Citiverse

Fiuto per le tech news

  • Lumo 1.3: l’IA di Proton introduce gli spazi di lavoro

    TRASPARENZA: Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito e indipendente. Le nostre opinioni rimangono imparziali.

    Lumo, l’assistente di intelligenza artificiale lanciato da qualche mese fa, si aggiorna alla versione 1.3 portando con sé una funzionalità che potrebbe fare la differenza per chi lo usa con costanza: i Progetti.

    Come riporta il blog ufficiale di Proton, si tratta di aree di lavoro dedicate dove raggruppare conversazioni, file e istruzioni personalizzate su un determinato tema. Invece di dover rispiegare ogni volta il contesto di quello che state facendo, Lumo si ricorda tutto. Crei un “Progetto” e l’assistente mantiene la memoria di ogni conversazione precedente legata a quell’argomento.

    Come funziona in pratica

    Ogni Progetto è uno spazio crittografato a sé stante e integrato con Proton Drive. Puoi caricare documenti di riferimento, impostare istruzioni specifiche (tipo: “usa un tono formale” oppure “concentrati sugli aspetti tecnici”) e Lumo ne terrà conto in tutte le conversazioni future all’interno di quello spazio.

    La differenza rispetto ad altri assistenti IA? Proton ci tiene a sottolineare che i dati restano tuoi: crittografia ad accesso zero e nessun utilizzo delle conversazioni per addestrare i modelli.

    Prezzi e disponibilità

    La funzionalità è già attiva per tutti gli utenti. Chi usa Lumo gratuitamente può creare un solo Progetto, mentre con Lumo Plus (a pagamento) non ci sono limiti. L’abbonamento premium include anche modelli più avanzati, risposte più veloci e chat illimitate.

    Per le aziende esiste poi Lumo Professional, pensato per team che necessitano di gestire flussi di lavoro più complessi mantenendo la conformità in ambito privacy.

    Link Preview Image
     Senza categoria
  • Threema cambia proprietario: arriva il fondo tedesco Comitis Capital

    L’app di messaggistica svizzera passa di mano per la seconda volta in cinque anni.

    Threema ha dunque un nuovo proprietario. Comitis Capital, fondo di investimento tedesco con sede a Francoforte, ha annunciato ieri l’acquisizione della società svizzera che sviluppa una delle poche vere alternative europee di Signal.

    L’accordo, che dovrebbe concludersi entro la fine di gennaio, prevede il passaggio di proprietà da Afinum (società di investimento tedesco-svizzera che aveva acquisito una quota significativa nel 2020) e dai fondatori originali dell’app.

    Chi è Comitis Capital

    Ed è proprio qui che la faccenda si fa interessante. Comitis Capital è un fondo relativamente giovane, fondato nel 2020, specializzato in partecipazioni a medio termine in aziende europee.

    Il dettaglio curioso è che finora il loro portfolio era composto quasi esclusivamente da aziende nel settore alimentare e del pet food: cibo premium per cani e gatti, accessori per animali domestici, prodotti a base di tofu. Threema rappresenta quindi il loro primo investimento nel mondo tech e della sicurezza informatica.

    Nelle dichiarazioni ufficiali il fondo parla di “trend strutturali nella comunicazione sicura” e di “sovranità digitale europea” come motivazioni per l’acquisizione. Threema stessa, dal canto suo, ha già aggiornato il proprio sito presentando Comitis come un partner “con forte senso dello scopo e dedizione alla sostenibilità”.

    Cosa cambia per gli utenti?

    Per ora, sulla carta, nulla. La sede resta in Svizzera, l’approccio resta quello della privacy senza compromessi, e non sono stati annunciati cambiamenti nella gestione o nella filosofia del prodotto.

    Threema continua a distinguersi nel panorama delle app di messaggistica per alcune caratteristiche che la rendono unica: non richiede un numero di telefono per registrarsi, tutto il codice è open source e verificabile, e i server sono fisicamente in Svizzera.

    Il vero interrogativo riguarda il medio-lungo termine. I fondi di private equity, per natura, investono con l’obiettivo di far crescere l’azienda e poi rivenderla. Dove andrà a finire Threema tra tre, cinque anni? È una domanda a cui oggi nessuno può rispondere, ma che vale la pena tenere a mente.

    Per il momento, chi usa Threema probabilmente può continuare a farlo senza particolari preoccupazioni ma senza distrarsi troppo.

    Link Preview Image
     Senza categoria
  • Ladybird continua a crescere: il browser indipendente chiude un 2025 positivo

    Ladybird è un progetto ambizioso: costruire un browser web da zero, senza appoggiarsi ai motori esistenti come Chromium (quello di Brave, Chrome, Edge, Opera e praticamente tutti gli altri) o Gecko (Firefox e LibreWolf). Un’impresa non da poco, considerando che i browser moderni sono tra i software più complessi in circolazione.

    Il resoconto di dicembre 2025 mostra progressi concreti. Il team ha integrato 197 contributi da 37 sviluppatori, portando avanti il lavoro su più fronti.

    Compatibilità e funzionalità

    Per capire quanto un browser funzioni bene, esistono una serie di test standardizzati che verificano se le pagine web vengono visualizzate correttamente. Ladybird ha superato quota 1,97 milioni di questi test di cui quasi 5.000 solo nell’ultimo mese. Per un progetto nato da pochi anni, è un risultato notevole.

    Il team ha anche iniziato a integrare sistemi di crittografia di nuova generazione, progettati per resistere ai futuri computer quantistici. È un investimento sul lungo periodo che dimostra una certa lungimiranza.

