E se fosse Word a non essere compatibile?
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E se fosse Word a non essere compatibile?
La Danimarca ha interrotto un progetto pilota per sostituire Microsoft Office con Collabora. Tra i problemi riscontrati, la compatibilità con i documenti Word.
Ma siamo sicuri di porci la domanda giusta?
Se vogliamo che l'open source sostituisca i prodotti commerciali, dobbiamo pretendere che li imiti perfettamente? Oppure dobbiamo accettare che abbia una propria identità, con formati e modalità di lavoro differenti?
Se vogliamo aprire e modificare documenti DOCX con la massima fedeltà, la scelta più sicura resta Word.
Ma se vogliamo davvero un'alternativa, perché non adottare OpenDocument (ODF) come formato di riferimento?
Immaginiamo per un momento il contrario: un mondo in cui ODF sia il formato dominante e Microsoft Office fatichi a gestirlo correttamente. Diremmo che Office ha fallito?
Forse il problema non è che Collabora non riesca a comportarsi esattamente come Word. È che continuiamo a misurare ogni alternativa con il metro del prodotto da cui vogliamo liberarci.
La sovranità digitale non consiste nel cambiare programma mantenendo intatta la dipendenza dai formati e dalle abitudini del precedente ecosistema.
Non basta dire "passiamo all'open source". Bisogna anche avere il coraggio di cambiare standard.
Voi che ne pensate?
Fonte: punto-informatico.it/danimarca…
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I informapirata@mastodon.uno ha condiviso questa discussione
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E se fosse Word a non essere compatibile?
La Danimarca ha interrotto un progetto pilota per sostituire Microsoft Office con Collabora. Tra i problemi riscontrati, la compatibilità con i documenti Word.
Ma siamo sicuri di porci la domanda giusta?
Se vogliamo che l'open source sostituisca i prodotti commerciali, dobbiamo pretendere che li imiti perfettamente? Oppure dobbiamo accettare che abbia una propria identità, con formati e modalità di lavoro differenti?
Se vogliamo aprire e modificare documenti DOCX con la massima fedeltà, la scelta più sicura resta Word.
Ma se vogliamo davvero un'alternativa, perché non adottare OpenDocument (ODF) come formato di riferimento?
Immaginiamo per un momento il contrario: un mondo in cui ODF sia il formato dominante e Microsoft Office fatichi a gestirlo correttamente. Diremmo che Office ha fallito?
Forse il problema non è che Collabora non riesca a comportarsi esattamente come Word. È che continuiamo a misurare ogni alternativa con il metro del prodotto da cui vogliamo liberarci.
La sovranità digitale non consiste nel cambiare programma mantenendo intatta la dipendenza dai formati e dalle abitudini del precedente ecosistema.
Non basta dire "passiamo all'open source". Bisogna anche avere il coraggio di cambiare standard.
Voi che ne pensate?
Fonte: punto-informatico.it/danimarca…
https://caneandable.social/@WeirdWriter/117456504995080029
@eticadigitale @poliverso @informatica @poliversity
Robert Kingett (@WeirdWriter@caneandable.social)
Tried to recover someone's DOCX files, even unzipped them and everything, but I guess they got moved/copied so many times over 3 decades they just... faded and became broken? They were moved/copied so much too much data was lost to where they cannot be recovered. Yet another reason why writers, especially, should move to writing in plain text and converting to anything later. #WritingCommunity #PlainText
Cane and Able (caneandable.social)
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E se fosse Word a non essere compatibile?
La Danimarca ha interrotto un progetto pilota per sostituire Microsoft Office con Collabora. Tra i problemi riscontrati, la compatibilità con i documenti Word.
Ma siamo sicuri di porci la domanda giusta?
Se vogliamo che l'open source sostituisca i prodotti commerciali, dobbiamo pretendere che li imiti perfettamente? Oppure dobbiamo accettare che abbia una propria identità, con formati e modalità di lavoro differenti?
Se vogliamo aprire e modificare documenti DOCX con la massima fedeltà, la scelta più sicura resta Word.
Ma se vogliamo davvero un'alternativa, perché non adottare OpenDocument (ODF) come formato di riferimento?
Immaginiamo per un momento il contrario: un mondo in cui ODF sia il formato dominante e Microsoft Office fatichi a gestirlo correttamente. Diremmo che Office ha fallito?
Forse il problema non è che Collabora non riesca a comportarsi esattamente come Word. È che continuiamo a misurare ogni alternativa con il metro del prodotto da cui vogliamo liberarci.
La sovranità digitale non consiste nel cambiare programma mantenendo intatta la dipendenza dai formati e dalle abitudini del precedente ecosistema.
Non basta dire "passiamo all'open source". Bisogna anche avere il coraggio di cambiare standard.
Voi che ne pensate?
Fonte: punto-informatico.it/danimarca…
Io sono assolutamente d'accordo!
Ma è ancora una grande fatica riuscire a sganciarsi... personalmente ho spesso la sensazione che con determinati programmi > estensioni i risultati siano migliori o più semplici da raggiungere.@dietilico @eticadigitale @poliverso @informatica @poliversity
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E se fosse Word a non essere compatibile?
