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  • DOPO DECENNI, IN ITALIA, C’ERA TALMENTE TANTA PAURA DEI COMUNISTI, CHE C'È VOLUTO LA DESTRA PER DISTRUGGERLA.😡😡😡😡😡😡😡😡😡😡
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    Politica interna, europea e internazionale governicchiodellorro italiainretrocession governomeloni cortedeiconti

    DOPO DECENNI, IN ITALIA, C’ERA TALMENTE TANTA PAURA DEI COMUNISTI, CHE C'È VOLUTO LA DESTRA PER DISTRUGGERLA.
    😡😡😡😡😡😡😡😡😡😡

    Non lo vedrete al Tg1. Non lo sentirete nei talk di Rete4. Ma è successo davvero.

    La Corte dei conti, l'organo più alto e indipendente di controllo dello Stato, quello che la Costituzione mette a guardia dei nostri soldi, ha appena demolito il governo Meloni. Non con un'opinione. Con il "Giudizio di Parificazione sul Rendiconto Generale dello Stato." L'atto tecnico più importante dell'anno.

    E quello che emerge è una radiografia drammatica, vergognosa, di un Paese in caduta libera.

    Leggete con attenzione, perché qui non c'è una singola critica. C'è il fallimento di un intero modello:

    1. SANITÀ: "Liste d'attesa vergognose per un Paese civile".
      Sono parole testuali della Corte. Non mie. Mentre loro tagliano e fanno propaganda sulle performance, milioni di italiani rinunciano a curarsi. La Corte dice chiaro: i soldi in più messi non si trasformano in prestazioni. Perché mancano medici, infermieri, perché si preferisce pagare i gettonisti invece di assumere. È la distruzione del Servizio Sanitario Nazionale.

    2. FISCO: "Un sistema che premia i furbi e punisce chi ha sempre pagato".
      Anche questa è citazione diretta. Condoni, concordati, rottamazioni. Il messaggio è chiaro: se sei evasore, questo governo ti stende il tappeto rosso. Se sei dipendente, pensionato, artigiano onesto che paga fino all'ultimo euro, sei un pollo da spennare. È la più grande ingiustizia sociale legalizzata.

    3. BALNEARI E PRIVILEGI: Le proroghe infinite.
      Contro l'Europa, contro la legge, contro il mercato. Per proteggere i soliti amici. La Corte li bacchetta da anni e loro continuano a fare le stesse marchette. Feudalesimo, non liberismo.

    4. PNRR: Una gestione imbarazzante, a rischio frode e infiltrazione mafiosa.
      Hanno preso i più grandi fondi europei della storia repubblicana e li stanno gestendo da dilettanti. Ritardi, progetti cambiati in corsa, dati che non tornano, controlli inesistenti. La Corte parla di altissimo rischio di frodi e infiltrazioni criminali. Stanno buttando nel cesso l'unica vera occasione di rilancio del Paese.

    5. DIFESA AL 5% DEL PIL: Follia pura.
      In un Paese con stipendi da fame, ospedali al collasso e scuole che cadono a pezzi, loro vogliono portare le spese militari al 5%. Per compiacere Trump e l'industria delle armi americana. Soldi nostri, tolti a sanità e lavoro.

    6. CARCERI: Condizioni disastrose, disumane.
      La Corte chiede un piano straordinario di edilizia penitenziaria. Perché teniamo le persone in condizioni che l'Europa ci condanna da anni. Siamo incivili. E questo governo non ha fatto nulla se non slogan sull'insicurezza.

    7. PUBBLICO IMPIEGO: Pagati una miseria e trattati da fannulloni.
      Infermieri, insegnanti, impiegati comunali. Lasciano tutti perché non si vive con quegli stipendi. La PA crolla, e loro si lamentano che non funziona.

    8. PARLAMENTO ESautorato.
      Mancanza totale di trasparenza. Decreti omnibus, fiducie a raffica, emendamenti notturni. Governano per DPCM e comunicati stampa, come se le Camere fossero un fastidio.

    Questo non è un governo. È una operazione di propaganda permanente che sta affondando l'Italia.

    E la cosa più grave? Lo sapete già. Di tutto questo non parlerà nessuno. I telegiornali faranno finta di nulla. E se qualcuno ne parlerà, da destra partirà il solito ritornello: "Sono comunisti. Sono toghe rosse. Ora anche la Corte dei conti è comunista".

    Hanno dato del comunista a Bankitalia, all'Istat, all'Europa, ai giudici, ai medici, ai presidi. Ora tocca alla Corte dei conti. L'unico organo che dovrebbe far paura a chi spreca i soldi pubblici.

    Condividete questo post. Fatelo girare. Perché se non lo facciamo noi, questa verità non uscirà mai.

