La rivolta dei tir paralizza la Campania: caselli presidiati, distributori a secco e una protesta che si espande
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La rivolta dei tir paralizza la Campania: caselli presidiati, distributori a secco e una protesta che si espande
in data 20.10.26Napoli/Caserta, 20 ottobre 2026. È una Campania in ginocchio quella che si risveglia in questi giorni di mobilitazione. Lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro-carburante e il caro-vita, proclamato a livello interregionale con un fermo di 120 ore, ha trasformato i principali nodi autostradali della regione in enormi parcheggi a cielo aperto, innescando una crisi di approvvigionamento che tocca ormai ogni aspetto della vita quotidiana.
I caselli sotto assedio
Da mezzanotte di venerdì, tir e autoarticolati presidiano gli ingressi autostradali lungo l'A1 e l'A30. I manifestanti — circa quaranta mezzi pesanti a Caianello e Caserta Sud, una ventina a testa a Capua e Santa Maria Capua Vetere, presidi anche a Caserta Nord e Napoli Nord — hanno di fatto reso inaccessibili le stazioni autostradali. Il collegamento tra A1 e A30 è stato chiuso e riaperto più volte, con code che hanno raggiunto gli otto chilometri tra il bivio con il Raccordo Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere in direzione Roma. Autostrade per l'Italia ha diramato percorsi alternativi: per chi viaggia da Napoli verso Roma, uscita a Caserta Sud, SS700 verso Maddaloni e rientro a Santa Maria Capua Vetere; per chi proviene da Bari, uscita a Benevento, SS372 Telesina e rientro a Caianello. Ma sono soluzioni tampone in un contesto di saturazione generalizzata.Il meccanismo della fisarmonica
La protesta non si limita al presidio statico. Gli autotrasportatori hanno messo in atto una tattica di logoramento studiata: incolonnati su entrambi i lati della carreggiata, i mezzi pesanti improvvisano ciclicamente manovre di parcheggio che creano un "effetto imbuto", la cosiddetta tattica della fisarmonica. I tir si spostano avanti e indietro, occupando alternativamente le corsie, rallentando il traffico fino a generare file di tre chilometri che poi si dissolvono quando i camion si spostano, per riformarsi poco dopo. Un meccanismo che costringe gli automobilisti in coda e che rende impossibile per le forze dell'ordine intervenire perché non si tratta di blocco stradale.Il carburante: GPL esaurito e file ai distributori.
La paralisi del trasporto su gomma ha prodotto un effetto domino immediato sulle stazioni di servizio. A Napoli e in tutta la provincia i distributori sono rimasti a secco: dalla zona occidentale della città a quella orientale, i cartelli "carburanti esauriti" si moltiplicano. La situazione più critica riguarda il GPL, che risulta quasi ovunque esaurito: i piccoli distributori indipendenti, privi di scorte proprie e dipendenti dalle consegne settimanali dei cisterotti, sono stati i primi a prosciugarsi. Le file ai pochi impianti ancora operativi si contano in centinaia di metri, con automobilisti che percorrono chilometri in cerca di un distributore con benzina o gasolio disponibili. Il blocco dei rifornimenti ai depositi aziendali e alle stazioni di servizio rischia di estendersi anche ai servizi di linea dei trasporti pubblici privati, che iniziano a segnalare difficoltà nel fare il pieno ai propri mezzi.Scaffali vuoti e vettori fermi
La crisi logistica ha raggiunto i banchi della grande distribuzione. Nei supermercati tra Caserta e Napoli gli scaffali dei prodotti freschi sono quasi vuoti: frutta, verdura, latte, acqua in bottiglia. La protesta ha ridotto agli sgoccioli il trasporto di ortaggi e derrate deperibili, tanto che alcuni prodotti, come i pomodori, arrivano ora dall'Albania per coprire la domanda minima. A peggiorare il quadro, i vettori della logistica dell'e-commerce, Amazon in testa, vengono fermati ai presidi. Un'immagine emblematica della portata della protesta, che non risparmia per primi la filiera digitale della distribuzione.Il tavolo con Salvini e le prime risposte
Oggi, martedì 20 ottobre, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato a Milano i rappresentanti delle sigle sindacali della categoria (Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti e altre). Il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro in crediti d'imposta e un decreto-legge con risorse aggiuntive. Il viceministro Edoardo Rixi ha parlato di "temi giusti" ma ha avvertito che "i blocchi non possono continuare sine die". Le associazioni di categoria hanno giudicato le misure insufficienti e la protesta prosegue.Milano: i giovani sotto le sedi istituzionali
Sul fronte parallelo della protesta sociale, a Milano si registrano da giorni disordini e manifestazioni di piazza. Tra piazza Duomo e via Torino, gruppi di giovani hanno dato vita a scontri con le forze dell'ordine, lanciando tavolini e sedie contro le vetrine. Secondo quanto circolato in un gruppo Telegram il 17 ottobre, parte di questi movimenti giovanili annunciano di voler portare la protesta sotto le sedi istituzionali di enti come l'INPS, accusato di "rubare il futuro" a una generazione che si sente esclusa da ogni prospettiva di stabilità economica. Il filo che collega la rabbia dei camionisti a quella dei giovani è lo stesso...
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