La regressione da "Cittadino" a "Suddito"la stabilità come patrimonio privato della maggioranza, donato al Paese con un atto di magnanimità.
-
La regressione da "Cittadino" a "Suddito"
la stabilità come patrimonio privato della maggioranza, donato al Paese con un atto di magnanimità.Quando la Premier Giorgia Meloni dichiara a Bari che "la stabilità è il primo regalo all'Italia", la sovrapposizione tra la definizione di "dono" e quella di "funzione pubblica" fa emergere un cortocircuito concettuale.
L'uso del verbo "regalare" riferendosi a un risultato dell'azione pubblica, non è una metafora ingenua, ma una precisa e problematica idea di potere che si articola su tre livelli:La regressione da "Cittadino" a "Suddito"
Chi fa un regalo si trova in una posizione di superiorità o generosità auto-attribuita. Chi riceve il regalo si ritrova in una posizione di subalternità, passività e gratitudine. Questo atteggiamento trasforma il cittadino (titolare di diritti) in un suddito o in un beneficiario (ricevitore di concessioni calate dall'alto). Al contrario in democrazia, il rapporto tra cittadini e governanti è regolato da diritti, doveri e contratti sociali.La privatizzazione della sfera pubblica.
Il dono, per definizione, richiede che il donante sia il legittimo proprietario del bene che cede. Usando "regalare", il leader politico compie un'operazione retorica in cui identifica lo Stato con se stesso o con la propria maggioranza. È l'idea che la stabilità, le risorse o le leggi non siano un prodotto impersonale delle istituzioni e della Costituzione, ma una proprietà privata del leader che viene generosamente "concessa" alla nazione.La logica del "Paternalismo Politico"
Questo linguaggio evoca la figura del pater familias o del monarca illuminato che "sa cosa è bene per i suoi figli" e li ricompensa per la loro fiducia. È una visione in cui il potere politico non è un mandato a termine per amministrare la cosa pubblica in modo trasparente, ma un'autorità carismatica che distribuisce benefici per dimostrare la propria benevolenza e, implicitamente, per legare a sé gli elettori attraverso il vincolo morale della riconoscenza.
In ultima analisi, l'uso di "regalare" svela l'archetipo del potere assoluto, dove l'atto di governo viene confuso con l'atto di liberalità, e la responsabilità istituzionale viene mascherata da magnanimità personale.
Ma non si tratta di un lapsus linguistico, ma di una vera e propria dichiarazione di principio, l'espressione di una precisa cultura politica.
Questa convinzione si poggia su un'idea di potere radicalmente diversa da quella della democrazia liberale classica, e rivela due aspetti fondamentali.- Il Governo come "Proprietario" e non come "Amministratore"
- Lo Stato inteso come "Corte" attorno all'Esecutivo
C'è l'idea che la stabilità sia un patrimonio privato della maggioranza, e che decidere di metterlo a disposizione del Paese sia un atto di magnanimità.
#meloni #citradiniosudditi #meloniregalastabilità #stabilità
-
La regressione da "Cittadino" a "Suddito"
la stabilità come patrimonio privato della maggioranza, donato al Paese con un atto di magnanimità.Quando la Premier Giorgia Meloni dichiara a Bari che "la stabilità è il primo regalo all'Italia", la sovrapposizione tra la definizione di "dono" e quella di "funzione pubblica" fa emergere un cortocircuito concettuale.
L'uso del verbo "regalare" riferendosi a un risultato dell'azione pubblica, non è una metafora ingenua, ma una precisa e problematica idea di potere che si articola su tre livelli:La regressione da "Cittadino" a "Suddito"
Chi fa un regalo si trova in una posizione di superiorità o generosità auto-attribuita. Chi riceve il regalo si ritrova in una posizione di subalternità, passività e gratitudine. Questo atteggiamento trasforma il cittadino (titolare di diritti) in un suddito o in un beneficiario (ricevitore di concessioni calate dall'alto). Al contrario in democrazia, il rapporto tra cittadini e governanti è regolato da diritti, doveri e contratti sociali.La privatizzazione della sfera pubblica.
Il dono, per definizione, richiede che il donante sia il legittimo proprietario del bene che cede. Usando "regalare", il leader politico compie un'operazione retorica in cui identifica lo Stato con se stesso o con la propria maggioranza. È l'idea che la stabilità, le risorse o le leggi non siano un prodotto impersonale delle istituzioni e della Costituzione, ma una proprietà privata del leader che viene generosamente "concessa" alla nazione.La logica del "Paternalismo Politico"
Questo linguaggio evoca la figura del pater familias o del monarca illuminato che "sa cosa è bene per i suoi figli" e li ricompensa per la loro fiducia. È una visione in cui il potere politico non è un mandato a termine per amministrare la cosa pubblica in modo trasparente, ma un'autorità carismatica che distribuisce benefici per dimostrare la propria benevolenza e, implicitamente, per legare a sé gli elettori attraverso il vincolo morale della riconoscenza.
In ultima analisi, l'uso di "regalare" svela l'archetipo del potere assoluto, dove l'atto di governo viene confuso con l'atto di liberalità, e la responsabilità istituzionale viene mascherata da magnanimità personale.
