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DietPi è una di quelle distribuzioni Linux che chi ha un Raspberry Pi o un single-board computer prima o poi incontra. Leggera, pensata per fare una cosa sola e farla bene: trasformare una schedina da pochi euro in un server domestico, un media center o qualsiasi altro progetto di self-hosting. La versione 10.1 è appena uscita con qualche novità che vale la pena segnalare.

Cosa c’è di nuovo

La prima è il supporto per il NanoPi Zero2 di FriendlyELEC, una scheda compatta con chip Rockchip. Per chi usa il NanoPi R5C, invece, è stato risolto un problema piuttosto fastidioso: le porte di rete potevano scambiarsi di ruolo ad ogni riavvio, creando confusione nella configurazione. Ora restano fisse.

I server per l’accesso remoto (TigerVNC, RealVNC e XRDP) non richiedono più un ambiente desktop completo installato sulla scheda. Basta il minimo indispensabile per far girare un’applicazione grafica, il che rende tutto molto più leggero per chi ha bisogno di accedere da remoto a un singolo programma.

Tra le altre novità, Navidrome (un software per lo streaming musicale personale) funziona ora anche su architettura RISC-V, e nel catalogo arriva WhoDB, uno strumento per gestire database attraverso un’interfaccia conversazionale.

DietPi è gratuito e scaricabile dal sito ufficiale. Se state pensando di affiancare il vostro setup casalingo con un piccolo server in cloud, i VPS Hetzner sono un’opzione solida con data center europei.

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