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Little Snitch arriva su Linux: gratuito e in parte open source
MondoLittle Snitch, il firewall applicativo che su macOS tiene d’occhio le connessioni in uscita da oltre vent’anni, è disponibile anche per Linux. La versione, completamente gratuita, è stata sviluppata da Christian Starkjohann di Objective Development, azienda austriaca. La motivazione, come racconta lo stesso sviluppatore, è personale: dopo aver installato Linux su dei vecchi computer, ha cercato uno strumento che gli desse la stessa esperienza di Little Snitch su macOS. Alternative come OpenSnitch o Portmaster esistevano già, ma secondo Starkjohann nessuna offriva esattamente ciò che cercava: visualizzare quale processo comunica con quale server e poterlo bloccare con un clic.

Come funziona
La versione Linux si basa su eBPF (extended Berkeley Packet Filter) per intercettare il traffico a livello kernel, senza dover modificare il kernel stesso. Il codice applicativo è scritto in Rust, mentre l’interfaccia è una web app accessibile da browser all’indirizzo
localhost:3031. Una scelta che può sembrare insolita per uno strumento di questo tipo, ma che consente di monitorare da remoto le connessioni di un server Linux, ad esempio per controllare cosa combinano Nextcloud o Home Assistant.// affiliato ▸ Webdock · VPS ultra-veloci scontate del 20% · Vedi i piani →
Cosa è aperto e cosa no
Il componente kernel eBPF e l’interfaccia web sono rilasciati come open source sotto licenza GPLv2, con il codice disponibile su GitHub. Il backend, invece, resta proprietario: gestisce regole, liste di blocco e la vista gerarchica delle connessioni, ed è il frutto di oltre due decenni di esperienza accumulata con la versione macOS. Objective Development lo mette a disposizione gratuitamente ma preferisce per ora non aprirne il codice.
Trasparenza, non sicurezza
Un punto importante: Little Snitch per Linux non è uno strumento di sicurezza. Su macOS il filtraggio avviene a livello di sistema con garanzie più forti, mentre eBPF impone limiti rigidi sulla complessità dei programmi e sulla quantità di dati che può gestire. Con traffico molto intenso, le tabelle di filtraggio possono andare in overflow, rendendo possibile aggirare le regole. Lo scopo, chiarisce lo sviluppatore, è offrire visibilità sulle connessioni e bloccare quelle di software legittimo che non tenta attivamente di eludere il controllo.
Requisiti e disponibilità
Little Snitch per Linux richiede un kernel 6.12 o superiore con supporto BTF (Ubuntu 25.04 o più recente). Sono disponibili pacchetti .deb per architetture Intel/AMD a 64 bit, ARM64 e RISC-V. Il progetto è alla versione 1.0.0 e presenta ancora qualche limite: al momento non funziona con il filesystem Btrfs, usato di default da Fedora, ma una correzione è già in lavorazione.
Chi vuole tenere sotto controllo il traffico di rete sul proprio server o anche solo sul proprio portatile Linux ha adesso un’opzione in più, con un nome che nel mondo macOS è già una garanzia.
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Un tracker su dieci: nel 2025 oltre il 10% del traffico internet è sorveglianza pubblicitaria
MondoOgni volta che carichi una pagina web, il tuo browser non scarica solo quello che hai chiesto. In parallelo parte una serie di richieste verso reti pubblicitarie, sistemi di tracciamento e infrastrutture di profilazione che non hai scelto e che nella maggior parte dei casi non sai nemmeno di star finanziando con la tua banda. Nel 2025, secondo il rapporto annuale di AdGuard, queste richieste hanno superato per la prima volta la soglia del 10% del traffico internet globale, attestandosi al 10,22%. L’anno scorso erano al 7,84%.
Il dato grezzo racconta già qualcosa, ma quello che colpisce di più è la stima sulle richieste nascoste: ogni richiesta primaria bloccata ne previene in media altre quattro, generate a cascata da server collegati. Se nessuno bloccasse nulla, secondo AdGuard, i tracker potrebbero arrivare a coprire fino al 40% del traffico totale.
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La mappa geografica

La crescita non è uniforme. Le zone con gli aumenti più marcati sono Africa subsahariana, Caraibi e Europa orientale, dove l’espansione dell’infrastruttura pubblicitaria segue quella dell’accesso a internet. Il Sudafrica è passato dal 7,80% al 13,69%, Trinidad e Tobago dal 6,33% al 12,94%. La Bielorussia ha raggiunto il 13,20%.
L’Europa occidentale cresce più lentamente ma cresce. La Spagna è salita al 10,36%, la Francia al 9,35%, il Regno Unito al 9,61%. L’Italia ha raggiunto il 9,81%, contro il 7,75% del 2024. La Germania si mantiene sotto la media europea, all’8,89%.
In coda alla classifica globale rimane la Cina, al 3,63%, insieme all’Iran e ad alcuni paesi del Nord Europa come Danimarca e Norvegia. La distribuzione completa paese per paese è consultabile nella mappa interattiva pubblicata da AdGuard.

Più tracciamento, meno banner
AdGuard sottolinea un’apparente contraddizione: l’esperienza pubblicitaria visibile è meno invadente di qualche anno fa, con i grandi banner invadenti ormai in ritirata. Ma questo non significa meno pubblicità, significa pubblicità più silenziosa. Più banda consumata in background, più dati raccolti, meno evidenza per l’utente.
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Instagram permette ora di correggere i commenti entro 15 minuti
MondoInstagram ha attivato una funzione che molti utenti chiedevano da tempo: la possibilità di modificare i propri commenti dopo la pubblicazione. La finestra temporale concessa è di 15 minuti dal momento in cui si invia il messaggio.
Entro questo lasso di tempo è possibile apportare tutte le correzioni necessarie, anche più volte. Una volta modificato, il commento mostra un’indicazione che segnala la presenza di una revisione, ma le versioni precedenti restano invisibili agli altri utenti. La funzione si applica esclusivamente ai commenti testuali; se il messaggio include foto o altri elementi multimediali, resta disponibile solo la modifica del testo associato.
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L’annuncio è arrivato direttamente dai canali ufficiali di Instagram, confermando l’implementazione della novità. Si tratta di un cambiamento che risponde a una richiesta frequente della community, soprattutto per chi commette errori di battitura o vuole affinare il proprio intervento dopo averlo pubblicato.
