Venti anni fa mai avrei immaginato di vedere i fascisti al governo e la terza guerra atomica alle porte.
E mentre l'aria si fa sempre più cupa, i fascisti al governo chiamano al voto. Ma non sarà facile ora che ne hanno davvero bisogno richiamare alle urne i cittadini, dopo decenni in cui tutti i partiti, rare le eccezioni, hanno operato per allontanarli dalla politica e dal voto.
I fascisti che ora chiamano alle urne hanno già pronta nel cassetto una riforma elettorale che proprio dell'elettore fa in modo di non aver bisogno: il premio di maggioranza.
Le basse percentuali di votanti rivelano un paese lontano dalla politica dei partiti, sempre più sfiduciato, che non pensa ai parlamentari come a donne e uomini che possano riportarlo a prospettarsi un futuro. Un paese in cui si tira a campare, individualmente.
La lotta collettiva è dai più considerata inutile, gli sforzi comuni sono vanificati da governi che non indirizzano e coordinano l'azione economica, ma appaiono come esecutori compiacenti del neocapitalismo dominante in tutte le istituzioni occidentali.
Rassegnazione sfiducia che sfocia in depressione, rabbia, isolamento.
I tanti che hanno dato fiducia a Meloni forse speravano che potesse fare qualcosa per uscire dal pantano socioeconomico. Inutile, non può farlo, è un debole e fiacco potere politico in un Occidente dove la legge la detta il neocapitalismo con la regola rigida del profitto ad ogni costo. Anche di una nuova grande guerra atomica a livello mondiale.
La maggioranza non vede alternativa a questo modello produttivo.
Il Capitale è uscito vivo dalle grandi crisi del XXI secolo. Ora stiamo vedendo come affronta l'ultima, con il solito collaudato sistema: guerra.
MA IO COME TANTI IN QUESTA GIORNATA REFERENDARIA ANDRO' AL SEGGIO E VOTERÒ
NO alla riforma
NO ai fascisti e neoliberisti
NO alla sfiducia nella Politica
NO alla demagogia e al populismo
NO al neocapitalismo
e tantissimi motivi ancora avrei, anzi ho per
VOTARE NO
NO alle guerre



