Da Ilaria Cucchi
Vi ricordate il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, quando diceva di provare “intima gioia” nel privare del fiato i detenuti nel blindato? Non oso immaginare la sensazione che ha accompagnato l’introduzione dello spray al peperoncino come strumento di “protezione” degli agenti.
Sembra incredibile, in un Paese in cui la stragrande maggioranza delle carceri sono iper affollate, anche solo pensare a una cosa del genere.
Purtroppo è tutto vero.
Grazie a una malaugurata decisione del DAP - il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - nei prossimi sei mesi lo spray sarà a disposizione e potrà essere utilizzato contro i detenuti, sia nelle celle che nelle parti comuni. Poco importa se si tratta dell’ennesimo fallimento esplicito di una politica che da tre anni continua a inasprire la repressione - perché continuare così, se non sta funzionando? L’umore del sottosegretario sarà alla stelle.
E ai diritti umani, penserà come sempre qualcun altro.
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