Non tutti i social offrono questa opzione. Alcune piattaforme permettono correzioni illimitate, altre non lo consentono affatto. Instagram ha scelto un approccio intermedio, limitando la modifica a un breve periodo per bilanciare flessibilità e trasparenza nelle conversazioni.
L’aggiornamento è già attivo per gli utenti che hanno ricevuto il rollout. Come spesso accade con le nuove funzioni, la disponibilità potrebbe variare in base alla regione o alla versione dell’app. Chi non vede ancora l’opzione può controllare gli aggiornamenti dell’app o attendere il completamento della distribuzione.
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Mastodon presenta le Collections, nuovi strumenti per organizzare i contenuti
MondoMastodon ha annunciato una nuova funzionalità chiamata Collections, pensata per aiutare gli utenti a raggruppare post e raccomandare account correlati in bundle curati. L’aggiornamento farà parte del prossimo rilascio della versione 4.6 della piattaforma decentralizzata.
La funzione arriva in un momento in cui Mastodon sta cercando di rendere il proprio ecosistema più accessibile ai nuovi utenti. Come riportano TechCrunch e Dataconomy, la piattaforma ha ampliato il proprio team di sviluppo negli ultimi 18 mesi, assumendo figure specializzate nello sviluppo web, mobile e backend, oltre a un designer dedicato.
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Le Collections permetteranno agli utenti di creare raccolte tematiche di contenuti, facilitando la scoperta di account pertinenti e migliorando l’organizzazione dei propri post. Questa innovazione risponde a una delle critiche più frequenti mosse a Mastodon: la difficoltà di orientarsi nella rete federata per chi arriva da piattaforme centralizzate come X o Threads.

Oltre alle Collections, Mastodon ha introdotto recentemente altre modifiche per semplificare l’esperienza utente. I post fissati ora ne mostrano uno in evidenza, mentre gli altri diventano accessibili tramite un pulsante “Visualizza tutti i post fissati”. Sono stati inoltre migliorati i controlli sui Quote Posts e la gestione delle modifiche al profilo è stata centralizzata nelle impostazioni dell’account.
L’aggiornamento 4.6 è previsto per le prossime settimane e sarà disponibile su tutti i server Mastodon aggiornati. Gli utenti potranno attivare le Collections manualmente dalle impostazioni del profilo.
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Urik v0.21.0 beta: nuova lingua, simboli curiosi e correzioni per un’esperienza più fluida
MondoLa tastiera open source Urik continua il suo percorso di affinamento con l’arrivo della versione 0.21.0 beta. Dopo aver già esplorato in passato le sue fondamenta basate sulla privacy e l’assenza di tracciamento, questo aggiornamento porta con sé una serie di modifiche mirate a migliorare l’usabilità quotidiana e ad ampliare il supporto linguistico.
Il cambiamento più immediato riguarda l’espansione linguistica. La comunità ha ottenuto il supporto completo per la lingua slovacca, un passo importante per rendere lo strumento realmente internazionale e accessibile a un pubblico più ampio.
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Simboli e numeri a portata di mano

Oltre alle lingue, l’attenzione si è spostata sulla precisione e sulla personalizzazione dell’interfaccia. Una delle novità più apprezzate è la possibilità di gestire i suggerimenti numerici sopra la riga delle lettere. Sebbene la visualizzazione fosse già presente, ora è disattivabile dalle impostazioni, offrendo a chi preferisce un layout più pulito la libertà di nasconderli. Chi invece li utilizza per velocità può mantenerli attivi per accedere ai caratteri numerici senza cambiare layout, velocizzando la digitazione di indirizzi o codici. A completare il pacchetto dei simboli, sono stati aggiunti il segno numero (№) e l’interrobang (‽), quest’ultimo un carattere di punteggiatura che fonde punto interrogativo ed esclamativo, spesso cercato da chi scrive testi creativi o tecnici.
Gli sviluppatori hanno lavorato per risolvere il problema del doppio attivamento dei feedback aptici, un difetto che poteva risultare fastidioso durante la digitazione veloce. Anche lo scorrimento per lo swipe è risultato più affidabile, specialmente quando si passa da una tastiera all’altra, riducendo gli errori di riconoscimento. Un altro fix importante riguarda la barra dei suggerimenti, dove il testo veniva talvolta tagliato, rendendo difficile leggere le parole proposte dall’autocorrettore.
Più controllo sulle preferenze
Ulteriori opzioni di configurazione permettono ora di disattivare completamente il feedback visivo al tocco dei tasti per chi preferisce un’interfaccia più pulita e meno invadente. È stata inoltre introdotta la possibilità di impostare un reset automatico alla vista lettere quando si passa a un nuovo campo di input, evitando di dover manualmente tornare indietro dopo aver inserito numeri o simboli. Questi dettagli dimostrano come Urik non si limiti a essere una semplice alternativa alle tastiere proprietarie, ma cerchi attivamente di competere sull’esperienza utente attraverso un ascolto costante delle esigenze della comunità.
La versione 0.21.0 è disponibile come pre-rilascio su GitHub. Essendo una beta, è consigliabile installarla solo su dispositivi di test o se si è disposti a segnalare eventuali bug per aiutare gli sviluppatori a perfezionare il prodotto finale.
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Dopo vent’anni l’EFF se ne va da X (ex Twitter)
BlueskyDopo quasi due decenni di attività, l’Electronic Frontier Foundation ha deciso di chiudere i battitori su X. Non si tratta di una mossa impulsiva, ma della conclusione logica di un processo che la storica organizzazione per i diritti digitali ha monitorato con attenzione negli ultimi anni. La decisione arriva in un momento in cui la piattaforma, un tempo fulcro del dibattito pubblico online, mostra segni evidenti di erosione della propria capacità di diffusione.
Il motivo principale è puramente matematico. Nel 2018, i post quotidiani dell’EFF generavano tra i 50 e i 100 milioni di impressioni mensili. Nel 2024, nonostante 2.500 pubblicazioni, il totale mensile si è attestato sui 2 milioni. L’anno scorso, 1.500 post hanno raccolto appena 13 milioni di visualizzazioni in dodici mesi. In sintesi, un singolo post su X oggi riceve meno del 3% delle visualizzazioni che un tweet garantiva sette anni fa. Per un’organizzazione che basa la propria missione sulla diffusione di informazioni critiche, questa riduzione di portata rende la piattaforma inefficace.
