La memoria (corta) racconta i “tavoli truffa” del Comune di Roma sugli ex mercati generali
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La memoria (corta) racconta i “tavoli truffa” del Comune di Roma sugli ex mercati generali
Lo svilimento della partecipazione pubblica ai tempi della “rigenerazione” urbana: l’assordante silenzio della politica romana.
Siamo arrivati a un nuovo capitolo della vicenda degli ex Mercati Generali: l’esito ufficiale degli incontri tra gennaio e febbraio 2026 tra cittadinanza e Comune è stato restituito nella Memoria n. 12 approvata dalla Giunta capitolina il 26 marzo 2026.1/9

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La memoria (corta) racconta i “tavoli truffa” del Comune di Roma sugli ex mercati generali
Lo svilimento della partecipazione pubblica ai tempi della “rigenerazione” urbana: l’assordante silenzio della politica romana.
Siamo arrivati a un nuovo capitolo della vicenda degli ex Mercati Generali: l’esito ufficiale degli incontri tra gennaio e febbraio 2026 tra cittadinanza e Comune è stato restituito nella Memoria n. 12 approvata dalla Giunta capitolina il 26 marzo 2026.1/9

Quello che colpisce, leggendo il documento, non è solo ciò che viene detto, ma soprattutto ciò che viene omesso.
I cosiddetti “tavoli di dialogo con il territorio” — che per come sono stati costruiti rischiano di configurarsi come veri e propri tavoli truffa — sono stati attivati a progetto già definito e quindi senza reali margini di modifica sostanziale. Nonostante questo limite strutturale, hanno visto una partecipazione ampia, viva e determinata:2/9
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Quello che colpisce, leggendo il documento, non è solo ciò che viene detto, ma soprattutto ciò che viene omesso.
I cosiddetti “tavoli di dialogo con il territorio” — che per come sono stati costruiti rischiano di configurarsi come veri e propri tavoli truffa — sono stati attivati a progetto già definito e quindi senza reali margini di modifica sostanziale. Nonostante questo limite strutturale, hanno visto una partecipazione ampia, viva e determinata:2/9
centinaia di persone hanno preso parola, portando analisi, critiche e proposte. E da questo percorso è emerso un dato politico inequivocabile: la stragrande maggioranza delle persone intervenute ha espresso una contrarietà netta al progetto nel suo complesso, ribadendo con forza che prima di qualsiasi intervento è necessaria la revoca della convenzione e la ripartenza da zero.
Questo è il punto centrale. Ed è esattamente ciò che la Memoria della Giunta sceglie di non raccontare.3/9
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centinaia di persone hanno preso parola, portando analisi, critiche e proposte. E da questo percorso è emerso un dato politico inequivocabile: la stragrande maggioranza delle persone intervenute ha espresso una contrarietà netta al progetto nel suo complesso, ribadendo con forza che prima di qualsiasi intervento è necessaria la revoca della convenzione e la ripartenza da zero.
Questo è il punto centrale. Ed è esattamente ciò che la Memoria della Giunta sceglie di non raccontare.3/9
Al contrario, il documento restituisce un’immagine distorta dei tavoli, presentandoli come uno spazio di confronto costruttivo da cui sarebbero emerse indicazioni utili a “migliorare” il progetto. In questa narrazione vengono selezionati e isolati alcuni interventi minoritari che proponevano modifiche, ignorando completamente il quadro complessivo di contrarietà.
Ma i tavoli non hanno prodotto una lista di suggerimenti tecnici: hanno prodotto un rifiuto politico chiaro.4/9
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Al contrario, il documento restituisce un’immagine distorta dei tavoli, presentandoli come uno spazio di confronto costruttivo da cui sarebbero emerse indicazioni utili a “migliorare” il progetto. In questa narrazione vengono selezionati e isolati alcuni interventi minoritari che proponevano modifiche, ignorando completamente il quadro complessivo di contrarietà.
Ma i tavoli non hanno prodotto una lista di suggerimenti tecnici: hanno prodotto un rifiuto politico chiaro.4/9
