@gmarcosanti @lindasartini @katttivizzima @ambiente @gubi senza contare che, proprio perché siamo in Italia, le scorie potrebbero finire sepolte sotto qualche campo dove poi coltivano quello che noi mangiamo. È la parte che mi preoccupa di più, perché non mi fido di come la gestirebbero
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@lindasartini @ambiente le piogge sono state solo un catalizzatore di una caratteristica geologica di cui si è a conoscenza da 230 anni.
«Lo ricorda un libro del 1792 […] scritto dall’archeologo e naturalista Saverio Landolina Nava e intitolato "Relazione Della Rivoluzione Accaduta in Marzo 1790 Nelle Terre Vicine A S. Maria Di Niscemi Nel Val Di Noto".»
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@ramocalnasip @ambiente che è poi quel che è scritto nell'articolo:
"Niscemi, la cui frana è stata innescata dalle intense piogge dovute all’uragano, e dai disastri costieri. "
"il cambiamento climatico, con le piogge torrenziali, rende più critico il dissesto idrogeologico del nostro paese"
quindi gli studi di attribuzione potranno dire: senza climate change, quanto sarebbero state probabili le stesse piogge che hanno fatto da catalizzatore per la caratteristica geologica nota da 230 anni? -
@lindasartini @ambiente se la pioggia accelera un processo non significa che ne sia la causa, secondo me. Il processo era preesistente rispetto alla pioggia e lì, probabilmente, non si sarebbe dovuto costruire a prescindere dal cambiamento climatico.
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@lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente In sé io non sono contro il nucleare, pur riconoscendo che non è affatto esente da problemi, ma il problema più grosso sta nei tempi di realizzazione, oltre che nei costi: se a mio parere ha senso tenere in vita le centrali esistenti quando la sicurezza lo consente, investire in progetti di nuovi impianti non è la soluzione vista l'urgenza soprattutto quando esistono fonti energetiche alternative rapidamente implementabili.
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@gubi @gmarcosanti @katttivizzima @lindasartini @ambiente
Non sono un esperto e sono ovviamente pro rinnovabili, ma credo il vantaggio del nucleare sulle rinnovabili sia la sua stabilità in output.
Del genere, se produci 100% con eolico e solare, in una giornata grigia senza vento non hai produzione, ed usare batterie non basta a compensare.L'alternativa che vedo al nucleare è avere grosse riserve d'acqua con impianti idroelettrici, ma l'impatto ambientale penso sia comparabile al nucleare
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@lindasartini ma anche a Niscemi non sono scemi. E' la solita questione: ok, ma non nel giardino di casa mia
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@RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente condivido in pieno. La dismissione anticipata delle centrali tedesche, ad esempio, secondo me è stata una scemenza. Le avevano, funzionavano bene, usatele ancora un po', no? Qui dove si parte da zero, ma de che stamo a parlà? Non ci sono i tempi e i presupposti.
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@ramocalnasip @ambiente ma nell'articolo davvero non lo dice proprio che Niscemi è tutto e solo cambiamento climatico, fa proprio tutto il discorso su come il cambiamento climatico e la fragilità del territorio interagiscono.
In altre parole, sto disperatamente provando a spiegarti che hai ragione, e che l'articolo dice le stesse cose!
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@RFancio @lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
Condivido il pensiero che laddove il nucleare giá esiste, e la sicurezza é ragionevolmente sotto controllo, allora conviene mantenerlo per ora. Mentre da noi, visti i tempi di realizzazione ed i costi mostruosi non ha molto senso.
Vi é tuttavia anche un altro aspetto da tener presente.
I pannelli solari lavorano quando c'é sole. Le turbine quando c'é vento ecc.In Germania ad esempio hanno investito pesantemente per delle reti di trasporto elettrico connesse con la Norvegia perché:
- in estate i pannelli solari tedeschi mandano il surplus in Norvegia, dove viene usato per pompare acqua in alto nei bacini per le idroelettriche norvegesi.
- d'inverno si fanno funzionare suddette centrali in Norvegia e il surplus viene mandato in Germania.Un modo non semplicissimo di stoccare il surplus energetico estivo dei pannelli, usando la sinergia fra solare e idroelettrico.