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Le promesse non mantenute

Quando Elon Musk ha acquisito Twitter nell’ottobre 2022, l’EFF aveva delineato chiaramente le condizioni necessarie per mantenere la fiducia: moderazione dei contenuti trasparente, sicurezza reale con crittografia end-to-end per i messaggi diretti e maggiore controllo per gli utenti e gli sviluppatori terzi. La direzione intrapresa è stata opposta. Il licenziamento dell’intero team per i diritti umani e i tagli al personale in paesi dove l’azienda resisteva alla censura hanno segnato un punto di non ritorno. Oggi l’EFF si unisce alla massa di utenti che hanno abbandonato la piattaforma.
Perché restare altrove
Una domanda ricorrente riguarda la coerenza: perché l’EFF rimane presente su Facebook, TikTok e Instagram se critica aspramente questi ecosistemi? La risposta risiede nella missione di proteggere i diritti digitali di tutti, non solo di chi ha già scelto piattaforme alternative. Le persone che necessitano maggiormente di queste informazioni sono spesso quelle più radicate nei grandi giardini recintati, soggette alla sorveglianza corporativa.
Giovani, minoranze, attivisti e comunità LGBTQ+ utilizzano quotidianamente queste reti per organizzare mutuo aiuto, esprimere cultura e coordinarsi politicamente. Rimuovere semplicemente le app non è sempre un’opzione accessibile. La presenza dell’EFF su queste piattaforme non è un endorsement, ma un tentativo di colmare il divario informativo. Molti dei loro post più letti sono proprio quelli che criticano le policy delle piattaforme stesse.
Il futuro della battaglia digitale
L’EFF conclude che X non è più il luogo dove si combattono le battaglie decisive. La piattaforma è diventata ridotta e marginale rispetto al suo passato imperfetto ma impattante. L’organizzazione sposterà le proprie risorse verso Bluesky, Mastodon, LinkedIn e le altre reti dove la battaglia per i diritti digitali è ancora viva. Per chi vuole seguire il loro lavoro, il messaggio è chiaro: la lotta continua, ma non più su X.
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Storybook 10.3 porta gli agenti AI dentro i componenti esistenti con il protocollo MCP
MondoStorybook 10.3 integra il Model Context Protocol per React, lo standard aperto nato da Anthropic per far comunicare i modelli di intelligenza artificiale con strumenti e dati esterni. In pratica, un agente AI collegato a Storybook può consultare i componenti esistenti, riutilizzarli, generare anteprime live e persino eseguire test di accessibilità e interazione per correggere autonomamente gli errori. Il risultato è uno sviluppo di interfacce meno affidato alla generazione generica e più ancorato a codice reale e verificabile.
La funzionalità si articola in tre gruppi di strumenti: il set di sviluppo permette agli agenti di mostrare il proprio lavoro negli stati rilevanti dell’interfaccia, il set di documentazione consente di scoprire e riutilizzare i componenti del design system, mentre il set di test offre argini e correzioni automatiche attraverso test mirati. Il server MCP può inoltre essere pubblicato e condiviso con il team, anche da chi non esegue Storybook in locale, e supporta la composizione di più Storybook in un unico contesto per l’agente.
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Meno violazioni di accessibilità, più tipizzazione
La versione 10.3 raccoglie anche un consistente lavoro sull’accessibilità dell’interfaccia di Storybook stessa: semantica ARIA migliorata, navigazione da tastiera e gestione del focus più robuste, contrasto cromatico e supporto alto contrasto rafforzati, riduzione del movimento, navigazione tra landmark e correzioni ai documenti in ottica WCAG.
Le CSF Factories, introdotte con Storybook 10 per ridurre il boilerplate e migliorare l’autocompletamento nella scrittura di storie, si estendono ora a Vue, Angular e Web Components, dopo il lancio iniziale limitato a React. Sono disponibili codemod per la migrazione automatica, ma le versioni precedenti di CSF restano supportate. Lo stato attuale è Preview, con rilascio stabile previsto in Storybook 11.
Ecosistema aggiornato
Completano il rilascio il supporto a Vite 8, Next.js 16.2, ESLint 10 e Angular 21, l’inizializzazione da CLI per Rsbuild e il supporto Preact per l’addon Vitest. Dalla comunità arrivano un’integrazione con Vike e un framework Astro in fase sperimentale.
L’aggiornamento si esegue con
npx storybook@latest upgrade.Supporta Yoota · link affiliatoConsiglioHosting veloce, supporto umano 24/7 da 2€ al mesePassa sopra / Tocca
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Substack raffina gli strumenti di pubblicazione: template, scheduling e nuove opzioni visive
MondoTRASPARENZA: Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito e indipendente. Le nostre opinioni rimangono imparziali.
Substack ha annunciato una serie di aggiornamenti alle proprie funzionalità di pubblicazione. Si tratta di miglioramenti operativi pensati per chi gestisce newsletter e contenuti sulla piattaforma.
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Template e programmazione

La novità principale riguarda i template per post lunghi. Gli utenti possono ora salvare strutture predefinite direttamente nell’editor e riutilizzarle nei nuovi abbozzi. Questa opzione interessa elementi ricorrenti come disclaimer, chiamate all’azione o blocchi di codice. Il risparmio di tempo è evidente per chi pubblica regolarmente con formati simili.
Anche la programmazione dei contenuti riceve attenzione. Le Notes, brevi post simili ai social, possono essere schedulate in anticipo su web, iOS e Android. I contenuti programmati rimangono modificabili fino al momento della pubblicazione.
Video e personalizzazione

Per i video in diretta, Substack Live permette di gestire meglio gli eventi: è possibile modificare titolo, orario e host dopo aver fissato lo streaming, oltre a scegliere quale pubblicazione utilizzare per trasmettere. L’accesso alle chiavi di streaming è stato semplificato per contributori, amministratori e host.
La piattaforma introduce i drop cap, ovvero la lettera iniziale ingrandita che apre i testi. Un dettaglio tipografico che conferisce un aspetto più editoriale. I blocchi di richiamo permettono invece di evidenziare passaggi specifici all’interno degli articoli. Anche il blocco di iscrizione alla homepage può essere personalizzato con colori, loghi e messaggi differenziati in base al tipo di abbonamento.