    Saverio Militare
    #governicchiodellorrore #italiainretrocessione #governomeloni
    #cortedeiconti

    @politica


  • Disagio giovanile e disagio adultoLa risposta è l'ideologia da discount
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    Politica interna, europea e internazionale disagiosociale disagiogiovanile disagioadulti cancro scienzesociali

    Disagio giovanile e disagio adulto
    La risposta è l'ideologia da discount

    Che si tratti di ragazzini o di adulti la politica, più o meno tutta, affronta la reazione violenta al disagio come un CANCRO. Lo isola e lo taglia.
    Ma la medicina va oltre all'operazione chirurgica. Cerca la causa perché il cancro rimosso non si ripresenti in forme ancora più virulente, e va al centro del problema medico con indagini ed analisi scientifiche.
    Ed è proprio questa parte che manca all'azione dei Governi, manca lo studio e l'applicazione delle science sociali: sociologia e psicologia sociale e di massa.
    Ma che possiamo aspettarci dopo aver votato per decenni soprattutto ignoranti?
    E così a farla da padrona è l'ideologia da discount applicata al proprio interesse alla poltrona.

    #disagiosociale #disagiogiovanile #disagioadulti #cancro #scienzesociali
    @politica


  • SULLA VIOLENZA
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    Politica interna, europea e internazionale alfredofacchini disagiosociale violenzaistituzional ascolto

    SULLA VIOLENZA

    «La violenza va sempre condannata».
    È il ritornello di questi giorni. Lo ripetono tutti. Politici, giornalisti, opinionisti con la faccia seria e la cravatta ben stretta. E sapete che c’è? Sono d’accordo.

    Condanniamola, questa cazzo di violenza istituzionale. Quella grossa. Quella che sta lì da sempre, comoda come un maiale sul divano. Quella che ti caccia di casa con un foglio timbrato, ti toglie il lavoro con una mail, ti nega un diritto con una circolare. Quella che permette a quattro ricconi di mangiarsi il mondo.

    La violenza istituzionale ha una caratteristica meravigliosa: non si chiama mai violenza. Si chiama legge. Economia. Sicurezza. Ordine pubblico. Interesse nazionale. A volte perfino democrazia.

    Poi c’è la seconda violenza. Quella che interviene quando qualcuno prova a mettere in discussione la prima. Quella dei manganelli, dei lacrimogeni, degli arresti, dei tribunali. La prima violenza produce la seconda per proteggere se stessa.

    Un meccanismo perfetto. Poi, però, succede qualcosa. Succede che qualcuno, si stanca di prendere calci nei denti. Ed ecco improvvisamente tutti si accorgono della violenza. Prima non vedevano niente. Adesso vedono tutto. Una vetrina rotta, una barricata, uno scontro. Telecamere, edizioni straordinarie, esperti indignati. Tutti a spiegare quanto sia terribile la violenza.

    Io invece quei ragazzi vorrei incontrarli. Sedermi con loro e farmi raccontare cosa gli passa per la testa. Senza fare il vecchio stronzo che ha capito tutto della vita. Perché io vengo dal ’77 e non eravamo mica degli angioletti. Anzi. Quelle di oggi al confronto sono noccioline. Eravamo incazzati neri. Avevamo vent’anni, idee gigantesche. Pensavamo di avere ragione su tutto. E spesso avevamo pure ragione. Ma nessuno voleva sentirci.

    Ci chiamavano estremisti, fascisti rossi. Poi è finita male. Male sul serio. Qualcuno è morto ucciso dalla polizia. Molti sono finiti in galera. Qualcuno è sparito. E gli altri sono invecchiati. E adesso certi miei coetanei li ritrovo in televisione, con la giacca buona, la pancia sopra la cintura e quella faccia da funerale, a spiegare che i giovani devono imparare a rispettare le regole. Le regole. Proprio loro. Quelli che quarantanove anni fa volevano rovesciare il tavolo adesso si preoccupano che qualcuno gli graffi il parquet.

    Io non so dove questa nuova eruzione porterà. Ma una cosa la so. Quando avevamo vent’anni noi, chiedevamo agli adulti di ascoltarci. Non l’hanno fatto. E abbiamo combinato un casino. Adesso siamo noi gli adulti. E sarebbe una bella figura di merda fare esattamente la stessa cosa.

    Alfredo Facchini

    #alfredofacchini #disagiosociale #violenzaistituzionale
    #ascolto
    @politica


  • Condanna alle violenze: doppia morale di Melonidi Tomaso Montanari - 19/10/2026
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    Politica interna, europea e internazionale tomasomontanari meloni violenzadipiazza violenzasociale

    Condanna alle violenze: doppia morale di Meloni
    di Tomaso Montanari -
    19/10/2026

    Le violenze vere, colossali, fatali: le violenze che le generazioni nuove, quelle che si vedono consegnare un mondo mostruoso, condannano manifestando ovunque. Con una sacrosanta rabbia le cui ragioni sono troppo ovvie per riuscire a nasconderle.