Ma non si tratta di un lapsus linguistico, ma di una vera e propria dichiarazione di principio, l'espressione di una precisa cultura politica.
Questa convinzione si poggia su un'idea di potere radicalmente diversa da quella della democrazia liberale classica, e rivela due aspetti fondamentali.- Il Governo come "Proprietario" e non come "Amministratore"
- Lo Stato inteso come "Corte" attorno all'Esecutivo
C'è l'idea che la stabilità sia un patrimonio privato della maggioranza, e che decidere di metterlo a disposizione del Paese sia un atto di magnanimità.
#meloni #citradiniosudditi #meloniregalastabilità #stabilità
@emama @politica ma non riguarda soltanto la Meloni perché è da 30anni un modello comune anche alla sinistra, che ci ha imposto nel 1992 le privatizzazioni di D'Alema, nel 1997 il lavoro precario con il pacchetto Treu del governo Prodi I e nel 2011 l'austerità del governo Monti e Fornero. Nelle analisi politiche bisogna essere oggettivi
-
@emama @politica ma non riguarda soltanto la Meloni perché è da 30anni un modello comune anche alla sinistra, che ci ha imposto nel 1992 le privatizzazioni di D'Alema, nel 1997 il lavoro precario con il pacchetto Treu del governo Prodi I e nel 2011 l'austerità del governo Monti e Fornero. Nelle analisi politiche bisogna essere oggettivi
-
-
-
@Tiberio @politica
Comunque per essere precisiNegli ultimi 20 anni, il centrosinistra ha governato complessivamente per circa 8 anni e mezzo (per l'esattezza 3.109 giorni), distribuiti tra i cinque esecutivi indicati.
Il dettaglio della durata dei singoli esecutivi evidenzia la ripartizione temporale del loro mandato:
Governo Renzi: 2 anni e quasi 10 mesi (1.024 giorni)
Governo Prodi II: 1 anno e quasi 12 mesi (722 giorni)
Governo Gentiloni: 1 anno e 5 mesi (536 giorni)
Governo Conte II: 1 anno e 5 mesi (527 giorni)
Governo Letta: circa 10 mesi (300 giorni)Il restante tempo del ventennio è stato coperto da coalizioni di centrodestra o da governi tecnici/di unità nazionale
Allargando lo sguardo agli ultimi 30 anni (dal 1996 a oggi, 2026), i governi a guida o a trazione di centrosinistra in Italia non sono più cinque, ma diventano nove.
A cavallo tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei duemila, si aggiunge infatti l'intera stagione dell'Ulivo.
Ecco l'elenco completo di tutti i governi di centrosinistra negli ultimi 30 anni, in ordine cronologico:- Governo Prodi I (1996-1998): Il primo storico governo guidato da Romano Prodi, sostenuto dalla coalizione dell'Ulivo.
- Governo D'Alema I (1998-1999): Guidato da Massimo D'Alema, sostenuto dall'Ulivo, dai Comunisti Italiani (PDCI) e dall'UDR.
- Governo D'Alema II (1999-2000): Nato da un rimpasto politico del precedente esecutivo.
- Governo Amato II (2000-2001): Esecutivo di fine legislatura guidato da Giuliano Amato con il sostegno dell'Ulivo e dei suoi alleati.
- Governo Prodi II (2006-2008): Guidato nuovamente da Romano Prodi, espressione della coalizione dell'Unione.
- Governo Letta (2013-2014): Esecutivo di larghe intese guidato da Enrico Letta, con la partecipazione del Partito Democratico.
- Governo Renzi (2014-2016): Guidato da Matteo Renzi e sostenuto da una maggioranza imperniata sul Partito Democratico.
- Governo Gentiloni (2016-2018): Guidato da Paolo Gentiloni, prosecuzione della maggioranza a guida PD dell'esecutivo precedente.
- Governo Conte II (2019-2021): Coalizione politica formata dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali.
Durata complessiva del centrosinistra nel trentennio
Considerando anche i primi quattro esecutivi della fine degli anni Novanta, il totale del tempo speso al governo dal centrosinistra sale a circa 13 anni e mezzo complessivi (rispetto agli 8 anni e mezzo calcolati nell'orizzonte degli ultimi vent'anni).
Il resto del trentennio è stato guidato dalle coalizioni di centrodestra (con i successivi governi Berlusconi e il governo Meloni) e da esecutivi tecnici o di unità nazionale (Dini, Monti, Draghi e Conte I).
-
@Tiberio @politica
Comunque per essere precisiNegli ultimi 20 anni, il centrosinistra ha governato complessivamente per circa 8 anni e mezzo (per l'esattezza 3.109 giorni), distribuiti tra i cinque esecutivi indicati.