La Danimarca ha interrotto un progetto pilota per sostituire Microsoft Office con Collabora. Tra i problemi riscontrati, la compatibilità con i documenti Word.
Ma siamo sicuri di porci la domanda giusta?
Se vogliamo che l'open source sostituisca i prodotti commerciali, dobbiamo pretendere che li imiti perfettamente? Oppure dobbiamo accettare che abbia una propria identità, con formati e modalità di lavoro differenti?
Se vogliamo aprire e modificare documenti DOCX con la massima fedeltà, la scelta più sicura resta Word.
Ma se vogliamo davvero un'alternativa, perché non adottare OpenDocument (ODF) come formato di riferimento?
Immaginiamo per un momento il contrario: un mondo in cui ODF sia il formato dominante e Microsoft Office fatichi a gestirlo correttamente. Diremmo che Office ha fallito?
Forse il problema non è che Collabora non riesca a comportarsi esattamente come Word. È che continuiamo a misurare ogni alternativa con il metro del prodotto da cui vogliamo liberarci.
La sovranità digitale non consiste nel cambiare programma mantenendo intatta la dipendenza dai formati e dalle abitudini del precedente ecosistema.
Non basta dire "passiamo all'open source". Bisogna anche avere il coraggio di cambiare standard.
Voi che ne pensate?
Fonte: punto-informatico.it/danimarca…
Condivido, dovremmo avere più attenzione su l'uso di standard e meno sul software. Se il software è compliant con lo standard lo puoi fare con quello che vuoi.
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E se fosse Word a non essere compatibile?
La Danimarca ha interrotto un progetto pilota per sostituire Microsoft Office con Collabora. Tra i problemi riscontrati, la compatibilità con i documenti Word.
Ma siamo sicuri di porci la domanda giusta?
Se vogliamo che l'open source sostituisca i prodotti commerciali, dobbiamo pretendere che li imiti perfettamente? Oppure dobbiamo accettare che abbia una propria identità, con formati e modalità di lavoro differenti?
Se vogliamo aprire e modificare documenti DOCX con la massima fedeltà, la scelta più sicura resta Word.
Ma se vogliamo davvero un'alternativa, perché non adottare OpenDocument (ODF) come formato di riferimento?
Immaginiamo per un momento il contrario: un mondo in cui ODF sia il formato dominante e Microsoft Office fatichi a gestirlo correttamente. Diremmo che Office ha fallito?
Forse il problema non è che Collabora non riesca a comportarsi esattamente come Word. È che continuiamo a misurare ogni alternativa con il metro del prodotto da cui vogliamo liberarci.
La sovranità digitale non consiste nel cambiare programma mantenendo intatta la dipendenza dai formati e dalle abitudini del precedente ecosistema.
Non basta dire "passiamo all'open source". Bisogna anche avere il coraggio di cambiare standard.
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Fonte: punto-informatico.it/danimarca…
@dietilico @poliverso @poliversity in linea teorica il tuo ragionamento è giusto, nella pratica purtroppo si scontra con una realtà in cui Word ha dominato per anni il mondo dell'office e non si possono gettare i documenti perchè non compatibili con l'open source. Bisognerebbe fare un lavoro diverso, convertire i vecchi documenti in un formato compatibile, come ad esempio il PDF, leggibile praticamente da tutte le suite per ufficio e poco a poco liberarsi di Word. E' però un lavoro lungo, un po' come quando si archiviarono in formato elettronico i documenti redatti a mano. -
@dietilico @poliverso @poliversity in linea teorica il tuo ragionamento è giusto, nella pratica purtroppo si scontra con una realtà in cui Word ha dominato per anni il mondo dell'office e non si possono gettare i documenti perchè non compatibili con l'open source. Bisognerebbe fare un lavoro diverso, convertire i vecchi documenti in un formato compatibile, come ad esempio il PDF, leggibile praticamente da tutte le suite per ufficio e poco a poco liberarsi di Word. E' però un lavoro lungo, un po' come quando si archiviarono in formato elettronico i documenti redatti a mano.
@heliokor il problema che descrivi è reale, ma credo sia diverso da quello emerso in Danimarca.
Non si trattava tanto di recuperare una biblioteca di vecchi documenti Word, quanto di utilizzare quotidianamente Collabora all'interno del sistema documentale F2.
Le difficoltà riguardavano soprattutto modelli ministeriali, stili, impaginazione, revisioni e conversione dei documenti.
Per i documenti storici sono d'accordo: una migrazione progressiva ha senso, e PDF/A può essere una buona soluzione per la conservazione.
Ma per un modulo amministrativo ancora da compilare o un rapporto da revisionare servono formati modificabili.
Ed è qui che nasce il paradosso: vogliamo abbandonare Word, ma pretendiamo che il nuovo programma continui a lavorare esattamente come Word, sugli stessi documenti.
Perché non riprogettare i modelli in ODF e utilizzare PDF/A per i documenti finalizzati e da conservare?
Non possiamo chiedere a un formato di fare contemporaneamente da documento di lavoro, modulo interattivo e archivio immutabile.
Forse non è solo una questione di compatibilità software, ma di scegliere la tecnologia giusta per ogni funzione.
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