    Una comunità che ci crede

    Il progetto vive di donazioni. A dicembre FUTO ha rinnovato il suo supporto con 250.000 dollari, un segnale importante: c’è chi scommette concretamente sull’idea di un web non dominato da un unico motore.

    Ladybird non è ancora pronto per l’uso quotidiano ma i progressi sono tangibili! In un panorama dove quasi tutti i browser sono figli dello stesso codice, avere un’alternativa genuinamente indipendente è sempre una buona notizia.

     Senza categoria
  • F-Droid raddoppia la velocità: nuovo server grazie alle donazioni

    F-Droid ha finalmente cambiato il cuore della sua infrastruttura. Il server principale, quello che compila e pubblica tutte le app del repository, è stato sostituito dopo ben 12 anni di onorato servizio. E i risultati si vedono già!

    Il vecchio hardware stava diventando un collo di bottiglia: lento, difficile da mantenere e ormai fuori tempo massimo. Il nuovo sistema ha già stravolto i ritmi di pubblicazione: se fino a settembre gli aggiornamenti arrivavano ogni 3-4 giorni, a dicembre si è arrivati a due cicli al giorno. Tradotto: le app aggiornate dagli sviluppatori raggiungono gli utenti molto più in fretta.

    Perché ci è voluto così tanto?

    Trovare i componenti giusti non è stato semplice. Le tensioni commerciali globali hanno reso le catene di approvvigionamento imprevedibili, con preventivi che saltavano e tempi di attesa che si allungavano. Il team ha preferito aspettare piuttosto che accontentarsi di hardware non all’altezza.

    C’è anche un altro dettaglio interessante: il server non si trova in un datacenter qualsiasi. F-Droid ha scelto di affidarlo a un collaboratore storico del progetto, una persona fidata con esperienza nella gestione sicura di servizi. Sanno esattamente dove si trova la macchina e chi può accedervi fisicamente. Una scelta meno comoda, ma coerente con i valori di trasparenza che caratterizzano il progetto.

    Il peso delle donazioni

    Tutto questo è stato possibile grazie ai contributi della community. F-Droid lo sottolinea chiaramente: ogni donazione, piccola o grande, si traduce in infrastruttura concreta che migliora l’esperienza per tutti. Un server più veloce significa build più rapide per gli sviluppatori, meno rischi di manutenzione e un repository complessivamente più sano.

     Senza categoria
  • Brave Origin: in arrivo una versione a pagamento del browser senza bloatware?

    Brendan Eich, CEO di Brave, ha lanciato su X un annuncio che ha fatto alzare qualche sopracciglio. In arrivo ci sarebbe Brave Origin, una versione a pagamento del browser pensata per chi vuole un’esperienza completamente pulita.

    Niente immagini sponsorizzate, niente sistema di rewards, niente portafoglio crypto, niente Leo (l’assistente IA) nella barra degli strumenti. E soprattutto: nessuna telemetria, solo aggiornamenti per bug di sicurezza critici. Il tutto con un abbonamento mensile (con sconto per chi paga annualmente), anche se i prezzi non sono ancora definitivi.

    Provocazione o progetto concreto?

    Il dubbio è lecito. Eich chiude il post con “TANSTAAFL”, acronimo che sta per “There Ain’t No Such Thing As A Free Lunch”, più o meno “niente è gratis”. Un modo per dire: se volete un browser davvero essenziale, qualcuno deve pur pagare.

    Potrebbe essere una risposta un po’ pungente a chi critica le funzioni commerciali di Brave, oppure un progetto reale per quella nicchia di utenti disposti a pagare pur di avere zero distrazioni. O magari entrambe le cose.

    Per ora si resta in attesa di conferme ufficiali ma l’idea di un browser “a pagamento perché pulito” è quantomeno, diciamo, curiosa.

    FONTE x.com
     Senza categoria
  • Pinta 3.1: l’alternativa leggera a GIMP si aggiorna con prestazioni migliori

    Chi cerca un editor di immagini che stia a metà strada tra il Paint di Windows e la complessità di GIMP dovrebbe tenere d’occhio Pinta. Il progetto open source, disponibile per Linux, macOS e Windows, ha appena rilasciato la versione 3.1 con una serie di miglioramenti che rendono il software più reattivo e completo.

    Prestazioni e nuovi strumenti

    La novità più importante riguarda la riscrittura del componente che gestisce l’area di lavoro. Chi usava Pinta per immagini ad alta risoluzione o lavorava molto con lo zoom conosceva bene i problemi di lentezza e consumo di memoria: con questa versione dovrebbero essere risolti.

    Sul fronte degli strumenti arrivano diverse aggiunte pratiche: lo strumento gradiente ora mostra delle maniglie direttamente sull’immagine per regolare direzione e lunghezza, senza dover andare a tentativi. Il lazo guadagna una modalità di selezione poligonale, utile per ritagli più precisi. I livelli hanno finalmente un menu contestuale accessibile con il tasto destro, mentre il contorno della selezione è ora animato per una visibilità migliore.

    Per chi lavora con pixel art o grafica isometrica c’è una nuova griglia assonometrica configurabile, oltre a un effetto “Celle” che si aggiunge alla libreria di filtri disponibili.

    Disponibilità

    Pinta 3.1 si può scaricare dal sito ufficiale o dalla pagina GitHub del progetto. Questa versione introduce anche un installer dedicato per Windows su architettura ARM64.

     Senza categoria