Il dettaglio della durata dei singoli esecutivi evidenzia la ripartizione temporale del loro mandato:
Governo Renzi: 2 anni e quasi 10 mesi (1.024 giorni)
Governo Prodi II: 1 anno e quasi 12 mesi (722 giorni)
Governo Gentiloni: 1 anno e 5 mesi (536 giorni)
Governo Conte II: 1 anno e 5 mesi (527 giorni)
Governo Letta: circa 10 mesi (300 giorni)Il restante tempo del ventennio è stato coperto da coalizioni di centrodestra o da governi tecnici/di unità nazionale
Allargando lo sguardo agli ultimi 30 anni (dal 1996 a oggi, 2026), i governi a guida o a trazione di centrosinistra in Italia non sono più cinque, ma diventano nove.
A cavallo tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei duemila, si aggiunge infatti l'intera stagione dell'Ulivo.
Ecco l'elenco completo di tutti i governi di centrosinistra negli ultimi 30 anni, in ordine cronologico:- Governo Prodi I (1996-1998): Il primo storico governo guidato da Romano Prodi, sostenuto dalla coalizione dell'Ulivo.
- Governo D'Alema I (1998-1999): Guidato da Massimo D'Alema, sostenuto dall'Ulivo, dai Comunisti Italiani (PDCI) e dall'UDR.
- Governo D'Alema II (1999-2000): Nato da un rimpasto politico del precedente esecutivo.
- Governo Amato II (2000-2001): Esecutivo di fine legislatura guidato da Giuliano Amato con il sostegno dell'Ulivo e dei suoi alleati.
- Governo Prodi II (2006-2008): Guidato nuovamente da Romano Prodi, espressione della coalizione dell'Unione.
- Governo Letta (2013-2014): Esecutivo di larghe intese guidato da Enrico Letta, con la partecipazione del Partito Democratico.
- Governo Renzi (2014-2016): Guidato da Matteo Renzi e sostenuto da una maggioranza imperniata sul Partito Democratico.
- Governo Gentiloni (2016-2018): Guidato da Paolo Gentiloni, prosecuzione della maggioranza a guida PD dell'esecutivo precedente.
- Governo Conte II (2019-2021): Coalizione politica formata dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali.
Durata complessiva del centrosinistra nel trentennio
Considerando anche i primi quattro esecutivi della fine degli anni Novanta, il totale del tempo speso al governo dal centrosinistra sale a circa 13 anni e mezzo complessivi (rispetto agli 8 anni e mezzo calcolati nell'orizzonte degli ultimi vent'anni).
Il resto del trentennio è stato guidato dalle coalizioni di centrodestra (con i successivi governi Berlusconi e il governo Meloni) e da esecutivi tecnici o di unità nazionale (Dini, Monti, Draghi e Conte I).
@emama @politica la cronologia dei governi e le loro azioni e corretta, ma il finale corrisponde parzialmente al vero, perché il centrosinistra ha imboccato la terza via non per consolidare il bilancio pubblico ma solo per entrare nell'euro e disciplinare il lavoro in Italia. Infatti lo stesso Draghi, 2 mesi fa in diretta, ammise che dopo l'euro furono costretti a comprimere i salari per mantenere competitive le imprese, dissanguando i lavoratori, infatti nel 1978 https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/19/eurozona-quando-giorgio-napolitano-era-contro-la-moneta-unica/987141/
Euro, quando Giorgio Napolitano era contrario alla moneta unica - Il Fatto Quotidiano
L’anno è il 1978. Il giorno il 12 dicembre, ed entro pochi mesi si terranno le prime Europee. È il giorno in cui il presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, si presenta alla Camera per dire che l’Italia sarebbe entrata subito, dal 1° gennaio, nel Sistema monetario europeo (Sme), un regime di cambi fissi tra le …
Il Fatto Quotidiano (www.ilfattoquotidiano.it)
Ciao! Sembra che tu sia interessato a questa conversazione, ma non hai ancora un account.
Stanco di dover scorrere gli stessi post a ogni visita? Quando registri un account, tornerai sempre esattamente dove eri rimasto e potrai scegliere di essere avvisato delle nuove risposte (tramite email o notifica push). Potrai anche salvare segnalibri e votare i post per mostrare il tuo apprezzamento agli altri membri della comunità.
Con il tuo contributo, questo post potrebbe essere ancora migliore 💗
Registrati Accedi-
#UnoMino #Satira #Politica #Elezioni #Elezioni2027 #ElezioniPolitiche2027 #Meloni #GiorgiaMeloni #GovernoMeloni
Mondo
1
-
-
-
#Mannelli #IlFattoQuotidiano #Satira #Politica #Giornalismo #Informazione #Rai #Meloni #GiorgiaMeloni #FdI #FratelliDItalia #GovernoMeloni #TeleMeloni
Mondo
1
-
#Mannelli #IlFattoQuotidiano #Satira #Politica #Sport #Puglia #Taranto #GiochiDelMediterraneo #Meloni #GiorgiaMeloni #GovernoMeloni
Mondo
1
-
-
-
Dopo anni a combattere l’ideologia green, Meloni & co scoprono che le rinnovabili sono l’unica strada contro il caro energia e per avere soldi dall’Europa.
Ambiente - Mobilità sostenibile e innovazione green
1
Citiverse è un progetto che si basa su NodeBB ed è federato! | Categorie federate | Chat | 📱 Installa web app o APK | 🧡 Donazioni | Privacy Policy