Questi aggiornamenti migliorano l’esperienza operativa ma non cambiano la natura della piattaforma. Substack rimane un servizio statunitense con diversi problemi etici. Per chi utilizza già il servizio, gli strumenti aggiuntivi offrono maggiore flessibilità. Per chi valuta alternative, la questione rimane aperta: piattaforme europee come Steady o open source esistono come Ghost esistono, ma con ecosistemi più ridotti.
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Proton Calendar si risveglia: arriva la prenotazione appuntamenti dopo anni di silenzio
MondoDopo quasi due anni senza novità di rilievo, Proton Calendar torna a ricevere aggiornamenti significativi. L’ultimo grande rilascio risaliva a marzo 2023, quando erano stati introdotti i calendari condivisi e una nuova interfaccia utente. Da allora, gli utenti avevano notato una certa stasi nello sviluppo del prodotto. La situazione cambia ora con l’annuncio della nuova funzionalità di prenotazione appuntamenti, pensata per il segmento business ma che segna un segnale importante per tutto l’ecosistema Proton.
La novità principale è un sistema integrato che permette di gestire le richieste di meeting mantenendo la crittografia end-to-end, un requisito fondamentale per chi opera in ambiti sensibili alla privacy. A differenza delle soluzioni convenzionali che spesso lasciano i dati degli appuntamenti in chiaro sui server, Proton estende la protezione di fine a fine anche alle richieste di incontro. Gli amministratori aziendali possono creare calendari di team, inviare inviti cifrati e gestire eventi ricorrenti con supporto nativo per i fusi orari multipli.
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Chi può accedere alla nuova funzionalità

La disponibilità dipende dal piano sottoscritto. Proton Calendar rimane accessibile gratuitamente con funzionalità base: fino a tre calendari personali, creazione eventi e condivisione elementare. Tuttavia, la prenotazione appuntamenti con le caratteristiche avanzate descritte nel comunicato ufficiale è riservata ai piani business e alle sottoscrizioni superiori. Gli utenti free mantengono accesso alle funzioni essenziali del calendario, mentre le opzioni di collaborazione avanzata e la dashboard amministrativa richiedono un abbonamento a pagamento.
Finalmente un sistema di booking sicuro
La vera rivoluzione sta nella capacità di generare pagine di prenotazione pubbliche. Chiunque, anche senza un account Proton, può accedere a un link condiviso, vedere gli slot disponibili in tempo reale e bloccare un appuntamento direttamente. Il sistema sincronizza automaticamente la disponibilità con il calendario personale, evitando sovrapposizioni e aggiornando gli slot in tempo reale.
Questa funzionalità elimina la necessità di scambi infiniti di email per concordare un orario, un problema comune per professionisti e aziende che lavorano con clienti esterni. Inoltre, è possibile integrare direttamente link per videochiamate sicure tramite Proton Meet e richiedere informazioni specifiche agli utenti prima della conferma.
Il fatto che Proton stia investendo nuovamente su Calendar dopo un periodo di relativa calma è un segnale positivo per tutti gli utenti che avevano scelto l’ecosistema per la privacy e temevano un progressivo abbandono del prodotto rispetto ai competitor più aggressivi sul fronte della produttività.
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GNU nano 9.0 arriva con scorrimento orizzontale più fluido e nuove scorciatoie
MondoDue anni dopo l’uscita della versione 8.0, GNU nano compie un salto importante. La nuova 9.0, battezzata Le bonheur est dans le pré, porta miglioramenti concreti alla navigazione nell’editor di testo per terminale che molti utenti Linux conoscono bene.
La novità principale riguarda lo scorrimento laterale. Prima, quando il cursore si avvicinava al bordo destro dello schermo, l’intera riga saltava in modo brusco. Ora le linee si spostano insieme verso destra, e solo quanto basta per mantenere il cursore visibile. Chi preferisce il comportamento precedente può riattivarlo con l’opzione
--solosidescrollo impostandoset solosidescrollnel file di configurazione.// affiliato ▸ StartMail · Email privata, senza tracciamento scontata al 50% · Provala gratis →
Navigazione più precisa nelle colonne
Per chi lavora con codice o dati organizzati in colonne, lo spostamento laterale diventa più gestibile. Le scorciatoie da tastiera M-Left e M-Right permettono di scorrere il viewport a intervalli pari alla tabulazione configurata. Questo riduce i movimenti necessari per raggiungere punti specifici in file molto ampi.
Attenzione però: chi usava queste combinazioni per cambiare buffer dovrà consultare il manuale
nanorcper trovare alternative, dato che le scorciatoie sono state riassegnate. La buona notizia è che M-Left, M-Right, M-Up e M-Down sono ora completamente riconfigurabili, offrendo maggiore flessibilità agli utenti che preferiscono layout personalizzati.Il supporto al mouse, attivabile con
--mousee--indicator, permette ora di cliccare nell’area della barra di scorrimento per navigare rapidamente nel buffer. Una funzione che molti editor grafici danno per scontata e che finalmente arriva anche qui.Affinamenti sotto il cofano
Alcuni dettagli apparentemente minori fanno la differenza nell’uso quotidiano. La registrazione delle macro è più sicura: un arresto rapido non sovrascrive più accidentalmente macro esistenti. Anche la gestione dei toggle di funzionalità non interrompe più le catene di operazioni di taglio o copia, tranne nel caso specifico della funzione M-K per il taglio dal cursore.
Ulteriori miglioramenti includono la possibilità di salvare e ripristinare gli anchor dei file quando l’opzione
positionlogè attiva, e nuovi tasti per centrare il cursore verticalmente con ^L o ciclarne le posizioni con M-%.Nano rimane l’editor predefinito su molte distribuzioni Linux e questi aggiornamenti ne consolidano l’utilità per chi passa ore nel terminale. La versione 9.0 dovrebbe arrivare presto nei repository stabili delle principali distro.
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Calibre 9.7 funziona offline via HTTPS e migliora la gestione delle annotazioni
MondoCalibre 9.7 è disponibile da oggi con una novità che farà piacere a chi usa il server dei contenuti integrato: la modalità offline completa funziona ora anche sulle connessioni HTTPS. Fino a questa versione il funzionamento senza rete era limitato alle connessioni non cifrate, un vincolo che rendeva la funzione poco pratica per chi, giustamente, preferiva mantenere attiva la crittografia.