    #tomasomontanari #meloni
    #violenzadipiazza #violenzasociale
    @politica
    https://www.liberacittadinanza.it/articoli/politica/condanna-alle-violenze-doppia-morale-di-meloni


  • A quanto pare, alcuni Hackers hanno prelevato le email dell' AfD , e le pubblicheranno. Nelle mail ci sono le mail private tra i membdi dell' AfD.
    emama@poliversity.itE emama@poliversity.it
    Informatica (Italy e non Italy)

    @uriel @informatica

    Da google ai mode

    Il massiccio leak di email dell'AfD descritto nel video potrebbe teoricamente fornire prove utili per una messa al bando, ma l'effettivo valore legale del materiale dipenderà da rigorosi criteri di autenticità, rilevanza e sistematicità. (4:55)
    Il video di DW News evidenzia che la fuga di dati coinvolge oltre 421.000 email. Tra queste, circa 600 farebbero riferimento a potenziali attività o dichiarazioni di rilevanza penale (1:44), e circa 10.000 a gravi condotte illecite (1:44), tra cui l'uso di ideologia nazista, messaggi antisemiti e battute razziste sui rifugiati (0:52).
    Affinché queste informazioni si trasformino in prove schiaccianti davanti alla Corte Costituzionale Federale tedesca per decretare l'illegalità del partito, devono essere superati diversi e complessi nodi legali e politici:

    1. Il nodo della verifica e dell'autenticità

    Come sottolineato dal corrispondente politico, al momento della diffusione il materiale non è ancora stato verificato in modo indipendente (2:14). L'AfD sostiene che molte comunicazioni siano state travisate o decontestualizzate (2:20). Per essere ammesse in un eventuale processo costituzionale, le autorità inquirenti o l'intelligence interna (Verfassungsschutz) dovranno autenticare digitalmente ogni singola email per dimostrare che non sia stata manipolata o fabbricata dagli hacker.

    1. Singoli estremisti contro la linea ufficiale del partito

    La legge tedesca richiede di dimostrare che sia l'intero partito, in modo strutturato e attivo, a voler sovvertire l'ordinamento democratico.
    • Il problema della capillarità: Esempi isolati come l'invio di un biglietto d'auguri con svastiche da parte di un singolo membro (2:04) potrebbero non bastare.
    • La difesa dell'AfD: Il leak sembra contenere anche comunicazioni in cui la dirigenza del partito tentava di "isolare" ed eliminare le posizioni più radicali e inaccettabili dai propri ranghi (2:28). L'AfD utilizzerà con ogni probabilità queste email per difendersi, sostenendo che le derive estremiste non riflettono la linea ufficiale del movimento (2:28).

    1. L'impatto sul dibattito politico

    Se da un lato la gravità dei contenuti emersi rinvigorisce la posizione di quei politici e giuristi che chiedono a gran voce l'interdizione dell'AfD (4:48), dall'altro il partito cercherà di capitalizzare politicamente l'accaduto (4:19). La linea difensiva punterà a presentare il leak come un attacco informatico illegale e un tentativo orchestrato dagli avversari politici per infangare i successi elettorali del partito attraverso le uscite infelici di pochi elementi (3:20).
    In sintesi, il leak rappresenta un danno d'immagine enorme per l'AfD (3:29) e offre una potenziale miniera d'oro investigativa (4:04), ma la strada per trasformare queste email in una prova legale sufficiente a bandire il partito resta eccezionalmente complessa e dall'esito tutt'altro che scontato.

    https://youtu.be/mS3nanKsZb0?is=2oL99ysVblr1hkg-


  • Francia, Italia: scontri saccheggi.
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    Politica interna, europea e internazionale scontrifrancia scontriitalia

    @emox @elCelio @politica
    Anche io!


  • VEDOVE ORFANI ED ELABORAZIONE DEL LUTTOdi Andrea Masala (da Fb)
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    Politica interna, europea e internazionale 16ottobre1943 16ottobre2026 ebreiroma antifascismo anpi ebreioggi olocausto fascimooggi

    VEDOVE ORFANI ED ELABORAZIONE DEL LUTTO
    di Andrea Masala (da Fb)

