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Signal ha rilasciato la versione 8.0 su tutte le piattaforme, Android, iOS e desktop. La novità principale è una di quelle attese da tempo: i backup sicuri, che dopo mesi di test in beta sono finalmente disponibili per tutti gli utenti.
Fino a poco fa, Signal offriva solo backup locali su Android: una soluzione che funzionava, ma che richiedeva di ricordarsi di farli e di gestirli manualmente. In molti, semplicemente, non li facevano. Con i Secure Backups il passaggio al cloud rende tutto automatico: l’archivio è crittografato end-to-end, salvato sui server di Signal e aggiornato ogni giorno senza che l’utente debba fare nulla.
Cosa include il piano gratuito (e cosa no)
Il piano base, senza costi, copre tutti i messaggi di testo e i contenuti multimediali degli ultimi 45 giorni. Per chi ha bisogno di conservare foto, video e allegati più vecchi, esiste un abbonamento da 1,99 dollari al mese con 100 GB di spazio. È la prima volta che Signal introduce una funzione a pagamento, una scelta che l’organizzazione giustifica con i costi di archiviazione: essendo una no-profit che non vende dati né mostra pubblicità, quei soldi devono arrivare da qualche parte.
L’archivio è protetto da una chiave di recupero a 64 caratteri generata sul dispositivo dell’utente. Signal non ne conserva copia, il che garantisce che nessuno, nemmeno Signal stessa, possa accedere ai backup. Il rovescio della medaglia è che se si perde la chiave, il backup diventa irrecuperabile.
Il problema del Play Store
C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, soprattutto per chi sceglie Signal proprio per ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme: su Android, l’abbonamento al piano a pagamento passa necessariamente dal Google Play Store. Serve quindi un account Google e un metodo di pagamento collegato a Google Play. Su iOS la situazione è analoga, con il pagamento che transita dall’App Store di Apple.
Per un’app che fa della privacy il suo punto di forza, dover passare da Google o Apple per pagare un servizio di backup crittografato è purtroppo paradossale. Gli utenti che usano Signal su sistemi come GrapheneOS senza Play Services si trovano in una zona grigia, e al momento non esiste un metodo di pagamento diretto alternativo.
I backup funzionano anche per il passaggio tra piattaforme diverse: da Android a iOS e viceversa, cosa che i vecchi backup locali non permettevano.
Chi usa Signal e vuole proteggere anche la propria navigazione, può valutare un servizio come AdGuard DNS per filtrare tracciamenti e pubblicità a livello di rete, senza installare nulla sui singoli dispositivi.



