Premi trash, voti, fan tossici e doppi sensi

@caffeitalia

Su un canale commerciale fra il comico e il trash, sono venuta a conoscenza di una realtà chiamata "webBoh" - visto il nome, è lecito non sapere cosa sia, dove c'è una serie di premi "webboh awards".

Non conoscendo gli altri, evito di mettere lingua su realtà che ignoro ma mi ha colpito il premio "VOCI PER IL FUTURO" assegnato a Jenny Serpi, una ragazza sorda dalla nascita le cui capacità vocali sono in parte compromesse.

Io sono la prima favorevole all'uso del linguaggio corrente in ogni condizione -ciechi e il verbo guardare, sordi e il verbo sentire, espressioni sulle gambe a paraplegici o amputati come "in gamba / di corsa / fai un passo indietro" , ecc- se loro non ne fanno una questione, NESSUNO ha il diritto di parlare per loro -e al loro posto- SENZA vivere la loro condizione in prima persona.
Qui però il problema è il contesto: un gruppo di persone (presumibilmente non in amicizia con Jennifer) ha assegnato il premio "voci del futuro" a una persona impossibilitata a parlare bene, premio che potrebbe anche venire da voti di follower finti messi là apposta per prenderla in giro e lei non se ne accorge, anzi le fa piacere - non perché è sorda, ma perché un "più uno" nel counter di un cattivo, non ha un aspetto diverso da quello di un ammiratore ben intenzionato. Per un sistema a votazioni, non importa chi vota. L'importante è che il numero dia un risultato...

Premiare "voce per il futuro" Jennifer Serpi per me suona come assegnare a Freddie Mercury il premio "persona positiva del 20° secolo" per "the show must go on".

Sapendo com'è morto (e che quindi non può difendersi) solo uno senza scrupoli potrebbe fare una cosa simile!

Io sono la prima a fare i doppi sensi con la parola "positivo" verso chi vive con HIV, ma in faccia a loro. In contesti dove possono apprezzare, ridere, o dire "non mi piace", in prima persona.

Sono convinta che anche Jennifer abbia riso e anzi sia felice del premio. NON voglio parlare per lei. Ma è il contesto il problema. Tiktok, i suoi algoritmi tossici, i cretini che ci girano dentro. Tanto è vero che mi verrebbe da provare a entrare nel circuito col mio collaboratore. E poi vedere cosa succede "non siete abbastanza virali"
Alessandro risponderebbe "sospendo i farmaci, poi quando ho la carica virale di un milione e mezzo ne parliamo"

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PS non credo di mettermi a fare ambassador del fediverso su quella realtà, anche se uno sguardo ce lo darò, per capire se valga la pena almeno bussare. Però se vogliamo distogliere i giovani dall'ambiente tossico, da qualche parte dobbiamo almeno tastare il terreno col naso, prima delle unghie, 🐶 sì o no?