Il proggone odierno era ancora lontano (o meglio c'era, ma d'altra pasta) e pesava molto di più il passato blackster di Tchort, e dal suo vissuto:
si tratta di un disco composto da un'unica traccia di 60 minuti ispirato dalla morte della figlia e dalla nascita del figlio, in un'ouverture che mi rimanda a qualcosa dei Bathory, al rock settantiano, elementi da musica classica "sintetizzati" in una produzione sempre grezza ma di un "grezzo raffinato" tipica del metal scandinavo dei primi anni 2000.
Su wikipedia categorizzano (non a torto
https://green-carnation.bandcamp.com/album/light-of-day-day-of-darkness
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