    "E insomma ieri a Roma i nipoti (di sangue) di quelli messi sui treni per Auschwitz hanno applaudito i nipoti (politici) di quelli che ce li avevano messi e cacciato con insulti e minacce quelli che avevano combattuto chi li metteva sui treni. Quelli la cui persecuzione era cominciata 16 anni prima del 1938.
    Non è un fulmine a ciel sereno naturalmente, è solo l'evento simbolico che sancisce un percorso in movimento da decenni. Il 7 ottobre e Gaza hanno solo accelerato e stabilizzato, probabilmente per molto tempo, questo percorso.
    La storia viva ha la meglio sulla memoria. Una gran parte della comunità ebraica romana (la maggioranza? vale per tutta Italia o Europa?) sacrifica la propria alleanza e vicinanza storica con la sinistra italiana, alleanza nata nel comune antifascismo, sull'altare della volontà di potenza di Israele. Come voleva il sionismo non sono più i più deboli. Ora sono i più forti. Se questa forza la usano contro nuovi deboli è perché, secondo loro, la loro esistenza continua a essere minacciata.
    Ora che sono forti e usano questa forza contro deboli scuri e musulmani, piacciono molto ai nipotini di chi li metteva sui treni.
    E a quanto pare ricambiano.
    Una parte di quella comunità (minoritaria? molto minoritaria?) resiste a questa tendenza. Pensa che quella forza conquistata debba servire a difendersi e non a produrre nuove vittime, nuove tragedie. A difendersi e a proporre pace e convivenza. Sono quelli come Gad Lerner e Anna Foa.
    Poi ci sono quelli come Moni Ovadia o Ilan Pappé che pensano che il progetto coloniale era insito nel sionismo sin dalle origini.
    È una questione molto difficile in sede storiografica e di filosofia politica, non ho le competenze per affrontarla e non è il punto del post.
    Il punto del post è che il divorzio tra l'antifascismo storico della sinistra e l'antifascismo storico delle comunità ebraiche mi pare consumato e irreversibile.
    È un punto per me dolorosissimo. Non riesco a farci pace. Mi ha anche toccato sul vivo direttamente perché una persona a me molto vicina (moltissimo vicina, che più vicina non si può) è stata più volte minacciata da squadracce di sostenitori di Israele, circondata, malmenata con sputi in faccia, raggiunta di notte nel suo appartamento e di nuovo minacciata per una bandiera al balcone.
    Ma sapete tutti dei numerosi episodi del genere, culminati nelle aggressioni al liceo Caravillani e con gli spari ad aria compressa lo scorso 25 aprile.
    Queste squadracce a vederle in azione somigliano veramente troppo a quelle dei fascistelli romani da stadio. Perfino nel vestire. Sicuramente nel parlare e aggredire.
    Io non riesco a fare pace con questa cosa ma probabilmente toccherà accettarla come dato di fatto ed elaborare il lutto.
    Conosco già il controcanto: ma i propal hanno detto... hanno fatto...
    Ma sono giustificazioni, ipocrisie. Certe cose non piacciono neanche a me, non convincono neanche me. Ma non hanno incidenza reale, se non come argomenti retorici per la controparte.
    Andrebbe invece detta tutta: non stiamo più con voi perché state col diritto dei Palestinesi ad avere uno stato. Stiamo con le destre perché difendono il diritto di Israele ad agire come vuole. Al di là di ogni diritto umano e internazionale.
    Se non fosse così, se il problema fosse solo quello del diritto a esistere di Israele, allora starebbero tutti sulla linea di Lerner e Foa. Invece stanno sulla linea di Meloni, Salvini, Trump, Bolsonaro, Milei, AfD.
    Le posizioni alla Sinistra per Israele sono false posizioni. A sinistra sono possibili le posizioni alla Lerner o quelle alla Ovadia. Lo dico senza anatemi. La posizione del gruppo di Fassino galleggiano nell'ambiguità, non hanno senso storico né valore politico. È roba tattica di posizionamento, lobbing, perfino infiltrazione.
    Bisogna elaborare questo lutto. Mi sento un orfano di quel rapporto storico. Ancora non riesco a crederci. Ma tocca elaborare il lutto.
    Del resto le destre e i liberali di centro (anche quelli annidati a sinistra) da tempo usano l'accusa di antisemitismo come una clave maccartista, in funzione antisocialista. Appena emerge un fenomeno, un movimento, un gruppo, un leader neosocialista, arriva puntuale l'accusa di antisemitismo. Perché è abbastanza impossibile che un neosocialista non sia per i diritti dei Palestinesi. Il furore maccartista dei liberisti (di destra, di centro e di sinistra) è talmente cieco che l'accusa di antisemitismo ha colpito molte personalità ebree.
    In Italia la cosa è particolarmente dolorosa perché questo divorzio non vede quelle comunità in una nuova alleanza con una destra conservatrice, liberale o altro. Ma con gli eredi di quello che fu il comune persecutore. Quelli che dal 1920 massacravano comunisti e socialisti e dal 1938 gli ebrei. Questa roba fa sanguinare il cuore, fa vacillare la mente, produce vertigini di senso.
    Mi dicono che a Parigi è diverso, che a New York è diverso, che a Berlino è diverso. Che quelle comunità sono sì spaccate ma in modo più equilibrato, non con l'evidente maggioranza che c'è a Roma e in Italia. Io non lo so. So che qui da noi opera una minoranza virtuosa, che non si arrende a questo degradare, che mantiene le ragioni dei diritti umani e della pace. Saranno i nuovi giusti."
    (Andrea Masala)

