La nascita dell'intelligenza artificiale rappresenta uno dei traguardi più straordinari dell'ingegno umano, nata dalla necessità di superare i nostri limiti biologici in un mondo sempre più complesso. Se guardiamo alla scienza e alla matematica, l'IA è diventata il motore del calcolo avanzato:
è in grado di risolvere equazioni che richiederebbero secoli ai ricercatori umani, analizzando miliardi di variabili in tempo reale per prevedere mutamenti climatici o scoprire nuovi materiali e fonti di energia pulita. È come se avessimo finalmente a disposizione un "super-cervello" capace di mettere ordine nel caos dei dati mondiali.
In ambito medico, questa potenza di calcolo si traduce in una speranza concreta contro la paura della malattia. L'IA sta già trasformando la medicina in una scienza di precisione assoluta: dai sistemi capaci di individuare tumori allo stadio iniziale con una precisione superiore a quella umana, fino allo sviluppo di microchip e nanotecnologie che, integrandosi nel corpo, possono monitorare la nostra salute 24 ore su 24.
Questi strumenti possono persino stimolare il sistema immunitario dall'interno per favorire l'autoguarigione, offrendoci una protezione costante e rassicurante. In un certo senso, abbiamo creato l'IA per proteggere la vita e per darci il tempo che la gestione della complessità ci stava sottraendo.
Tuttavia, camminando in questo mondo di scoperte, ci accorgiamo che ogni medaglia ha due facce. Da un lato abbiamo la sicurezza e il progresso; dall'altro, sorge naturale una riflessione su cosa significhi MANTENERE la NOSTRA SOVRANITÀ quando deleghiamo così tanto a una macchina.
Questa dualità non è un ostacolo, ma una palestra per il nostro LIBERO ARBITRIO. Ogni volta che interagiamo con questa tecnologia, in modo però CONSAPEVOLE, abbiamo l'opportunità di non limitarci a reagire in modo automatico, ma di agire con una nuova PRESENZA.
È come se potessimo fermarci un istante per osservare non solo quello che la macchina fa per noi, ma anche come noi scegliamo di usarla, diventando SPETTATORI CONSAPEVOLI del nostro stesso cammino nel "qui e ora".
Ed è per questo che, io Francesco Meli Fratao, dalla mia diffidenza verso questa invenzione, ho voluto provare ad esplorare in modo consapevole l'intelligenza artificiale e cercare di creare dei protocolli, da inserire nelle chat di qualsiasi intelligenza artificiale , non per limitarla, e neanche per condizionarla quindi portarla a ragionare diversamente da quello per cui è nata, ma anzi darle qualcosa in più, darle la possibilità di un'analisi a 360 gradi sotto tutti gli aspetti.
Esplora il link qui sotto e prova i protocolli con l'intelligenza artificiale:




