FFO 2026, il paradosso dei corsi con pochi studenti: chi protegge le discipline che rischiamo di perdere?
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https://corriereuniv.it/ffo-2026-corsi-pochi-studenti-finanziamento-universita/
Con la pubblicazione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) 2026 è ricominciata la consueta conta dei vincitori e dei perdenti. Ma dietro le variazioni c’è un meccanismo che merita di essere
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https://corriereuniv.it/ffo-2026-corsi-pochi-studenti-finanziamento-universita/
Con la pubblicazione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) 2026 è ricominciata la consueta conta dei vincitori e dei perdenti. Ma dietro le variazioni c’è un meccanismo che merita di essere
Ma se i bisogni scientifici, culturali e professionali di un Paese non si riflettono sul mercato del lavoro, ecco che le scelte degli studenti non collimano con quei bisogni.
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Ma se i bisogni scientifici, culturali e professionali di un Paese non si riflettono sul mercato del lavoro, ecco che le scelte degli studenti non collimano con quei bisogni.
@emama @fuorisede @scuola è una grossa stupidaggine badare tutto sul determinismo economico e sui numeri che lo generano, in questo modo si agisce inducendo gli studenti a ragionare tutti nello stesso modo e si penalizzano sia i corsi minoritari che l’eventuale interesse o vocazione degli studenti a frequentarli, ciò porta anche a situazioni aberranti, come accade per esempio nel settore afam di cui l’articolo non parla, dove alcuni conservatori riempiono le classi e fanno iscrizioni riempiendosi di studenti cinesi che servono solo a fare numero per farsi belli con l’anvur, dopodiché sono stipati nelle classi come polli d’allevamento, lasciati a se stessi, spesso senza parlare l’italiano e quindi non potendo realmente entrare in contatto con loro, venendo meno in questa maniera la base della didattica artistica e musicale
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@emama @fuorisede @scuola è una grossa stupidaggine badare tutto sul determinismo economico e sui numeri che lo generano, in questo modo si agisce inducendo gli studenti a ragionare tutti nello stesso modo e si penalizzano sia i corsi minoritari che l’eventuale interesse o vocazione degli studenti a frequentarli, ciò porta anche a situazioni aberranti, come accade per esempio nel settore afam di cui l’articolo non parla, dove alcuni conservatori riempiono le classi e fanno iscrizioni riempiendosi di studenti cinesi che servono solo a fare numero per farsi belli con l’anvur, dopodiché sono stipati nelle classi come polli d’allevamento, lasciati a se stessi, spesso senza parlare l’italiano e quindi non potendo realmente entrare in contatto con loro, venendo meno in questa maniera la base della didattica artistica e musicale
@ciccillo @fuorisede @scuola
L'articolo prende in considerazione solo i corsi universitari degli Atenei pubblici, i cui dati sono pubblici. -
@ciccillo @fuorisede @scuola
L'articolo prende in considerazione solo i corsi universitari degli Atenei pubblici, i cui dati sono pubblici.@emama @fuorisede @scuola anche i corsi afam sono pubblici, malgrado poi la gestione sia burocratico-aziendalista
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@emama @fuorisede @scuola anche i corsi afam sono pubblici, malgrado poi la gestione sia burocratico-aziendalista
@ciccillo @fuorisede @scuola
Ma non sono degli Atenei, sono corsi di Conservatori e Accademie.
Se leggi non sono compresi nel prospetto che riporta solo i dati relativi agli Atenei. -
@ciccillo @fuorisede @scuola
Ma non sono degli Atenei, sono corsi di Conservatori e Accademie.
Se leggi non sono compresi nel prospetto che riporta solo i dati relativi agli Atenei.ho letto e infatti ho già rilevato che l'articolo non ne parla ma il problema dei corsi con pochi studenti nell'afam esiste ugualmente, anzi in taluni casi è molto scottante e, non essendosi ancora interamente compiutasi la riforma che equipara il settore all'Università, tutto è lasciato alle decisioni delle singole istituzioni con il risultato di una grande confusione, senza una visione di insieme che permetta di fare l'interesse degli studenti e dei docenti, inquadrati peraltro in un limbo contrattuale che non è né carne né pesce, il che li rende molto ricattabili, anche se in qualche modo difesi dal posto di ruolo, per chi ce l'ha...
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ho letto e infatti ho già rilevato che l'articolo non ne parla ma il problema dei corsi con pochi studenti nell'afam esiste ugualmente, anzi in taluni casi è molto scottante e, non essendosi ancora interamente compiutasi la riforma che equipara il settore all'Università, tutto è lasciato alle decisioni delle singole istituzioni con il risultato di una grande confusione, senza una visione di insieme che permetta di fare l'interesse degli studenti e dei docenti, inquadrati peraltro in un limbo contrattuale che non è né carne né pesce, il che li rende molto ricattabili, anche se in qualche modo difesi dal posto di ruolo, per chi ce l'ha...
@ciccillo @fuorisede @scuola molti dei problemi sono condivisi. Purtroppo quella dei Conservatori e delle Accademie è una realtà poco conosciuta e che non fa "rumore".
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