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Riflessioni tossiche sul Fediverso.

Che succede nel Fediverso?
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  • Riflessioni tossiche sul Fediverso.

    Quarta puntata.

    Oggi intendo fare un discorso un po' più complesso. Inizierò raccontando di come venni a conoscenza del Fediverso.

    Era il 2022.

    Il mio social preferito, Twitter, pretendeva di farmi partecipare al controllo della veridicità delle notizie lì pubblicate. Mi sembrava ridicolo che dovesse chiedere aiuto a me anziché provvedere a controllare attraverso i propri dipendenti. Con tutti i soldi che prendeva dagli sponsor...

    Uno dei fondatori se n'era andato. Annunciava di volere ricreare il social delle origini, diverso dall'attuale che si era troppo riempito di pubblicità e che si dimostrava poco attento ai gusti dei propri utenti. Tuttavia i mesi passavano, il nuovo social tardava a nascere, mentre Twitter continuava a peggiorare.

    Sempre più spesso leggevo di un altro nuovo social, il quale presentava però la complessità di essere suddiviso in tanti server diversi, che curiosamente si chiamano istanze. Dicevano che iscrivendosi a una qualsiasi istanza si sarebbe potuto poi comunicare con tutte le altre. Gli articoli parlavano talvolta di “Mastodon” e talvolta di “Fediverso”, non avevo ancora capito bene se si trattasse della stessa cosa.

    Dicevano che bisognasse scegliere bene a quale istanza iscriversi. Circolavano elenchi d'istanze, ognuna con le sue peculiarità: alcune molto politicizzate, altre generaliste, altre più tematiche.

    Cominciai a pensare d'iscrivermi, ma per farlo avrei dovuto innanzitutto scegliere un'istanza. In quelle generaliste preferivo non entrare perché ero deluso dal generalista Twitter. Quelle politicizzate mi sembravano troppo vincolanti. Per esclusione ne scelsi una fondata da un musicista e nata per fare cultura, scambiarsi impressioni sulle proprie attività del tempo libero, magari sulle proprie letture. Mi c'iscrissi e cominciai a pubblicare i link a ciò che leggevo, cioè articoli da cui capire che direzione stesse prendendo il mondo. Alcuni di essi parlavano di guerre. Dopo pochi giorni, un moderatore mi chiese di nasconderli dietro a un Content Warning per non disturbare chi parlava di videogiochi.

    Videogiochi?!?

    Guardai meglio la timeline locale, mi resi conto che in istanza si parlava soprattutto di quelli. Come avevo fatto a non accorgermi che il suo misterioso nome, **Livello Segreto", si riferiva ai *livelli dei videogiochi?

    Avevo sbagliato istanza. Per fortuna gli account si possono trasferire. Una sera decisi di trasferirmi in un'istanza per giornalisti. Feci la domanda d'iscrizione spiegando che, sebbene non fossi un giornalista, mi piaceva pubblicare link ad articoli. Fu così che, con mia grande emozione, venni accettato in Poliversity.it e mi ci trasferii.

    Gli articoli che leggevo riguardo a Mastodon spiegavano che ci si dovesse costruire la propria timeline seguendo i giusti account. Quando gli account seguiti divennero tanti, costruii più timeline diverse organizzando gli account per argomento attraverso le liste. Nacquero così esattamente le liste che ogni tanto condivido con voi nei “Consigli di Follow”. Avevo già praticato la condivisione delle liste quando mi trovavo nel vecchio Twitter.

    §

    Fatta questa premessa, eccomi finalmente alla parte tossica del discorso.

    Essere presenti nel Fediverso non è solo costruirsi la propria timeline attraverso un'oculata scelta di chi si segue. O le proprie timeline attraverso la suddivisione in liste.

    Non è neanche pubblicare ogni tanto qualcosa per farsi sentire, nemmeno se quel qualcosa ci sta a cuore.

    Essere presenti è innanzitutto scegliere con cura l'istanza in cui ci si trova, affinché sia affine ai nostri interessi e dica così qualcosa di noi.

    In tanti perdono entusiasmo perché non condividono le scelte dei propri admin d'istanza. Cambiate istanza, sceglietene una che vi assomigli e che vi dia gli strumenti di cui avete bisogno.

