Windscribe ha denunciato pubblicamente il sequestro di uno dei suoi server VPN da parte delle autorità olandesi. L’azienda ha rivelato l’episodio su X (ex Twitter), precisando che il prelievo è avvenuto senza alcun mandato e che il server verrà restituito solo dopo una “analisi completa”.

Al di là del comunicato social, al momento non ci sono ulteriori dettagli ufficiali sull’accaduto. Windscribe ha però voluto rassicurare gli utenti spiegando che i suoi server usano solo memoria RAM senza disco fisso, il che significa che le autorità troveranno solamente un’installazione standard di Ubuntu senza informazioni persistenti. Ogni volta che un server viene riavviato, infatti, tutti i dati in memoria RAM vengono persi.

Il punto più delicato della vicenda riguarda proprio la modalità del sequestro. Prelevare server senza un mandato solleva questioni importanti sulla tutela della privacy e sui limiti dell’azione delle autorità. Per un servizio VPN che promette anonimato e protezione dei dati, episodi di questo tipo rischiano di minare la fiducia degli utenti, anche quando l’architettura tecnica è progettata per non conservare informazioni sensibili.

FONTE x.com

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