La Marina e Corpo dei Marines testano sistema di sorveglianza con palloni e droni a idrogeno
Presso il campo di addestramento militare Outlying Landing Field Seagle in California, la Marina e il Corpo dei Marines degli Stati Uniti hanno testato un nuovo sistema che consente alle navi di “vedere oltre l’orizzonte”.
Dal 19 al 21 maggio, gli specialisti hanno dimostrato una combinazione di palloni ad alta quota e droni, entrambi dispositivi alimentati a idrogeno. L’esperimento ha concluso un programma quadriennale finanziato tramite l’OECIF del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, responsabile dell’implementazione di soluzioni energetiche innovative.
L’idea chiave è quella di utilizzare l’idrogeno sia come gas di sollevamento per i palloni sia come carburante per i droni. Questo approccio riduce la dipendenza da una logistica complessa e consente operazioni di sorveglianza, ricognizione, targeting e comunicazione a lungo termine. Rick Stroman, responsabile della Sezione Energie Alternative dell’NRL, ha osservato che il gas potrebbe sostituire l’elio nei palloni militari, alimentando contemporaneamente droni a lunga autonomia. L’uso combinato estende anche il raggio di controllo facendo rimbalzare i segnali dai gusci.
Le piattaforme ad alta quota possono trasportare sensori e transponder. Se abbinate ai droni, riducono il numero di missioni e ampliano l’area di monitoraggio. RuthAnn Darling, direttrice del programma di innovazione energetica del Dipartimento della Difesa, ha sottolineato che la mobilità è impossibile senza un approvvigionamento energetico sostenibile, che si tratti di navi, aerei o sistemi senza pilota.
Ha aggiunto che l’uso delle tecnologie a idrogeno è particolarmente importante quando si opera in aree disperse e su isole remote, dove l’approvvigionamento tradizionale è difficile. Il Corpo dei Marines ha espressamente invitato i Marines a valutare il sistema.
La capacità di mantenere un carico utile su un pallone per settimane dopo il lancio rappresenta un punto di svolta per la ricognizione, afferma il Capitano Joshua Ashley dell’Expeditionary Power Directorate. Un coinvolgimento tempestivo consente ai Marines non solo di influenzare le priorità della ricerca, ma anche di prepararsi all’impiego militare.
La Marina dispone già di radar, satelliti e droni per estendere il suo raggio di sorveglianza, ma gli avversari cercano sempre più di accecare o bloccare questi mezzi attraverso la guerra elettronica.
Ciò rende fondamentali la resilienza e l’indipendenza dalle forniture di carburante esterne. I test hanno confermato che una combinazione di pallone aerostatico a idrogeno e drone può fornire ricognizioni oltre la linea di vista da una nave, prolungandone la durata e aumentandone l’efficacia.
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