<b>Vuoi radicare una metafora? Elimina le virgolette</b>
Nella storia dell'IA, il <u>passaggio dal linguaggio metaforico a quello letterale</u> è stato una mossa deliberata che l'ha consacrata come una scienza.
Le origini dell'IA rivelano come la traiettoria linguistica delle prime ricerche rifletta il tentativo del campo di ottenere legittimità sfruttando la naturalizzazione della metafora della "<i>mente come computer</i>".
All'inizio degli anni '50, pionieri come Minsky e McCarthy erano molto cauti, usavano mettere tra virgolette termini come 'memoria', 'apprendimento' e 'intelligenza'. Le virgolette segnalavano che il computer si comportava come se possedesse questi tratti umani. La macchina era vista come una metafora della mente.
Man mano che il settore ha ricevto sostegno istituzionale e finanziamenti sostanziali, le virgolette sono scomparse: un cambiamento notevole nel modo in cui questi termini iniziavano ad essere intesi e utilizzati.
Trattando questi termini alla lettera, la metafora della 'mente come computer' è stata naturalizzata e la <b>differenza ontologica</b> tra computazione e cognizione si è sfumata fino a scomparire del tutto.
Eliminando le citazioni, si è passati dal vedere i computer come se fossero intelligenti a sostenere la presenza di una effettiva intelligenza nella macchina. Da quel momento l'IA è stata considerata una scienza capace di svelare le leggi universali del pensiero. La mente umana è così diventata una macchina universale, programmabile e conoscibile.
La <b>letteralizzazione</b> ha fornito il 'pedigree scientifico' utile a un'agenda politica ed economica che continua a formattare il fenomeno ancora oggi. Presentando l'IA come una scoperta dei meccanismi naturali della mente, i dati che consuma possono essere visti come una risorsa naturale piuttosto che come un prodotto della cultura umana.
Questa strategia retorica, che Penn nell'articolo definisce <b>animo nullius</b> (mente di nessuno), rispecchia la dottrina legale storica della <b>terra nullius</b> (terra di nessuno), che giustificava la confisca dei territori indigeni considerati come privi di proprietario. In modo simile, questa strategia ha permesso di considerare la conoscenza umana come una frontiera digitale vuota, destinata allo sfruttamento.
La letteralizzazione della 'mente-come-computer' ha un duplice scopo: stabilisce una regola di utilizzo e legittima l'appropriazione privata della conoscenza pubblica come passo naturale nel progresso scientifico.
Il linguaggio, i concetti e i loro usi non sono mai neutrali. Riflettono e rimandano ai vari campi della loro costituzione, della validità in cui si sono sviluppati e maturati (Michel Foucault). Le narrative che usiamo per descrivere i fenomeni non sono innocue, arrivano nel sociale come pratiche performative.
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Animo nullius: on AI's origin story and a data colonial doctrine of discovery | BJHS Themes | Cambridge Core
Animo nullius: on AI's origin story and a data colonial doctrine of discovery - Volume 8
Cambridge Core (www.cambridge.org)