    #16ottobre1943 #16ottobre2026

    #ebreiRoma
    #antifascismo #anpi #ebreiOggi #Olocausto #fascimooggi

    @politica

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  • Francia, Italia: scontri saccheggi.
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    Politica interna, europea e internazionale scontrifrancia scontriitalia

    @elCelio @politica
    tu credi? al. momento non sembra neppure che detestino i politici, sembrano del tutto indifferenti al mondo politico.


  • Francia, Italia: scontri saccheggi.
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    Politica interna, europea e internazionale scontrifrancia scontriitalia

    Francia, Italia: scontri saccheggi. Gruppi di ragazzini si danno appuntamento per spaccare vetrine, bruciare cassonetti; quando per decenni la politica non presta orecchio alla società, a come cambia, a cosa manca, a cosa serve per vivere e non sopravvivere, prima o poi il bubbone scoppia. Ormai per la politica che conosciamo è tardi per porvi rimedio, ormai è tardi per una svolta politico-economica all'insegna del benessere di tutti e non solo dei pochi che reggono le fila della finanza. Speriamo solo di non trovarci di fronte ad una sorta di "bienno rosso" senza ideologia e senza obiettivi a cui resta solo l'esasperazione della violenza. E speriamo che non si concluda come nel 1922: nuove dittature per i nuovi tempi di crisi.

    #scontriFrancia #scontriItalia
    @politica

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  • l'unica democrazia del Medio Oriente... ah davvero?#israele #radiopopolare #israeleelezioni
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    Notizie dall'Italia e dal mondo israele radiopopolare israeleelezioni

    l'unica democrazia del Medio Oriente... ah davvero?
    #israele #radiopopolare #israeleelezioni

    @news

    Israele revoca il visto all'inviata di Radio Popolare, Martina Stefanoni https://www.rainews.it/tgr/lombardia/video/2026/10/martina-stefanoni-radio-popolare-israele-revoca-visto-040592f7-edf3-479b-829c-eb0b580f1b0f.html

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    Israele revoca il visto all'inviata di Radio Popolare, Martina Stefanoni

    Avrebbe dovuto seguire le elezioni di fine mese. Il Pd ha annunciato un'interrogazione parlamentare

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    RaiNews (www.rainews.it)


  • "Oltre 16mila nuclei familiari attendono l'assegnazione di una casa popolare, con graduatorie che scorrono a rilento e un numero di assegnazioni annuali del tutto insufficiente rispetto alla domanda.
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    Notizie dall'Italia e dal mondo roma emergenzaabitativa astacaseater

    "Oltre 16mila nuclei familiari attendono l'assegnazione di una casa popolare, con graduatorie che scorrono a rilento e un numero di assegnazioni annuali del tutto insufficiente rispetto alla domanda. In questo contesto, la scelta di vendere 30 abitazioni pubbliche appare ancora più grave".

    continua su: https://www.fanpage.it/roma/roma-attivisti-fingono-di-visitare-una-casa-popolare-messa-allasta-e-la-occupano-datele-a-chi-ha-bisogno/
    https://www.fanpage.it/

    #Roma #emergenzaabitativa #astacaseAter

    @news


  • Lorenzo Tosa
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    Politica interna, europea e internazionale litizzetto sanchez lorenzotosa

    Lorenzo Tosa

    Ieri è successo qualcosa di incredibile.

    Luciana Littizzetto con la sua “letterina” aveva invitato Pedro Sánchez a trasferirsi in Italia, in modo ironico ma neanche troppo.

    A quel punto, stando al gioco, ha risposto direttamente lui, Pedro Sánchez in persona, con un commento diventato in pochi minuti virale.

    "Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno altri quattro anni e comunque non riesco a immaginare una persona migliore di Elly Schlein per l’Italia. Sempre tuo, Pedro Pedro Pedro”.

    Sì, è tutto vero.

    E sarà anche leggero e ironico, ma dentro ci sono almeno due notizie:

    La volontà di Sánchez di combattere l’estrema destra e tornare a guidare la Spagna nei prossimi quattro anni.

    E la stima che il leader del progressismo mondiale ha nei confronti di una donna come Elly Schlein, e non è il solo.

