C’è stato un momento, nel 2025, in cui il panorama delle API di ricerca sul web si è ristretto in modo drastico. Microsoft ha chiuso le API pubbliche di Bing ad agosto, e pochi mesi dopo Google ha fatto causa a SerpApi, mandando un segnale chiaro a chiunque costruisse servizi basati sullo scraping dei suoi risultati. Due colpi che hanno lasciato un vuoto enorme.
A riempirlo, almeno per ora, c’è Brave Search. Come riporta il blog dell’azienda, il suo indice indipendente da 40 miliardi di pagine è oggi l’unica fonte di dati di ricerca commercialmente disponibile che non dipenda da Google o Bing. Una posizione che ha portato a una crescita esponenziale: la maggior parte dei principali modelli linguistici di grandi dimensioni si appoggia alle API di Brave per fornire risposte basate su dati aggiornati dal web, e per alcuni di essi è l’unica fonte.
Nuove API pensate per l’intelligenza artificiale
L’azienda non si è limitata a godere della situazione favorevole. Tra le novità più rilevanti c’è la LLM Context API, progettata specificamente per fornire ai modelli di IA contesto pertinente da fonti web verificabili. Brave sostiene che questa API alimenta già internamente “Ask Brave”, il suo servizio di risposte basato su intelligenza artificiale che gestisce circa 22 milioni di risposte al giorno. Secondo test interni, modelli open source meno potenti riescono a competere con (e a volte superare) modelli di punta come ChatGPT e Perplexity quando hanno accesso a dati di contesto di qualità migliore.
I nuovi piani tariffari sono stati semplificati: il piano “Search” include ricerca web, immagini, notizie, video e la nuova LLM Context API a 5 dollari per mille richieste. Il piano “Answers” aggiunge risposte elaborate e costa 4 dollari per mille ricerche più 5 dollari per milione di token.
Il tema della privacy
Un aspetto che distingue Brave dai concorrenti è la politica di conservazione dei dati. A differenza dei servizi di scraping che inoltrano le query a Google o Bing (esponendo di fatto i dati degli utenti ai sistemi di tracciamento di queste aziende), Brave offre ai clienti enterprise l’opzione “Zero Data Retention”: nessuna query viene conservata. Per chi sviluppa applicazioni in ambiti regolamentati è un vantaggio non da poco.