Annotazioni più flessibili
Il browser delle annotazioni ottiene la possibilità di raggruppare i risultati di ricerca per qualsiasi campo della libreria, non solo per quelli predefiniti. Chi usa Calibre per sottolineare, commentare e organizzare le proprie letture avrà uno strumento decisamente più versatile per ritrovare i propri appunti.
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Nel lettore di ebook arriva invece il supporto allo zoom tramite il gesto di “pinch” sui touchpad, allineando il comportamento a quello già presente sui display touch. L’azione predefinita modifica la dimensione del carattere.
Correzioni e miglioramenti al backend IA
Il ciclo di correzioni è piuttosto ricco. Il problema più rilevante riguardava un’anomalia introdotta nella versione 9.6, che impediva il salvataggio corretto delle annotazioni e delle informazioni sull’ultimo punto di lettura nei file degli ebook. Risolto anche un errore nella ricerca del server dei contenuti e nell’apertura dei risultati dalla ricerca a testo pieno.
Per chi utilizza le funzioni di intelligenza artificiale integrate (introdotte nelle versioni 8.x), questa release rende più affidabile il backend GitHub e corregge un problema con il livello di ragionamento “auto” nel backend OpenRouter, che finiva per disabilitare completamente il ragionamento invece di gestirlo automaticamente.
Tra le correzioni minori, un crash raro su Linux durante la connessione di dispositivi MTP con raccolte molto ampie e un problema nell’assegnazione delle copertine quando si aggiungono formati a libri già presenti in libreria.
Calibre resta software libero, disponibile per Linux, macOS e Windows.
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Su Chrome arrivano le schede verticali e la modalità lettura
MondoGoogle ha iniziato il rollout di due aggiornamenti significativi per Chrome, portando finalmente sul browser più diffuso funzionalità attese da anni dalla community. Le schede verticali e la modalità lettura immersiva arrivano insieme, segnando un cambio di rotta per un prodotto che spesso ha resistito alle richieste degli utenti più esigenti.
Per attivare le nuove schede laterali, basta fare clic con il tasto destro sulla barra delle schede e selezionare “Mostra schede verticalmente”. Questa disposizione sposta l’elenco delle pagine aperte a sinistra dello schermo, permettendo di visualizzare interamente i titoli anche quando si gestiscono decine di schede contemporaneamente. La funzione facilita inoltre la gestione dei gruppi di schede, rendendo più immediato espanderli e contrarli senza dover ingrandire la finestra del browser.
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Parallelamente, Google introduce una modalità lettura che rimuove distrazioni visive come pubblicità, menu e elementi decorativi, lasciando solo il contenuto testuale e le immagini essenziali. L’attivazione avviene tramite lo stesso menu contestuale, con l’opzione “Apri in modalità lettura”. Il risultato è un’interfaccia pulita che favorisce la concentrazione, simile a quanto offerto da strumenti dedicati o estensioni di terze parti fino ad oggi.
Come funzionano le nuove opzioni
Le due funzioni sono pensate per lavorare in sinergia. Le schede verticali liberano spazio orizzontale nella parte superiore della finestra, mentre la modalità lettura elimina il superfluo quando serve concentrarsi su un singolo contenuto. Entrambe si attivano dal menu contestuale senza bisogno di cercare opzioni nascoste nelle impostazioni, mantenendo l’approccio minimalista tipico di Chrome.
Un ritardo che fa riflettere
Il movimento di Google non passa inosservato perché arriva in netto ritardo rispetto alla concorrenza. Browser come Microsoft Edge, Vivaldi, Brave e Firefox offrivano già soluzioni consolidate per la navigazione verticale da tempo. Anche progetti più recenti e focalizzati sull’esperienza utente, come Arc, hanno spinto l’innovazione in questa direzione, costringendo Google a rivedere il proprio approccio. La scelta di integrare nativamente queste funzioni sembra una risposta diretta alla crescente domanda di strumenti che migliorino la produttività senza richiedere installazioni aggiuntive.
Le prime reazioni degli utenti indicano un’accoglienza prevalentemente positiva, soprattutto per chi gestisce flussi di lavoro complessi con molte schede aperte. Alcuni utenti segnalano comunque la necessità di riadattare il proprio flusso di lavoro abituale e notano una riduzione dello spazio orizzontale disponibile per il contenuto web. Nonostante queste piccole perplessità, l’aggiornamento rappresenta un passo avanti verso un’esperienza di navigazione più flessibile e moderna.
La disponibilità delle funzioni è graduale e potrebbe richiedere qualche giorno per raggiungere tutti gli utenti sulla versione stabile. Chi non vede ancora le opzioni disponibili può verificare gli aggiornamenti nelle impostazioni o attendere il completamento del rollout previsto per le prossime settimane.
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VS Code 1.115 lancia l’app Agents per lo sviluppo parallelo con l’intelligenza artificiale
MondoVisual Studio Code aggiunge un tassello importante alla sua strategia di sviluppo assistito dall’IA: una nuova app companion chiamata VS Code Agents, disponibile in anteprima insieme a VS Code Insiders.
Un’app dedicata allo sviluppo agentico
L’idea alla base di VS Code Agents è permettere agli sviluppatori di gestire sessioni di lavoro automatizzate su più repository contemporaneamente, ciascuna isolata nel proprio worktree. Dall’app è possibile seguire l’avanzamento delle sessioni, visualizzare i diff in linea, lasciare feedback agli agenti e creare pull request senza mai uscire dall’interfaccia.
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Tutte le personalizzazioni già configurate in VS Code, dalle istruzioni personalizzate ai server MCP, passando per hook, plugin e temi, funzionano anche nell’app Agents senza configurazione aggiuntiva. L’applicazione si installa automaticamente con VS Code Insiders e si può avviare dal menu del sistema operativo o dalla palette dei comandi.
Browser integrato e terminale più intelligenti
Questa versione migliora anche il browser integrato nell’editor. Quando un agente richiama lo strumento browser, le chiamate ora mostrano etichette più descrittive e un collegamento diretto alla scheda di destinazione. Gli script avviati da Playwright che impiegano più di cinque secondi restituiscono un risultato differito, evitando che l’agente resti bloccato in attesa. Su macOS arriva il supporto allo zoom tramite gesture pinch sul trackpad.