    Ne aggiungo una terza: Luciana Littizzetto è una fuoriclasse, non lo scopriamo oggi, ma rivedendola ci siamo accorti di quanto fosse mancata.

    Ci salverà l’ironia, forse.

    #litizzetto #sanchez
    #lorenzotosa

    @politica

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  • Le lenticchie di Putin a Trump in cambio dell'Ucraina.
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    Politica interna, europea e internazionale trump putin ucraina

    Le lenticchie di Putin a Trump in cambio dell'Ucraina.

    1,8 milioni di tonnellate – se inviato integralmente e unicamente agli USA – riuscirebbe a coprire circa 3 giorni e 10 ore di consumo nazionale complessivo.

    • La cifra: Il totale pianificato è di 1,8 milioni di tonnellate di gasolio.
    • Il consumo: Poiché gli Stati Uniti consumano mediamente circa 550.000 tonnellate di diesel al giorno, l'intero pacchetto da 1,8 milioni di tonnellate – se inviato integralmente e unicamente agli USA – riuscirebbe a coprire proprio circa 3 giorni e 10 ore di consumo nazionale complessivo.

    Molti esperti hanno fatto notare che la prima tranche immediata (pari a 300.000 tonnellate) basta a coprire appena 13-14 ore del fabbisogno americano di diesel.

    #trump #putin #ucraina

    @politica

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  • La latrina pubblica il Comune di Matelica la metta davanti a casa del Sindaco, non davanti a questo monumento in memoria dei Martiri della Resistenza
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    Politica interna, europea e internazionale comunematelica museodellaresistenza deniscingolani centrodestra

    La latrina pubblica il Comune di Matelica la metta davanti a casa del Sindaco, non davanti a questo monumento in memoria dei Martiri della Resistenza.
    Il Sindaco è Denis Cingolani, esponente della lista civica di centro-destra "Matelica il futuro è adesso", in carica dal 10 giugno 2024.

    #ComuneMatelica #museodellaresistenza
    #deniscingolani #centrodestra
    @politica

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    Firma la petizione

    Il Comune di Matelica ha deciso di installare una latrina pubblica proprio di fronte al murales del Museo della Resistenza di Braccano, che ricorda gli eroi partigiani come Enrico Mattei, Mario Depangher, il Capitano Salvatore Valerio ed altri, che hanno combattuto e/o sono morti per la nostra libertà e democrazia! Quel luogo è "sacro" alla memoria dei matelicesi anche perché il 24 marzo 1944 vi è…

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    Change.org (www.change.org)


  • La solitudine dei numeri primi.
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    Notizie dall'Italia e dal mondo giorgetti dpfp aulamontecitorio montecitorio cameradeideputati

    La solitudine dei numeri primi. Così, utilizzando Paolo Giordano, si potrebbe titolare l'accaduto oggi a Giorgetti in Aula alla Camera dei deputati.
    Si sa che il lunedì mattina gli onorevoli non gradiscono presentarsi in aula ma "mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia" di lavorare (Giorgetti a Repubblica).
    Insomma una solo decina di eroici parlamentari (4 della maggioranza) si sorbiscono il discorso del Ministro sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e sullo scostamento di bilancio.
    La folla entra dopo per procedere alla votazione.
    Come dargli torto? Tanto c'è la fiducia, quindi che senso ha ascoltare Giorgetti?

    Ascesa e Caduta del Parlamento italiano

    #giorgetti #DPFP #Aulamontecitorio
    #Montecitorio #cameradeiDeputati

    @news

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    Dpfp: Camera deserta, Giorgetti ironico saluta 'i colleghi presenti' - Il Sole 24 ORE

    (LaPresse) - Aula della Camera quasi deserta in occasione della relazione sul Dpfp del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Ad apertura dei...

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    Il Sole 24 ORE (stream24.ilsole24ore.com)

    Parafrasando

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  • Agli uomini e donne occidentali che vogliono insegnare alle donne arabe come vivere.
    emama@poliversity.itE emama@poliversity.it
    Politica interna, europea e internazionale femminismoarabo fatimamernissi asmalamrabet omaimaabou

    @elettrona @politica

    "anatomia dell'oppressione" di Inna Shevchenko e Pauline Hillier
    Lo trovi in francese
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    "quando abbiamo smesso di pensare?" di Irshad Manji si trova usato su ebay

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    Anatomie de l'oppression eBook : Hillier, Pauline, Shevchenko, Inna: Amazon.fr: Livres

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  • Agli uomini e donne occidentali che vogliono insegnare alle donne arabe come vivere.
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    Politica interna, europea e internazionale femminismoarabo fatimamernissi asmalamrabet omaimaabou

    @elettrona @politica
    Di cose se ne dicono tante, anche tra le italiane cattoliche sedicenti, penso ad Anna Cisint e le sue amiche leghiste Susanna Ceccardi e Silvia Sardone.
    Ma non intaccano le riflessioni intellettuali di chi usa il cervello e non la propaganda. Qualcosa di simile ci sarà anche tra le islamiche.