Una centrale invece la "attivi" e questa produce sempre.
Da lí l''appeal per il nucleare, che viene visto (falsamente visti i tempi/costi di realizzazione) come una scorciatoia per risolvere problemi legati alla stagionalitá.
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@RFancio @lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
Io magari avró una visione pessimista, ma se vogliamo provare a salvarci dalla crisi climatica serviranno per forza delle rinunce. Determinate produzioni molto energivore andranno concentrate nel periodo in cui le rinnovabili funzionano bene. Se si insiste a voler produrre sempre tutto, in quantitá determinate solo dal "libero mercato" e chissenefrega di ogni altra conseguenza.... non credo riusciremo a salvare il pianeta.
Salvo miracoli della tecnologia, ovvio, che per ora tuttavia non ci sono.
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@andre123 @RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente lo penso anche io ma di solito me lo tengo dentro, perché sono abituata a sentirmi offendere ma non è che sono di ferro, e a un certo punto taccio.
Già che sei sulla stessa linea di pensiero, ti ringrazio per averlo detto.
Abbiamo perso decenni che gli scienziati si sono sgolati a spiegare, proporre... Ora, abbiamo poco tempo. E dobbiamo decrescere in maniera gestita, o lo farà il clima per noi, senza tanti complimenti. -
@lindasartini @RFancio @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
Discorso complesso e premetto che di fondo sono pessimista. Almeno per quanto vedo accadere nel mondo, dubito riusciremo a salvarci. Servirebbero molteplici inversioni a U che potranno accadere solo per "strizza" e quando ormai sará troppo tardi. Vedi Niscemi...
Detto ció se non si razionalizza nel discorso politico che é naturale dover ridurre se vogliamo salvare il pianeta (e quale politico lo farebbe mai....) o ogni discorso rimane molto teorico. Certo si fa il possibile, vedi i tentativi tedeschi, le idee di molto validi scienziati, ricercatori ecc. Ma rimane che o impariamo a limitarci un poco o non se ne esce !
Tra l'altro decrescere in maniera progettata, studiata ecc. é un conto, farlo caoticamente spinti dalla paura ben altro conto...
Nel primo caso andrebbe a intaccare soprattutto eccessi , sprechi, esagerazioni, quindi principalmente l'1% piú pernicioso....ehm ricco....nel secondo caso sarebbe una mannaia per la gente comune....
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@andre123 @lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente Il collasso del nostro sistema come sola speranza, temo...
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@RFancio @lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
Ahimé temo anche io, purtroppo perché é la via piú stupida in assoluto fra quelle possibili... Ma l'aviditá e Nietzsche dominano....purtroppo.
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@andre123 @lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente Come ha detto Einstein, due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana...
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@RFancio @lindasartini @L_Alberto @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
Che tra láltro, probabilmente , non é mai stata detta da Einstein
https://www.wired.it/play/cultura/2020/03/14/einstein-mai-detto/Preferisco la frase citata nell'articolo , di Dumas: il genio ha dei limiti, la stupiditá no...

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@andre123 conservare l'energia in eccesso quando le rinnovabili producono poco è un problema allo studio. Ci sono varie proposte. Se però ognuno nel suo piccolo cerca di produrre l'energia che gli serve, o almeno parte, non dobbiamo per forza tutti rifornirci dalla rete. Per gli usi privati al momento stanno perfezionando le batterie. In Alto Adige il surplus va in idrogeno e poi riconvertito in elettricità, per esempio
@RFancio @lindasartini @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
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@L_Alberto @RFancio @lindasartini @katttivizzima @gmarcosanti @ambiente
Leggo ogni tanto articoli o libri che parlano di questi argomenti, almeno quando scritti per divulgare e non per addetti ai lavori.
E penso che sí, le tecnologie daranno un grosso aiuto. Ma sempre se impariamo a gestirci e a limitare gli eccessi. Perché ogni tecnologia porta con sé qualche "rovescio della medaglia". Detto ció saluto con grande interesse ogni miglioria, innovazione, ecc. e spero che la scienza possa "liberarci" in qualche misura.
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