Per il terminale, la novità principale è il nuovo strumento
send_to_terminal, che consente agli agenti di continuare a interagire con i terminali in background. Nelle versioni precedenti, un terminale spostato in background diventava di sola lettura, impedendo all’agente di completare operazioni come l’inserimento di una password SSH dopo un timeout. Ora i terminali in background notificano automaticamente l’agente al completamento dei comandi, inclusi codice di uscita e output.Altre novità
Tra le aggiunte minori, ma utili nel quotidiano: è ora possibile incollare immagini direttamente nel terminale con Ctrl+V o trascinandole, la copertura dei test viene mostrata nella minimap, e le sessioni agentiche tracciano le modifiche ai file con supporto completo a diff, annulla e ripristina. La connessione SSH automatica installa il CLI e avvia la modalità agent host senza intervento manuale.
Con il passaggio ai rilasci settimanali introdotto dalla versione 1.111, Microsoft mantiene un ritmo serrato di aggiornamenti. La 1.115 arriva a soli sette giorni dalla 1.114, che aveva semplificato la ricerca semantica nel workspace e aggiunto il supporto a TypeScript 6.0.
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Ente Photos aggiunge Memory Lane e condivisione link: ricordi privati in un click
MondoEnte Photos continua a evolversi puntando su due fronti che spesso sembrano inconciliabili: privacy rigorosa e facilità d’uso. Memory Lane, introdotta a giugno 2025 con la versione 1.1.1, rimane una delle novità più apprezzate dagli utenti che cercano un’alternativa a Google Photos e iCloud senza rinunciare alla sicurezza dei dati.
La funzione crea automaticamente una timeline cronologica che mostra l’evoluzione di voi e delle persone care nel tempo. Il sistema sfrutta il riconoscimento facciale integrato nell’app, ma con un approccio diverso dai competitor: i volti non vengono mai inviati ai server di Ente. Tutto il processing avviene lato client, mantenendo i dati protetti dalla crittografia end-to-end che caratterizza il servizio.
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La vera innovazione sta nella possibilità di condividere queste raccolte tramite link pubblico. Chiunque possa generare un URL per inviare una Memory Lane o singoli ricordi a contatti esterni. Il destinatario non necessita di un account Ente per visualizzare il contenuto, ma la protezione rimane attiva grazie alla crittografia applicata anche alle condivisioni esterne.


L’interazione è volutamente essenziale. Tenendo premuto su una foto si accede alle opzioni di condivisione e si seleziona la creazione del link. Si può scegliere di condividere uno scatto isolato o l’intera raccolta temporale. Nessun watermark, nessuna pubblicità, nessun tracciamento degli accessi: chi riceve il link vede solo ciò che è stato condiviso.
Questa evoluzione risponde a una domanda frequente della community: come rendere praticabile lo storage cifrato senza sacrificare la semplicità della condivisione social.
Il servizio mantiene un piano gratuito per l’archiviazione base, mentre i piani a pagamento includono più spazio e funzionalità avanzate. Memory Lane e la condivisione link sono accessibili a tutti, segno che la direzione è rendere la privacy accessibile senza barriere economiche.
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Proton VPN espande la rete: tra nuovi server e promesse di velocità, quanto è reale il miglioramento?
MondoProton VPN ha pubblicato il suo riepilogo stagionale per il periodo autunno-inverno 2025-2026, annunciando una serie di aggiornamenti strutturali che mirano a ridefinire l’esperienza utente. Al centro della comunicazione c’è il lancio di una nuova architettura proprietaria per il protocollo VPN, destinata a sostituire parzialmente l’attuale implementazione di WireGuard, ritenuta ormai insufficiente per la crescita esponenziale della base utenti.
La novità tecnica più rilevante riguarda proprio questo cambio di rotta. Secondo il comunicato ufficiale, la nuova codebase dovrebbe garantire connessioni più rapide e stabili, oltre a potenziare significativamente le capacità di aggiramento della censura. Per gli utenti Linux, arriva finalmente un’interfaccia a riga di comando (CLI), uno strumento molto atteso dalla comunità tecnica che permette di gestire le connessioni direttamente dal terminale senza passare per l’interfaccia grafica. Un’altra mossa operativa è stata la rimozione del supporto per il protocollo IKEv2 sull’app macOS, decisione giustificata dall’azienda come necessaria per concentrare le risorse sullo sviluppo della nuova infrastruttura ad alte prestazioni.
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Oltre il codice: l’espansione della rete e i piani gratuiti
Per quanto riguarda l copertura geografica, l’azienda ha confermato l’aggiunta di nuovi server gratuiti in diverse località, con un occhio di riguardo verso aree spesso trascurate come alcune zone dell’Asia e del Sud America. L’obiettivo dichiarato è ridurre la congestione e migliorare i tempi di risposta per gli utenti che utilizzano il piano free, finora limitato rispetto alle versioni a pagamento.
Tuttavia, è doveroso mantenere un certo scetticismo. Le dichiarazioni di Proton restano, al momento, promesse di marketing non ancora validate da test indipendenti. Non esistono ancora benchmark pubblici che confermino i presunti guadagni di velocità o la reale efficacia della nuova architettura anti-censura rispetto alle soluzioni consolidate del mercato. Inoltre, la transizione da un protocollo collaudato come WireGuard a una soluzione proprietaria introduce inevitabilmente un periodo di rodaggio: la stabilità dei nuovi server e la compatibilità con dispositivi di vecchia generazione dovranno essere verificate sul campo.
Promesse da verificare: il rischio della transizione
La rimozione di IKEv2 su macOS potrebbe inoltre creare disagi per gli utenti che dipendono da quel protocollo per configurazioni specifiche o per la compatibilità con certi router. Gli aggiornamenti software, specialmente quelli che toccano il cuore della connettività, richiedono sempre tempo per essere testati in scenari reali complessi.
L’espansione della rete è indubbiamente un passo positivo per un servizio che punta sulla privacy, ma la qualità effettiva del servizio non si misura sui comunicati stampa. Gli utenti sono invitati a monitorare le recensioni tecniche e i report di stabilità nei prossimi mesi prima di considerare questi annunci come un motivo sufficiente per cambiare provider o aggiornare l’abbonamento. La vera sfida per Proton non sarà solo aggiungere server, ma mantenere le promesse di performance senza compromettere la trasparenza che ha reso popolare il servizio.
