Lorenzo Tosa

Ora è ufficiale.

Ali Khamenei, ovvero il leader supremo del regime iraniano degli Ayatollah, è morto.

È stato ammazzato in uno dei bombardamenti israelo-americani di oggi, il suo corpo trovato sotto le macerie e identificato.

Comprendo profondamente le migliaia di iraniani che stanno scendendo in piazza per festeggiare la fine del simbolo di un regime brutale, liberticida, assassino e criminale. Che altro dovrebbero fare?

Ma trovo oltremodo imbarazzanti gli ultras e i servetti sciocchi du casa nostra che inneggiano alla morte di Khamenei come la vittoria di Trump o addirittura del mondo intero.

Il messaggio che passa al mondo è devastante: un autoproclamato boss mondiale, assieme all’alleato premier di uno Stato genocida che si è macchiato di crimini persino peggiori del regime iraniano, decidono per il mondo intero chi deve vivere e chi morire, quale Paese si può bombardare e quale invece ha diritto di bombardare cittadini e civili inermi.

Fanno tutto questo senza avvisare nessuno, senza passare dall’Onu, in spregio a qualunque statuto e diritto internazionale, ancora una volta trattato come carta straccia con cui pulirsi il sed***.

Oggi lo fanno in Iran, ieri in Venezuela. E domani?

Nessuno sano di mente può piangere Khamenei.

Ma chiunque ancora non abbia smarrito il senno e il senso del diritto internazionale, sa che l’attacco di Usa e Israele in Iran è una notizia devastante per il mondo intero, le cui conseguenze potrebbero essere molto peggiori di un dittatore in vita, e che prima o dopo pagheremo tutti noi che oggi crediamo di essere nella parte “buona, sana e giusta di mondo”.

Abbiamo appena perso il diritto di indignarci quando nel mondo intero l’unica legge che conta e conterà è quella tribale del più forte.

Vale per la Russia di Putin ieri e per la Cina con Taiwan domani.

Ci raccontano - da decenni - di “esportare democrazia”, e in realtà l’unica cosa che l’America di Trump sta esportando è un turbo-imperialismo estremo e definitivo in cui pochi imperi e i loro vassalli decidono e si contendono i destini del mondo come sulla mappa di un Risiko.

È appena accaduto, accadrà ancora.
E non si prenderanno nemmeno il disturbo di avvisarci.


#1-03-2026

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