Oggi mi è successa una roba brutta: stavo per attraversare la strada e avevo chiamato l'attraversamento pedonale. Un tizio arriva in bici sull'altro lato della strada e mi dice di aspettare più indietro, in effetti ero sceso dal marciapiede ma ero ancora dentro il limite dei parcheggi. Gli indico con un dito il semaforo diventato verde in quel momento, avevo la cuffie e non sentivo bene. Lui si è fermato di colpo e ha cominciato a smadonnare. Io levo una cuffia ma capisco che era una persona con dei disagi, diciamo sulla cinquantina magrolino più basso di me e credo con problemi di dipendenza, quindi non ricordo bene cosa gli ho detto ma subito ho pensato che per lui e per me era meglio andare ognuno per la sua strada. Di sicuro gli ho sorriso e questo lo ha mandato ai pazzi, mi ha seguito mi ha fermato, prima mi ha detto "Dai menami" quando ha capito che volevo solo andarmene mi ha minacciato lui. Poi mi ha tolto le cuffie, mi ha insultato. Non ero spaventato, anche se un paio di volte ha infilato la mano in tasca e temevo fosse un coltellino, non lo ero perchè non era credibile. Forse lo ha mandato ai pazzi che ridessi perchè pensava che ridessi di lui o forse il mio atteggiamento remissivo gli ha fatto gustare un ruolo in cui solitamente non sta, quello del bullo. So che la cosa è andata avanti cinque minuti buoni, ho avuto un paio di volte la forte tentazione di reagire, tirargli uno spintone, e credo che se lo avessi fatto non avrei subito vere ritorsioni ma non volevo farlo perchè primo nom si sa mai (nom sono un esperto di risse) secondo la sua vita era già abbastanza rovinata perchè era forte la sensazione che lui voleva che io lo picchiassi. Mi ha chiesto di chiamare i carabinieri e fare il suo nome e questo mi ha confuso, ma comunque non li ho chiamati perchè sarebbe finita male per lui secondo me e non volevo. Alla fine va via, ho un moto di reazione e gli dico "Comunque tu non stai bene" non so speravo di parlargli, di dargli un qualcosa che ne so. Lui mi ha risposto "Dice quello che sta benissimo" "Meglio di te" e poi me ne sono andato. Ero vicino a casa, cinque metri proprio, ma sono andato oltre perchè non volevo vedese dove abito. Quando mi ha superato, ancora insultandomi, poi sono rientrato. Ho pianto. La rabbia, alcune robe mie che sarebbe lungo e troppo personale da spiegare. Ma ho pianto a intervalli per un'oretta buona. Non so da un lato mi sentivo di aver abbozzato troppo, dall'altto avevo una pena enorme per lui, poi tante altre cose. Ho dovuto chiamare la mia ex psicanalista per trovare un po' di calma. Ora ho un po' paura di incontrarlo ancora perchè non saprei come reagire sopratutto se lo incontrassi con mia figlia perchè andarsene non basta evidentemente.