    Cambiate istanza! È inutile restare in un'istanza basata sulla piattaforma Mastodon se si pubblicano prevalentemente fotografie, così com'è sciocco creare di continuo fastidiose catene di post (i thread) quando si può scegliere un'istanza che consenta post più lunghi.

    E, dopo aver scelto bene l'istanza, se abbiamo un'idea di che cosa ci piace diamoci da fare per crearlo: costruiamo noi il Fediverso così come ci piace!

    §

    Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: , e . E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

    Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

  • macfranc@poliversity.itM macfranc@poliversity.it ha condiviso questa discussione su
    macfranc@poliverso.orgM macfranc@poliverso.org ha condiviso questa discussione su
    informapirata@mastodon.unoI informapirata@mastodon.uno ha condiviso questa discussione su
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  • Riflessioni tossiche sul Fediverso.

    Quarta puntata.

    Oggi intendo fare un discorso un po' più complesso. Inizierò raccontando di come venni a conoscenza del Fediverso.

    Era il 2022.

    Il mio social preferito, Twitter, pretendeva di farmi partecipare al controllo della veridicità delle notizie lì pubblicate. Mi sembrava ridicolo che dovesse chiedere aiuto a me anziché provvedere a controllare attraverso i propri dipendenti. Con tutti i soldi che prendeva dagli sponsor...

    Uno dei fondatori se n'era andato. Annunciava di volere ricreare il social delle origini, diverso dall'attuale che si era troppo riempito di pubblicità e che si dimostrava poco attento ai gusti dei propri utenti. Tuttavia i mesi passavano, il nuovo social tardava a nascere, mentre Twitter continuava a peggiorare.

    Sempre più spesso leggevo di un altro nuovo social, il quale presentava però la complessità di essere suddiviso in tanti server diversi, che curiosamente si chiamano istanze. Dicevano che iscrivendosi a una qualsiasi istanza si sarebbe potuto poi comunicare con tutte le altre. Gli articoli parlavano talvolta di “Mastodon” e talvolta di “Fediverso”, non avevo ancora capito bene se si trattasse della stessa cosa.

    Dicevano che bisognasse scegliere bene a quale istanza iscriversi. Circolavano elenchi d'istanze, ognuna con le sue peculiarità: alcune molto politicizzate, altre generaliste, altre più tematiche.

    Cominciai a pensare d'iscrivermi, ma per farlo avrei dovuto innanzitutto scegliere un'istanza. In quelle generaliste preferivo non entrare perché ero deluso dal generalista Twitter. Quelle politicizzate mi sembravano troppo vincolanti. Per esclusione ne scelsi una fondata da un musicista e nata per fare cultura, scambiarsi impressioni sulle proprie attività del tempo libero, magari sulle proprie letture. Mi c'iscrissi e cominciai a pubblicare i link a ciò che leggevo, cioè articoli da cui capire che direzione stesse prendendo il mondo. Alcuni di essi parlavano di guerre. Dopo pochi giorni, un moderatore mi chiese di nasconderli dietro a un Content Warning per non disturbare chi parlava di videogiochi.

    Videogiochi?!?

    Guardai meglio la timeline locale, mi resi conto che in istanza si parlava soprattutto di quelli. Come avevo fatto a non accorgermi che il suo misterioso nome, **Livello Segreto", si riferiva ai *livelli dei videogiochi?

    Avevo sbagliato istanza. Per fortuna gli account si possono trasferire. Una sera decisi di trasferirmi in un'istanza per giornalisti. Feci la domanda d'iscrizione spiegando che, sebbene non fossi un giornalista, mi piaceva pubblicare link ad articoli. Fu così che, con mia grande emozione, venni accettato in Poliversity.it e mi ci trasferii.

    Gli articoli che leggevo riguardo a Mastodon spiegavano che ci si dovesse costruire la propria timeline seguendo i giusti account. Quando gli account seguiti divennero tanti, costruii più timeline diverse organizzando gli account per argomento attraverso le liste. Nacquero così esattamente le liste che ogni tanto condivido con voi nei “Consigli di Follow”. Avevo già praticato la condivisione delle liste quando mi trovavo nel vecchio Twitter.

    §

    Fatta questa premessa, eccomi finalmente alla parte tossica del discorso.