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Qalculate! 5.10, la calcolatrice open source si raffina: più unità, valute e stabilità
MondoLa versione 5.10 di Qalculate! arriva con un pacchetto di miglioramenti che tocca sia la precisione dei calcoli sia la comodità d’uso quotidiana. Tra le novità più visibili, l’aggiunta di valute legate ai metalli preziosi (oro, argento, palladio e platino) e di nuove unità di misura come le parti per milione, miliardo e trilione, il ton of refrigeration e le concentrazioni molari. Entra anche il sistema numerico indiano con lakh e crore.
Il lavoro principale riguarda fattorizzazione e semplificazione delle espressioni, con progressi evidenti nella gestione di radicali, logaritmi e valori assoluti. Più tecnico ma altrettanto importante il cambiamento sul calcolo di 0 elevato a 0, che ora viene trattato come indefinito anziché come uguale a 1: una scelta più rigorosa, utile soprattutto nei calcoli simbolici e nelle derivate, dove il comportamento limite di quell’espressione dipende dal contesto.
Migliora anche il calcolo intervallare, con correzioni per i casi con divisione per zero e numeri reali e complessi mescolati nelle derivate. Debutta inoltre il supporto iniziale per il confronto tra vettori e matrici.
Meno crash, più sicurezza
La stabilità guadagna terreno con la risoluzione di diversi segfault, tra cui uno legato a variabili ricorsive e un altro nella funzione determinante. Risolti pure i problemi con i percorsi contenenti caratteri non ASCII su Windows e il caricamento della cronologia nella riga di comando. L’interfaccia Qt ottiene miglioramenti nella gestione delle basi numeriche, mentre la variante Gtk corregge la visualizzazione adattiva dei risultati digitando.
Un dettaglio che fa la differenza in contesti sensibili: il seme del generatore di numeri casuali ora attinge da fonti di entropia del sistema (
/dev/randomsu Unix, BCryptGenRandom su Windows). Infine, l’apostrofo può funzionare come separatore delle migliaia quando la lingua del sistema lo prevede.Qalculate! è gratuito e open source con licenza GPLv2, disponibile per Linux, Windows e macOS nelle varianti Gtk, Qt e da riga di comando.
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OBS Studio 32.1 ridisegna il mixer audio e aggiunge il simulcast WebRTC
MondoIl mixer audio di OBS Studio è stato riscritto da zero nella versione 32.1, rilasciata il 2 aprile. La disposizione verticale diventa quella predefinita, ma si può passare a quella orizzontale con un pulsante nella barra degli strumenti. Arriva anche un tasto dedicato per attivare il monitoraggio audio e la possibilità di fissare le sorgenti: quelle globali restano sempre visibili, le altre si possono bloccare a piacere. Per chi gestisce scene complesse, il mixer ora consente di mostrare anche le sorgenti nascoste o quelle non presenti nella scena attiva.
Simulcast WebRTC e Modalità Studio
L’altra novità di rilievo è il supporto al simulcast WebRTC, che permette di trasmettere più livelli di qualità su una singola traccia tramite il protocollo WHIP. In pratica, chi fa streaming via WebRTC può offrire risoluzioni diverse agli spettatori senza moltiplicare le connessioni in uscita.
Migliora anche la Modalità Studio: le sorgenti nell’anteprima ora vengono mostrate anche durante l’uso di questa modalità, rendendo più agevole la preparazione delle scene prima di andare in onda.
Automazione e correzioni
Il supporto parziale ai Canvas in obs-websocket apre nuove possibilità per chi automatizza le produzioni da remoto. Tornano inoltre le azioni annulla e ripeti per diverse proprietà degli elementi di scena, tra cui il filtro di ridimensionamento, la modalità di fusione e il deinterlacciamento.
Tra le modifiche generali, il bitrate predefinito per lo streaming sale a 6000 kbps, la sicurezza delle sorgenti browser con file locali è stata rafforzata e il gestore dei plugin ora permette di attivare o disattivare quelli mancanti. La 32.1.1, già disponibile, corregge alcuni problemi del nuovo mixer audio emersi subito dopo il rilascio.
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La Francia abbraccia Linux: la pubblica amministrazione lascerà Windows
MondoLa Francia ha appena dato il via alla più grande migrazione verso il software libero mai intrapresa da un governo europeo. La Direction Interministérielle du Numérique (DINUM) ha annunciato ufficialmente l’abbandono di Windows a favore di Linux per tutti i desktop della pubblica amministrazione. Non si tratta di un esperimento isolato o di una semplice sperimentazione, ma di una strategia nazionale vincolante che coinvolge circa 2,5 milioni di postazioni di lavoro.
L’annuncio, reso pubblico l’8 aprile 2026, segna un punto di non ritorno nella politica di sovranità digitale di Parigi. Ogni ministero, inclusi gli enti pubblici operativi, dovrà presentare entro l’autunno del 2026 un piano dettagliato di implementazione. Il documento non lascia spazio a interpretazioni: la transizione deve coprire non solo il sistema operativo, ma anche gli strumenti di collaborazione, i software antivirus, le soluzioni per l’intelligenza artificiale, i database e l’infrastruttura di rete.
Una scelta strategica, non solo tecnica
Linuxiac
linuxiac@mastodon.socialFrance is transitioning government desktops to Linux, with each ministry required to formalize its implementation plan by autumn 2026.
https://linuxiac.com/france-launches-government-linux-desktop-plan-as-windows-exit-begins/
La decisione va ben oltre una semplice ottimizzazione dei costi. Il governo francese ha esplicitamente collegato questa migrazione alla necessità di ridurre la dipendenza dai fornitori tecnologici extraeuropei, in particolare quelli statunitensi. In un contesto geopolitico complesso, la scelta di adottare un ecosistema open source rappresenta un atto di indipendenza tecnologica.
Le prime indiscrezioni indicano che la distribuzione selezionata sarà una variante di Debian, curata direttamente dal DINUM per garantire sicurezza e stabilità. A supporto della migrazione, si prevede l’adozione massiccia di suite per l’ufficio come LibreOffice e piattaforme di condivisione dati quali Nextcloud, sostituendo progressivamente le suite proprietarie attualmente in uso.
