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LibreOffice Online torna in vita. The Document Foundation ha deciso di riaprire il progetto che era stato messo in soffitta nel 2022, quando il consiglio di amministrazione dell’epoca aveva votato per congelarlo e archiviare il codice sorgente.
La decisione è arrivata a inizio febbraio dal nuovo consiglio, che ha revocato quei voti ritenendoli ormai superati. Le parole della presidente Eliane Domingos non lasciano molto spazio all’interpretazione: l’obiettivo è “avviare il percorso che porterà a una versione online della suite, fatta dalla comunità e per la comunità”.
Cosa cambia in pratica
Il repository di LibreOffice Online verrà riaperto ai contributi, anche se con le dovute cautele: fino a quando il team non lo riterrà sicuro e utilizzabile, ci saranno avvisi sullo stato del codice. Nel frattempo la fondazione invita sviluppatori e appassionati a contribuire con codice, tecnologie e tutto ciò che può essere utile a far ripartire il progetto.
Un punto va chiarito subito: The Document Foundation non ospiterà il servizio né offrirà supporto enterprise per LibreOffice Online. Quello resta compito dell’ecosistema commerciale che ruota attorno a LibreOffice. La fondazione mette a disposizione la tecnologia, chi vuole usarla, modificarla e ridistribuirla è libero di farlo.
È una notizia significativa per chiunque cerchi un’alternativa autogestita a Google Docs o Microsoft 365 Online. Collabora Online, che è basata proprio su una versione di LibreOffice Online, ha finora occupato più o meno da sola quella nicchia. Avere un progetto comunitario attivo potrebbe allargare le opzioni a disposizione, soprattutto per chi gestisce la propria infrastruttura con soluzioni come Infomaniak kDrive o un server personale su Hetzner.


