressa, è presente ovunque, è eterna e ognuno di noi la interpreta in base alla propria consapevolezza perché quello che noi dobbiamo fare, il nostro compito è quello di fare esperienza e acquisire consapevolezza di noi per, forse un giorno, arrivare a comprendere la verità e ritornare a congiungerci con L'UNO, con questa essenza che non ha nome...

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