Le poche variazioni descritte nella Memoria — spostamenti di parcheggi, alberature simboliche, funzioni ibride — risultano marginali e non affrontano in alcun modo le criticità strutturali del progetto.
Non solo: sono presentate senza dati, senza numeri, senza trasparenza, confermando che il processo di “ascolto” non ha avuto alcuna reale incidenza.
D’altronde, la stessa Memoria lo ammette implicitamente: le modifiche non possono essere sostanziali rispetto alla concessione.5/9
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Le poche variazioni descritte nella Memoria — spostamenti di parcheggi, alberature simboliche, funzioni ibride — risultano marginali e non affrontano in alcun modo le criticità strutturali del progetto.
Non solo: sono presentate senza dati, senza numeri, senza trasparenza, confermando che il processo di “ascolto” non ha avuto alcuna reale incidenza.
D’altronde, la stessa Memoria lo ammette implicitamente: le modifiche non possono essere sostanziali rispetto alla concessione.5/9
Questo rende evidente la natura dell’intero percorso: si è attivato un confronto sapendo già che non avrebbe potuto cambiare nulla di significativo.
E allora la domanda è inevitabile: a cosa sono serviti questi tavoli?
Se non a prendere atto della volontà del territorio — che è chiaramente contraria — ma a costruire una narrazione utile a legittimare decisioni già prese, siamo di fronte a uno svuotamento profondo della partecipazione pubblica.6/9
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Questo rende evidente la natura dell’intero percorso: si è attivato un confronto sapendo già che non avrebbe potuto cambiare nulla di significativo.
E allora la domanda è inevitabile: a cosa sono serviti questi tavoli?
Se non a prendere atto della volontà del territorio — che è chiaramente contraria — ma a costruire una narrazione utile a legittimare decisioni già prese, siamo di fronte a uno svuotamento profondo della partecipazione pubblica.6/9
Resta inoltre senza risposta il tema della convenzione con Hines e della presenza di capitali israeliani più volte segnalata: un elemento su cui la Giunta continua a non assumere una posizione pubblica, nonostante le richieste emerse anche durante gli incontri.
Se questo percorso ha fatto emergere almeno una verità, è che il territorio non vuole questo progetto. Continuare a ignorarlo significa negare il senso stesso del confronto democratico.7/9
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Resta inoltre senza risposta il tema della convenzione con Hines e della presenza di capitali israeliani più volte segnalata: un elemento su cui la Giunta continua a non assumere una posizione pubblica, nonostante le richieste emerse anche durante gli incontri.
Se questo percorso ha fatto emergere almeno una verità, è che il territorio non vuole questo progetto. Continuare a ignorarlo significa negare il senso stesso del confronto democratico.7/9
Come Comitato ribadiamo con forza che il progetto per l’area degli ex Mercati Generali deve essere fermato. È necessario revocare la convenzione e riaprire un processo trasparente, vincolante e realmente partecipato, che rimetta al centro i bisogni della città e l’interesse pubblico.
8/9
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Come Comitato ribadiamo con forza che il progetto per l’area degli ex Mercati Generali deve essere fermato. È necessario revocare la convenzione e riaprire un processo trasparente, vincolante e realmente partecipato, che rimetta al centro i bisogni della città e l’interesse pubblico.
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Chiediamo alla Giunta comunale, alle consigliere e ai consiglieri, ai gruppi consiliari che siedono in Campidoglio di prendere posizione pubblicamente e di calendarizzare una discussione in Consiglio comunale sulle trasformazioni urbane che stanno ridefinendo il futuro della città.
Ci vediamo l’11 aprile al Caffè Letterario, via Ostiense 95, ore 9:30, per la Seconda conferenza urbanistica civica: Ex Mercati Generali: rotto il patto con i cittadini.
9/9

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