  • Navanethem “Navi” Pillay, 85enne attivista e giurista sudafricana, ha vinto il Premio Nobel per la pace 2026.
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    Notizie dall'Italia e dal mondo navipillay nobelpace2026 israelegenocida

    Navanethem “Navi” Pillay, 85enne attivista e giurista sudafricana, ha vinto il Premio Nobel per la pace 2026.

    L'anno scorso ha accusato Israele di genocidio a Gaza. L'ha fatto nella sua veste di presidente della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato dell'Onu. "La Commissione stabilisce che Israele è responsabile di aver commesso un genocidio a Gaza. È evidente che sussiste l'intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio", ha dichiarato Pillay in quella occasione.

    #NaviPillay #NobelPace2026
    #israelegenocida
    Navanethem “Navi” Pillay, chi è il Premio Nobel per la Pace 2026 | Sky TG24 https://tg24.sky.it/mondo/2026/10/09/navi-pillay-premio-nobel-pace-2026


  • Dalle segrete al 41bis.
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    Storia 41bis carceri

    Dalle segrete al 41bis.

    I Poteri, statali locali pubblici privati, di qualsiasi forma ed in testa a chi fossero, hanno sempre avuto la necessità per salvaguardarsi di mettere in funzione sistemi più o meno sofisticati di privazione coatta delle libertà individuali, fino alla reclusione in spazi più o meno ristretti ed in condizioni più o meno disumane. A questo si è sempre accompagnato l'uso della tortura.
    Nelle istituzioni totali (Faucoult) lo Stato si organizza ed istituzionalizza regole e definizioni a partire soprattutto dall'età moderna: carceri, manicomi, ospedali, scuole. Obiettivo il controllo dei sudditi, poi dei cittadini.

    • Microfisica del potere: Per Foucault, il potere non è solo centralizzato nello Stato, ma capillare, diffuso e radicato nelle pratiche quotidiane che attraversano e modellano i corpi e le menti.
    • Sorveglianza e normalizzazione: In opere come Sorvegliare e punire (1975), Foucault mostra come queste istituzioni non si limitino a contenere o punire la devianza, ma producano individui "normalizzati" attraverso il controllo continuo (es. il modello del Panopticon).
    • Controllo della vita (Biopotere): Spazi come il manicomio o la prigione (analizzati anche in Storia della follia nell'età classica) operano una suddivisione scientifica e razionale tra ciò che è considerato "sano/normale" e ciò che è "folle/dannoso", giustificando la segregazione.

    Il 41bis nei Governi di centrosinistra e centrodestra

    L'evoluzione e la strutturazione del regime carcerario speciale del 41-bis (noto come "carcere duro") si sono sviluppate attraverso l'azione di diversi governi italiani, che hanno convertito decreti d'urgenza o promosso leggi di riforma nei momenti più critici della storia repubblicana.
    I passaggi normativi chiave e i relativi governi in carica includono:

    1. L'introduzione della norma (1986)
      • Governo Craxi II (coalizione di Pentapartito: DC, PSI, PRI, PSDI, PLI).
      • Cosa è successo: Viene approvata la Legge Gozzini (Legge 10 ottobre 1986, n. 663). L'articolo 41-bis fa la sua prima comparsa nell'Ordinamento Penitenziario, ma con una formulazione diversa da quella attuale. Il testo (comma 1) dava facoltà al Ministro della Giustizia (allora Virginio Rognoni) di sospendere le normali regole di trattamento penitenziario esclusivamente per fronteggiare rivolte o gravi situazioni di emergenza interna all'interno degli istituti carcerari.

    2. L'estensione ai reati di mafia e terrorismo (1992)
      • Governo Amato I (coalizione quadripartito: DC, PSI, PSDI, PLI).
      • Cosa è successo: Sotto la spinta drammatica della strage di Capaci, il Consiglio dei Ministri vara d'urgenza il Decreto Legge 8 giugno 1992, n. 306 (noto come "Decreto Falcone" o "Scotti-Martelli", dai nomi dei Ministri dell'Interno e della Giustizia). Viene inserito il comma 2, che consente di applicare il regime speciale ai singoli detenuti per reati di criminalità organizzata ed eversione per recidere i legami con l'esterno. Il decreto viene convertito definitivamente in legge nell'agosto del 1992 (Legge n. 356). La misura nacque originariamente come temporanea.