    Essere presenti nel Fediverso non è solo costruirsi la propria timeline attraverso un'oculata scelta di chi si segue. O le proprie timeline attraverso la suddivisione in liste.

    Non è neanche pubblicare ogni tanto qualcosa per farsi sentire, nemmeno se quel qualcosa ci sta a cuore.

    Essere presenti è innanzitutto scegliere con cura l'istanza in cui ci si trova, affinché sia affine ai nostri interessi e dica così qualcosa di noi.

    In tanti perdono entusiasmo perché non condividono le scelte dei propri admin d'istanza. Cambiate istanza, sceglietene una che vi assomigli e che vi dia gli strumenti di cui avete bisogno.

    Cambiate istanza! È inutile restare in un'istanza basata sulla piattaforma Mastodon se si pubblicano prevalentemente fotografie, così com'è sciocco creare di continuo fastidiose catene di post (i thread) quando si può scegliere un'istanza che consenta post più lunghi.

    E, dopo aver scelto bene l'istanza, se abbiamo un'idea di che cosa ci piace diamoci da fare per crearlo: costruiamo noi il Fediverso così come ci piace!

    §

    Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: , e . E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

    Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

    @Trames @fediverso Riflessione va bene, ma perché tossica?

  • Riflessioni tossiche sul Fediverso.

    Quarta puntata.

    Oggi intendo fare un discorso un po' più complesso. Inizierò raccontando di come venni a conoscenza del Fediverso.

    Era il 2022.

    Il mio social preferito, Twitter, pretendeva di farmi partecipare al controllo della veridicità delle notizie lì pubblicate. Mi sembrava ridicolo che dovesse chiedere aiuto a me anziché provvedere a controllare attraverso i propri dipendenti. Con tutti i soldi che prendeva dagli sponsor...

    Uno dei fondatori se n'era andato. Annunciava di volere ricreare il social delle origini, diverso dall'attuale che si era troppo riempito di pubblicità e che si dimostrava poco attento ai gusti dei propri utenti. Tuttavia i mesi passavano, il nuovo social tardava a nascere, mentre Twitter continuava a peggiorare.

    Sempre più spesso leggevo di un altro nuovo social, il quale presentava però la complessità di essere suddiviso in tanti server diversi, che curiosamente si chiamano istanze. Dicevano che iscrivendosi a una qualsiasi istanza si sarebbe potuto poi comunicare con tutte le altre. Gli articoli parlavano talvolta di “Mastodon” e talvolta di “Fediverso”, non avevo ancora capito bene se si trattasse della stessa cosa.

    Dicevano che bisognasse scegliere bene a quale istanza iscriversi. Circolavano elenchi d'istanze, ognuna con le sue peculiarità: alcune molto politicizzate, altre generaliste, altre più tematiche.

    Cominciai a pensare d'iscrivermi, ma per farlo avrei dovuto innanzitutto scegliere un'istanza. In quelle generaliste preferivo non entrare perché ero deluso dal generalista Twitter. Quelle politicizzate mi sembravano troppo vincolanti. Per esclusione ne scelsi una fondata da un musicista e nata per fare cultura, scambiarsi impressioni sulle proprie attività del tempo libero, magari sulle proprie letture. Mi c'iscrissi e cominciai a pubblicare i link a ciò che leggevo, cioè articoli da cui capire che direzione stesse prendendo il mondo. Alcuni di essi parlavano di guerre. Dopo pochi giorni, un moderatore mi chiese di nasconderli dietro a un Content Warning per non disturbare chi parlava di videogiochi.

    Videogiochi?!?

    Guardai meglio la timeline locale, mi resi conto che in istanza si parlava soprattutto di quelli. Come avevo fatto a non accorgermi che il suo misterioso nome, **Livello Segreto", si riferiva ai *livelli dei videogiochi?

    Avevo sbagliato istanza. Per fortuna gli account si possono trasferire. Una sera decisi di trasferirmi in un'istanza per giornalisti. Feci la domanda d'iscrizione spiegando che, sebbene non fossi un giornalista, mi piaceva pubblicare link ad articoli. Fu così che, con mia grande emozione, venni accettato in Poliversity.it e mi ci trasferii.