Impatto economico e sfide operative
Sebbene i dettagli finanziari completi siano ancora in fase di definizione, le stime preliminari parlano di un risparmio di diversi miliardi di euro nei prossimi tre anni, eliminando i costi di licenza e riducendo la dipendenza da vendor esterni. La migrazione è programmata per iniziare nel secondo semestre del 2026 e dovrebbe completarsi nell’arco di tre anni.
La sfida principale non risiede tanto nella tecnologia, quanto nella gestione del cambiamento. Formare milioni di dipendenti pubblici a nuovi flussi di lavoro e garantire la compatibilità con i sistemi legacy rimarrà un ostacolo significativo. Microsoft, naturalmente, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma il mercato europeo del software proprietario dovrà inevitabilmente ricalibrare le proprie strategie.
Questa mossa francese speriamo possa innescare un effetto domino in Europa. Se Parigi riesce a portare a termine l’operazione con successo, Bruxelles e altre capitali potrebbero seguire lo stesso percorso, accelerando una trasformazione che fino a pochi anni fa sembrava utopistica.
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Immich 2.7: più sicurezza e gestione duplicati
MondoImmich, con il rilascio della versione 2.7, continua a consolidarsi come alternativa solida ai servizi cloud per la gestione delle foto. L’aggiornamento punta a rendere più robusta l’infrastruttura self-hosted introducendo funzionalità di sicurezza avanzate e migliorando il flusso di lavoro nella gestione degli asset, sebbene la comunità abbia già segnalato alcune criticità nelle prestazioni.
La novità più attesa riguarda la gestione dei file duplicati. La logica di confronto è stata spostata interamente sul server, eliminando la necessità di elaborazione lato client. Il sistema valuta ora automaticamente quale file mantenere incrociando dimensioni e dati EXIF, un approccio che dovrebbe garantire una pulizia più accurata della libreria senza appesantire i dispositivi degli utenti. Parallelamente, la sincronizzazione dei metadati è stata ampliata per includere album, stato dei preferiti, valutazioni, descrizioni, visibilità, posizione e tag, assicurando che le modifiche apportate su un dispositivo si riflettano coerentemente su tutti gli altri.
Sul sicurezza gli amministratori di istanza possono attivare una Content Security Policy (CSP), uno strumento fondamentale per mitigare attacchi web come il cross-site scripting (XSS), una vulnerabilità che è stata corretta in questa release, insieme ad altri bug minori come un errore nella configurazione predefinita
helmet.jsone problemi di avvio dei container ML su alcune configurazioni. Per chi gestisce cartelle sensibili, è stata introdotta l’opzione “Move to locked folder” nella vista cartelle, permettendo di isolare contenuti specifici con un livello di accesso più rigoroso. Anche la gestione degli album diventa più flessibile: i proprietari degli asset possono rimuovere elementi direttamente dall’album tramite una nuova azione dedicata, accessibile sia ai creatori dell’album che a quelli del singolo file.
L’esperienza utente beneficia di nuove scorciatoie da tastiera per l’editor (e per aprire, parentesi quadre per ruotare, Invio per salvare) e di un aggiornamento all’editor di tagging facciale, che permette di creare nuove persone istantaneamente durante la fase di etichettatura. Sono stati inoltre migliorati il download delle live photo e dei video su Safari e l’infrastruttura di controllo delle versioni.
Tutto molto bello ma non del tutto perfetto. Il passaggio alla versione 2.7 ha generato un dibattito acceso nella community. Mentre molti apprezzano le nuove funzionalità di visualizzazione e sicurezza, diversi utenti hanno riportato regressioni significative nelle prestazioni, segnalando un caricamento delle miniature e delle immagini più lento rispetto alle versioni precedenti, specialmente in ambienti remoti. Sebbene il team abbia già rilasciato patch per correggere errori di configurazione e malfunzionamenti dei container ML, alcuni utenti continuano a segnalare rallentamenti nel caricamento delle miniature, specialmente in ambienti remoti.
Per chi sta valutando l’aggiornamento, il consiglio è di procedere con cautela, assicurandosi di avere un backup recente prima di applicare la nuova versione, specialmente se si gestisce una libreria di grandi dimensioni.
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PeaZip 11.0 accelera la navigazione negli archivi e introduce il test batch
MondoPeaZip compie il salto alla versione 11.0, un aggiornamento che consolida l’evoluzione della linea 10.x con ottimizzazioni concrete alla velocità di navigazione e alcune funzioni inedite per la sicurezza e la produttività.
Il lavoro più consistente riguarda le prestazioni. Il passo di pre-parsing della tabella dei contenuti degli archivi risulta più rapido quando questa non è ordinata per nome, e ancora più veloce per archivi molto grandi, oltre i 100mila elementi. Anche la resa dell’albero nella barra laterale guadagna velocità. Nella variante GTK2, la modalità virtuale diventa il comportamento predefinito oltre i 16mila elementi, alleggerendo così il carico su archivi consistenti.

Il drag and drop interno si fa più comodo: ora è possibile rilasciare elementi direttamente sulla barra dei breadcrumb e su quella delle schede, e le operazioni di copia e spostamento non cambiano più la cartella corrente, coerentemente con il comportamento dell’estrazione. I segnalibri si estendono oltre gli archivi, permettendo di salvare ricerche e viste piatte anche per elementi del filesystem.
Due funzioni nuove meritano attenzione. Il test batch degli archivi permette di verificare l’integrità di più file compressi in sequenza, riportando esito e CRC direttamente nel gestore. La valutazione dell’entropia delle password, disponibile sia nel gestore password sia nella finestra di inserimento, aiuta a capire quanto sia robusta la chiave scelta prima di cifrare.

L’interfaccia riceve ritocchi mirati: stili di rendering alternativi per le icone (Native, Sharp, Soft) per adattarsi meglio ai diversi widgetset, zoom e ridimensionamento frazionale migliorati, e la finestra di avanzamento che ora mostra la percentuale globale durante operazioni batch multiple.
Sotto il cofano, il backend 7z/p7zip sale alla versione 26.00 e Pea alla 1.30. I sorgenti sono compilati con Lazarus 4.2, mantenendo la compatibilità con le versioni 3.x e 2.x. PeaZip 11.0 supporta ora 242 estensioni di file apribili come archivio.
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