Io lo so che non bisognerebbe incitare all'odio, peró cosa ne dite se mettiamo al rogo la gente che fa post come questi?
Voi aziende di merda dovete lasciare stare il cliente, non dovreste neanche inviarle le mail.
"Prometti tensione, non solo vantaggio.
Sposta il focus sull'azione, non sul numero."
Una roba del genere io la chiamo TRUFFA. Siccome nel 2026 non possono truffare con prodotti contraffatti, prendono di mira la psiche delle persone.
Omar Bragantini Marketer on Instagram: "C’è una cosa che l’80% dei brand sbaglia ancora nel 2025. Non è la promo. Non è il timing. È l’oggetto dell’email. Sì, quella riga da meno di 45 caratteri che decide se vivrai nel cassetto delle offerte o nella gloria del click. E sai cosa fa la maggior parte? “Black Friday imperdibile! “ “Offerta esclusiva! Sconto shock!” Tradotto: “Ciao, sono un brand anonimo, disperato, e sto cercando di attirare la tua attenzione con parole vuote che hai già letto 700 volte questa settimana.” Ora, se ti stai chiedendo perché nessuno apre le tue mail, non serve un dottorato in neuroscienze. Serve un minimo di buon senso comunicativo. Vediamola così: Scrivere l’oggetto di un’email nel 2025 è come provarci su Tinder: se nel primo sguardo non c’è niente di autentico, il pollice va a sinistra. E non torna indietro. Ecco allora qualche regola da tatuarsi sul polso (o almeno appuntarsi nel Notion): 1. Conversa, non annunciare. Ogni volta che scrivi un oggetto, chiediti: “Potrebbe essere una frase detta al bar?” Se suona come lo spot di MediaWorld, cestino immediato. 2. I superlativi uccidono la curiosità. “Unico”, “fantastico”, “incredibile” sono il Valium del copy. Piuttosto scrivi: “Il motivo per cui NON comprare oggi è una buona idea.” 3. Prometti tensione, non solo vantaggio. “Sconto del 30%” è passivo. “Come spendere meno mentre compri di più” è un invito attivo. Sposta il focus sull’azione, non sul numeretto. 👉 continua nel carosello @omarbragantini"
88 likes, 4 comments - omarbragantini on October 28, 2025: "C’è una cosa che l’80% dei brand sbaglia ancora nel 2025. Non è la promo. Non è il timing. È l’oggetto dell’email. Sì, quella riga da meno di 45 caratteri che decide se vivrai nel cassetto delle offerte o nella gloria del click. E sai cosa fa la maggior parte? “Black Friday imperdibile! “ “Offerta esclusiva! Sconto shock!” Tradotto: “Ciao, sono un brand anonimo, disperato, e sto cercando di attirare la tua attenzione con parole vuote che hai già letto 700 volte questa settimana.” Ora, se ti stai chiedendo perché nessuno apre le tue mail, non serve un dottorato in neuroscienze. Serve un minimo di buon senso comunicativo. Vediamola così: Scrivere l’oggetto di un’email nel 2025 è come provarci su Tinder: se nel primo sguardo non c’è niente di autentico, il pollice va a sinistra. E non torna indietro. Ecco allora qualche regola da tatuarsi sul polso (o almeno appuntarsi nel Notion): 1. Conversa, non annunciare. Ogni volta che scrivi un oggetto, chiediti: “Potrebbe essere una frase detta al bar?” Se suona come lo spot di MediaWorld, cestino immediato. 2. I superlativi uccidono la curiosità. “Unico”, “fantastico”, “incredibile” sono il Valium del copy. Piuttosto scrivi: “Il motivo per cui NON comprare oggi è una buona idea.” 3. Prometti tensione, non solo vantaggio. “Sconto del 30%” è passivo. “Come spendere meno mentre compri di più” è un invito attivo. Sposta il focus sull’azione, non sul numeretto. 👉 continua nel carosello @omarbragantini".
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