    Gli articoli che leggevo riguardo a Mastodon spiegavano che ci si dovesse costruire la propria timeline seguendo i giusti account. Quando gli account seguiti divennero tanti, costruii più timeline diverse organizzando gli account per argomento attraverso le liste. Nacquero così esattamente le liste che ogni tanto condivido con voi nei “Consigli di Follow”. Avevo già praticato la condivisione delle liste quando mi trovavo nel vecchio Twitter.

    §

    Fatta questa premessa, eccomi finalmente alla parte tossica del discorso.

    Essere presenti nel Fediverso non è solo costruirsi la propria timeline attraverso un'oculata scelta di chi si segue. O le proprie timeline attraverso la suddivisione in liste.

    Non è neanche pubblicare ogni tanto qualcosa per farsi sentire, nemmeno se quel qualcosa ci sta a cuore.

    Essere presenti è innanzitutto scegliere con cura l'istanza in cui ci si trova, affinché sia affine ai nostri interessi e dica così qualcosa di noi.

    In tanti perdono entusiasmo perché non condividono le scelte dei propri admin d'istanza. Cambiate istanza, sceglietene una che vi assomigli e che vi dia gli strumenti di cui avete bisogno.

    Cambiate istanza! È inutile restare in un'istanza basata sulla piattaforma Mastodon se si pubblicano prevalentemente fotografie, così com'è sciocco creare di continuo fastidiose catene di post (i thread) quando si può scegliere un'istanza che consenta post più lunghi.

    E, dopo aver scelto bene l'istanza, se abbiamo un'idea di che cosa ci piace diamoci da fare per crearlo: costruiamo noi il Fediverso così come ci piace!

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    Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: , e . E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

    Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

    @Trames @fediverso Bel post e va bene il discorso finale sul selezionare l'istanza più adatta alle proprie esigenze. Ma il bello del fediverso, come di tutte le cose indipendenti, è che ognuno può usarlo come vuole, che sia fare threads infiniti o catalogare per hashtags ogni pensiero. Siamo liberi dalla tirannia delle scelte commerciali e algoritmiche. Per quanto mi riguarda twitter ha cominciato a fare schifo già dal 2011.

  • @Trames @fediverso Riflessione va bene, ma perché tossica?

    @gisgeek Tu mi provochi: come ho scritto qui, «da alcuni mesi sono stato bannato da una community a causa di fantomatici "commenti tossici". Per mesi non mi sono accorto del ban perché quella community proprio non la citavo mai, né la seguivo. Sono passati sei lunghi mesi prima che qualcuno mi soprendesse chiedendomi per quale diavolo di motivo pesasse sulla mia testa un ban».
    Da allora scherzo spesso sull'ipersensibilità di quel moderatore al quale tutto sembra tossico.

  • @gisgeek Tu mi provochi: come ho scritto qui, «da alcuni mesi sono stato bannato da una community a causa di fantomatici "commenti tossici". Per mesi non mi sono accorto del ban perché quella community proprio non la citavo mai, né la seguivo. Sono passati sei lunghi mesi prima che qualcuno mi soprendesse chiedendomi per quale diavolo di motivo pesasse sulla mia testa un ban».
    Da allora scherzo spesso sull'ipersensibilità di quel moderatore al quale tutto sembra tossico.

    @Trames Grazie del chiarimento, quindi sei un tipo velenoso, ci sta 😎

  • @Trames Grazie del chiarimento, quindi sei un tipo velenoso, ci sta 😎

    @gisgeek Mi faccio paura da solo. 🤭

  • Riflessioni tossiche sul Fediverso.

    Quarta puntata.

    Oggi intendo fare un discorso un po' più complesso. Inizierò raccontando di come venni a conoscenza del Fediverso.

    Era il 2022.

    Il mio social preferito, Twitter, pretendeva di farmi partecipare al controllo della veridicità delle notizie lì pubblicate. Mi sembrava ridicolo che dovesse chiedere aiuto a me anziché provvedere a controllare attraverso i propri dipendenti. Con tutti i soldi che prendeva dagli sponsor...

    Uno dei fondatori se n'era andato. Annunciava di volere ricreare il social delle origini, diverso dall'attuale che si era troppo riempito di pubblicità e che si dimostrava poco attento ai gusti dei propri utenti. Tuttavia i mesi passavano, il nuovo social tardava a nascere, mentre Twitter continuava a peggiorare.

    Sempre più spesso leggevo di un altro nuovo social, il quale presentava però la complessità di essere suddiviso in tanti server diversi, che curiosamente si chiamano istanze. Dicevano che iscrivendosi a una qualsiasi istanza si sarebbe potuto poi comunicare con tutte le altre. Gli articoli parlavano talvolta di “Mastodon” e talvolta di “Fediverso”, non avevo ancora capito bene se si trattasse della stessa cosa.

    Dicevano che bisognasse scegliere bene a quale istanza iscriversi. Circolavano elenchi d'istanze, ognuna con le sue peculiarità: alcune molto politicizzate, altre generaliste, altre più tematiche.

    Cominciai a pensare d'iscrivermi, ma per farlo avrei dovuto innanzitutto scegliere un'istanza. In quelle generaliste preferivo non entrare perché ero deluso dal generalista Twitter. Quelle politicizzate mi sembravano troppo vincolanti. Per esclusione ne scelsi una fondata da un musicista e nata per fare cultura, scambiarsi impressioni sulle proprie attività del tempo libero, magari sulle proprie letture. Mi c'iscrissi e cominciai a pubblicare i link a ciò che leggevo, cioè articoli da cui capire che direzione stesse prendendo il mondo. Alcuni di essi parlavano di guerre. Dopo pochi giorni, un moderatore mi chiese di nasconderli dietro a un Content Warning per non disturbare chi parlava di videogiochi.

    Videogiochi?!?

    Guardai meglio la timeline locale, mi resi conto che in istanza si parlava soprattutto di quelli. Come avevo fatto a non accorgermi che il suo misterioso nome, **Livello Segreto", si riferiva ai *livelli dei videogiochi?

    Avevo sbagliato istanza. Per fortuna gli account si possono trasferire. Una sera decisi di trasferirmi in un'istanza per giornalisti. Feci la domanda d'iscrizione spiegando che, sebbene non fossi un giornalista, mi piaceva pubblicare link ad articoli. Fu così che, con mia grande emozione, venni accettato in Poliversity.it e mi ci trasferii.

    Gli articoli che leggevo riguardo a Mastodon spiegavano che ci si dovesse costruire la propria timeline seguendo i giusti account. Quando gli account seguiti divennero tanti, costruii più timeline diverse organizzando gli account per argomento attraverso le liste. Nacquero così esattamente le liste che ogni tanto condivido con voi nei “Consigli di Follow”. Avevo già praticato la condivisione delle liste quando mi trovavo nel vecchio Twitter.

    §

    Fatta questa premessa, eccomi finalmente alla parte tossica del discorso.

    Essere presenti nel Fediverso non è solo costruirsi la propria timeline attraverso un'oculata scelta di chi si segue. O le proprie timeline attraverso la suddivisione in liste.

    Non è neanche pubblicare ogni tanto qualcosa per farsi sentire, nemmeno se quel qualcosa ci sta a cuore.

    Essere presenti è innanzitutto scegliere con cura l'istanza in cui ci si trova, affinché sia affine ai nostri interessi e dica così qualcosa di noi.

    In tanti perdono entusiasmo perché non condividono le scelte dei propri admin d'istanza. Cambiate istanza, sceglietene una che vi assomigli e che vi dia gli strumenti di cui avete bisogno.

    Cambiate istanza! È inutile restare in un'istanza basata sulla piattaforma Mastodon se si pubblicano prevalentemente fotografie, così com'è sciocco creare di continuo fastidiose catene di post (i thread) quando si può scegliere un'istanza che consenta post più lunghi.

    E, dopo aver scelto bene l'istanza, se abbiamo un'idea di che cosa ci piace diamoci da fare per crearlo: costruiamo noi il Fediverso così come ci piace!

    §

    Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: , e . E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

    Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

    @Trames @fediverso
    Twitter che chiede a TE di verificare le notizie è come Gmail che chiede ai suoi utenti di segnalare i link malevoli su una pagina dedicata... salvo che il phishing sta su macchine google e google NON fa nulla per bloccare quegli account e pagine.
    Alla fine ho smesso di segnalarli. Non vedo perché fare il lavoro per loro. Tanto neppure agiscono.

  • prealpinux@mastodon.unoP prealpinux@mastodon.uno ha condiviso questa discussione su
  • Riflessioni tossiche sul Fediverso.

    Quarta puntata.

