URnetwork è un progetto che si propone come alternativa decentralizzata alle VPN tradizionali. Invece di appoggiarsi a server gestiti da un’unica azienda, il traffico viene instradato attraverso una rete peer-to-peer di nodi messi a disposizione dagli stessi utenti, che possono scegliere di condividere la propria banda in cambio di ricompense. Il codice è open source e disponibile su GitHub, il che almeno sul piano della trasparenza è un buon punto di partenza. Il progetto è ancora giovane e merita attenzione, ma anche una certa cautela: ne avevo parlato in una piccola recensione su Le Alternative.
Nel loro ultimo aggiornamento sono arrivate tre novità.
Estensione per browser
URnetwork è ora disponibile come estensione per Chrome, Brave ed Edge, scaricabile dal Chrome Web Store o dal Microsoft Edge Store. Per chi usa già il servizio è l’unico modo per connettersi da Windows e Linux visto che l’applicazione desktop esiste solo per macOS.
Supporto MCP per agenti AI
Novità più tecnica e di nicchia: URnetwork ha aggiunto un endpoint MCP (Model Context Protocol) che permette agli agenti AI di configurarsi autonomamente una VPN per accedere alla rete in modo privato. L’idea è dare agli agenti la possibilità di navigare, fare ricerche o interagire con servizi web senza esporre l’IP di chi li gestisce. Funzionalità rivolta soprattutto a chi lavora con automazioni e AI.
Compatibilità WireGuard
Ora è possibile associare una configurazione WireGuard a un client URnetwork, il che apre la compatibilità a qualsiasi dispositivo che supporti il protocollo, compresi router e desktop già configurati. Una buona mossa per semplificare l’adozione da parte di chi ha già un’infrastruttura esistente.
La rete dichiara di aver raggiunto 100.000 nuovi nodi nel solo mese di gennaio. Numeri da prendere con le pinze, come sempre in questi casi, ma che suggeriscono un interesse crescente. Come per qualsiasi servizio che gestisce traffico di rete, il consiglio è sempre quello di informarsi bene prima di affidargli i propri dati.