    3. La stabilizzazione a regime definitivo (2002)
      • Governo Berlusconi II (coalizione di centrodestra: FI, AN, LN, UDC).
      • Cosa è successo: Con la Legge 23 dicembre 2002, n. 279, il regime del 41-bis cessa di essere una misura eccezionale e prorogabile di anno in anno, venendo inserito stabilmente e in via definitiva nell'ordinamento penitenziario italiano. Viene inoltre esteso in modo esplicito ai reati legati al terrorismo internazionale. Il Ministro della Giustizia dell'epoca era Roberto Castelli.

    4. L'inasprimento con il "Pacchetto Sicurezza" (2009)
      • Governo Berlusconi IV (coalizione di centrodestra: PdL, Lega Nord).
      • Cosa è successo: Attraverso la Legge 15 luglio 2009, n. 94, le maglie del carcere duro vengono ulteriormente strette. Tra le modifiche: il prolungamento della durata del provvedimento iniziale (da due a quattro anni), la riduzione dei colloqui a un massimo di uno al mese e l'indicazione delle aree insulari come sedi preferenziali per il trasferimento dei detenuti. Il Ministro della Giustizia firmatario era Angelino Alfano.

    Altri passaggi amministrativi e gestionali
    Negli anni successivi, l'applicazione pratica e la logistica dei reparti ad altissima sicurezza (come l'apertura e la gestione delle sezioni dedicate nelle carceri di massima sicurezza) hanno visto l'intervento e i decreti attuativi dei successivi esecutivi, tra cui i governi Monti, Letta, Renzi, fino ai governi Conte (decreti per l'ampliamento delle sezioni in Sardegna firmati dal guardasigilli Bonafede) e l'attuale governo Meloni con il ministro Nordio, impegnati nel confronto sui bilanciamenti e sui limiti fissati dai pronunciamenti giurisprudenziali della magistratura e della Corte Costituzionale.

    Cosa ha distinto l'operato dei Governi italiani di schieramento opposto nella regolamentazione del "carcere duro"? Nulla a parte il progressivo ampliamento applicativo.

    Il ruolo della Corte Costituzionale
    Quando non sono le leggi dei Governi a tutelare i diritti costituzionali dei cittadini tocca alla Corte intervenire.

    La Corte Costituzionale è intervenuta ripetutamente sull'impianto del 41-bis. Nei suoi passaggi chiave, la Consulta ha stabilito due principi fondamentali:

    1. La legittimità della ratio: Il regime differenziato è costituzionalmente legittimo solo se mira a impedire i collegamenti tra il detenuto e l'organizzazione criminale esterna.
    2. Il divieto di afflittività gratuita: Le restrizioni non possono mai tradursi in trattamenti contrari al senso di umanità o in una mera sofferenza fisica e psichica aggiuntiva, violando l'Articolo 27 della Costituzione (finalità rieducativa della pena).Negli anni, la Corte ha progressivamente smantellato le norme ritenute puramente "punitive" e prive di giustificazione logica legata alla sicurezza:

    Le Sentenze Storiche e il Diritto di Difesa

    • Il potere ministeriale (Sentenza n. 351/1996): La Corte chiarisce che il Ministro della Giustizia ha la discrezionalità amministrativa di imporre il regime, ma i singoli provvedimenti sono sempre sottoposti al controllo giurisdizionale della magistratura di sorveglianza.
    • La corrispondenza con gli avvocati (Sentenza n. 18/2022): La Consulta dichiara incostituzionale l'art. 41-bis nella parte in cui prevedeva il visto di censura sulla corrispondenza epistolare tra il detenuto e il proprio difensore legale. Il diritto di difesa (Art. 24 Cost.) esige comunicazioni riservate e libere da controlli preventivi dello Stato.
    • Il divieto di "cuocere cibi" (Sentenza n. 186/2018): Viene dichiarata l'illegittimità della norma che proibiva ai detenuti in regime differenziato di cucinare o riscaldare piccoli cibi in cella. Secondo la Corte, tale divieto non incideva sulla sicurezza esterna, configurandosi come una misura meramente afflittiva.

    I recenti sviluppi giurisprudenziali

    • Le ore d'aria all'aperto (Sentenza n. 30/2025): Con una decisione dell'inizio del 2025, la Corte Costituzionale interviene sull'art. 41-bis, comma 2-quater, lettera f), dichiarando illegittima la limitazione automatica della permanenza all'aperto a sole due ore al giorno. La limitazione rigida e uguale per tutti è stata ritenuta lesiva del principio di flessibilità e umanizzazione della pena.

    #41bis
    #carceri
    @storia

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  • Mattarella firma tre provvedimenti di clemenza.
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    Notizie dall'Italia e dal mondo mattarella clemenza

    Mattarella firma tre provvedimenti di clemenza. Di chi si tratta.

    #mattarella #clemenza
    @news

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