    Oggi intendo fare un discorso un po' più complesso. Inizierò raccontando di come venni a conoscenza del Fediverso.

    Era il 2022.

    Il mio social preferito, Twitter, pretendeva di farmi partecipare al controllo della veridicità delle notizie lì pubblicate. Mi sembrava ridicolo che dovesse chiedere aiuto a me anziché provvedere a controllare attraverso i propri dipendenti. Con tutti i soldi che prendeva dagli sponsor...

    Uno dei fondatori se n'era andato. Annunciava di volere ricreare il social delle origini, diverso dall'attuale che si era troppo riempito di pubblicità e che si dimostrava poco attento ai gusti dei propri utenti. Tuttavia i mesi passavano, il nuovo social tardava a nascere, mentre Twitter continuava a peggiorare.

    Sempre più spesso leggevo di un altro nuovo social, il quale presentava però la complessità di essere suddiviso in tanti server diversi, che curiosamente si chiamano istanze. Dicevano che iscrivendosi a una qualsiasi istanza si sarebbe potuto poi comunicare con tutte le altre. Gli articoli parlavano talvolta di “Mastodon” e talvolta di “Fediverso”, non avevo ancora capito bene se si trattasse della stessa cosa.

    Dicevano che bisognasse scegliere bene a quale istanza iscriversi. Circolavano elenchi d'istanze, ognuna con le sue peculiarità: alcune molto politicizzate, altre generaliste, altre più tematiche.

    Cominciai a pensare d'iscrivermi, ma per farlo avrei dovuto innanzitutto scegliere un'istanza. In quelle generaliste preferivo non entrare perché ero deluso dal generalista Twitter. Quelle politicizzate mi sembravano troppo vincolanti. Per esclusione ne scelsi una fondata da un musicista e nata per fare cultura, scambiarsi impressioni sulle proprie attività del tempo libero, magari sulle proprie letture. Mi c'iscrissi e cominciai a pubblicare i link a ciò che leggevo, cioè articoli da cui capire che direzione stesse prendendo il mondo. Alcuni di essi parlavano di guerre. Dopo pochi giorni, un moderatore mi chiese di nasconderli dietro a un Content Warning per non disturbare chi parlava di videogiochi.

    Videogiochi?!?

    Guardai meglio la timeline locale, mi resi conto che in istanza si parlava soprattutto di quelli. Come avevo fatto a non accorgermi che il suo misterioso nome, **Livello Segreto", si riferiva ai *livelli dei videogiochi?

    Avevo sbagliato istanza. Per fortuna gli account si possono trasferire. Una sera decisi di trasferirmi in un'istanza per giornalisti. Feci la domanda d'iscrizione spiegando che, sebbene non fossi un giornalista, mi piaceva pubblicare link ad articoli. Fu così che, con mia grande emozione, venni accettato in Poliversity.it e mi ci trasferii.

    Gli articoli che leggevo riguardo a Mastodon spiegavano che ci si dovesse costruire la propria timeline seguendo i giusti account. Quando gli account seguiti divennero tanti, costruii più timeline diverse organizzando gli account per argomento attraverso le liste. Nacquero così esattamente le liste che ogni tanto condivido con voi nei “Consigli di Follow”. Avevo già praticato la condivisione delle liste quando mi trovavo nel vecchio Twitter.

    §

    Fatta questa premessa, eccomi finalmente alla parte tossica del discorso.

    Essere presenti nel Fediverso non è solo costruirsi la propria timeline attraverso un'oculata scelta di chi si segue. O le proprie timeline attraverso la suddivisione in liste.

    Non è neanche pubblicare ogni tanto qualcosa per farsi sentire, nemmeno se quel qualcosa ci sta a cuore.

    Essere presenti è innanzitutto scegliere con cura l'istanza in cui ci si trova, affinché sia affine ai nostri interessi e dica così qualcosa di noi.

    In tanti perdono entusiasmo perché non condividono le scelte dei propri admin d'istanza. Cambiate istanza, sceglietene una che vi assomigli e che vi dia gli strumenti di cui avete bisogno.

    Cambiate istanza! È inutile restare in un'istanza basata sulla piattaforma Mastodon se si pubblicano prevalentemente fotografie, così com'è sciocco creare di continuo fastidiose catene di post (i thread) quando si può scegliere un'istanza che consenta post più lunghi.

    E, dopo aver scelto bene l'istanza, se abbiamo un'idea di che cosa ci piace diamoci da fare per crearlo: costruiamo noi il Fediverso così come ci piace!

    §

    Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: , e . E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

    Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

    @Trames @fediverso sono iscritto da qualche anno su mastodon, ma soffro dell'impossibilità di postare messaggi un po' più lunghi (sono abituato da facebook, social dal quale vorrei sempre più staccarmi). E' possibile esportare il proprio profilo mastodon su poliversity?

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    jerrymassloii@mastodon.unoJ
    @macfranc @iftas @Mastodon @amministratore @gubi @ed @admin@mastodon.bida.im @janitor @admin@puntarella.party @paolo @victorvandort @Sampei @emmecola @snow @michele @amministratore@varese.social @fediverso da un altro punto di vista è una buona notiziavuol dire che c'è interesse per la piattaformacerto non virtuoso ma c'èora la piattaforma deve sfruttare ogni occasione per testare e potenziare le proprie difeseimho
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    otttoz@mastodon.unoO
    @fedimedia @fediverso prelevare contanti e tenerli in casa a disposizione per precauzione di conti correnti bloccati a pazzo
  • Perché non farò più parte dell'associazione Fedimedia

    Che succede nel Fediverso?
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    maramau@x.continuity.spaceM
    @Filippodb @informapirata 3/3Io non sono nessuno, ma il fatto che cadiamo nella trappola dei veri tech bro che noi combattiamo proprio anche grazie al fediverso che VOI stessi gestite mi sembra una assurditàC'è modo di 8incontrarsi di persona? Sono certo che questo sia l'unico modo serio per attraversare il fiume
  • La nuova infrastruttura di #Peacelink.

    Che succede nel Fediverso? peacelink
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    macfranc@fedisky.itM
    @fediverso@feddit.it @karlos@mindly.socialYes, fedisky.it is a duplex server based on the WAFRN software, which is an Activitypub server on one side and a PSD node on the other. Fedisky.it is reserved for an Italian audience, but if you're interested in trying an English-speaking server, you can find one at this link: https://join.wafrn.net/
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    elettrona@poliversity.itE
    @Trames @snow Io ribadisco l'essenzialità di tenere fuori da istanze di terzi, antiscienza, bibbia usata per spiegare natura e umanità, estremisti di destra e di sinistra tipo "poliziotto morto non spara / uomo morto non stupra", "il vaccino / l'aborto ... è omicidio", "matrimonio gay è come la bomba atomica / se si sposano i gay si può sposare anche il cane" ecc - quella è roba che puoi dire nel modo più gentile e garbato del mondo, ma manchi di rispetto a intere comunità già parlando. Non è questione di mancata libertà ma del fatto che se uno sostiene l'antiscienza e ne è così convinto dovrebbe quantomeno dimostrarlo (col metodo scientifico) e se non ne è capace, almeno pagarsi un selfhost con un'istanza autonoma e crearsi il proprio spazio con le proprie responsabilità. Troppo comodo chiedere a poliversity, tizio, caio, sempronio, di ospitarti quando neanche il mondo scientifico ti riconosce. Non puoi pretendere credibilità da gruppi di volontari. E neanche ritenerti il nuovo Galileo / Giordano Bruno.
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    elettrona@poliversity.itE
    @macfranc @Trames @prealpinux @kenobit @trames@fedisky.it @fediverso potrebbe presentarsi insieme a Andrej Koimasky Neibosky
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    18 Post
    34 Visualizzazioni
    elettrona@poliversity.itE
    @bensar @Trames @snow @fediverso per chi vede, è una fregatura enorme: si pensa che basti "un piccolo bot" a essere a posto, e spesso e volentieri anche da parte di chi non vede, c'è una sorta di abilismo interiorizzato che dice "stai un passo indietro, accontentati di quello che c'è" -sottotitolo "è anche troppo"- e quindi si cammina in mezzo alla spazzatura considerandola normale. Perché di solito chi vede l'immagine non si sofferma sulla descrizione, dà per scontata una serie di informazioni (e non per colpa sua) lo dico perché succede anche a me con l'audio difatti ho smesso di caricare audio in giro per l'internet, e mando vocali solo se proprio tocca

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