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  • Il controllo parentale non è per i genitori...

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    informapirata@mastodon.unoI
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    Il controllo parentale non è per i genitori...

    "Qualche giorno fa, ho scoperto che un uomo adulto aveva mandato messaggi a mio figlio dodicenne sul suo telefono Gabb, un telefono "a prova di bambino". L'uomo aveva ottenuto il numero di mio figlio tramite una chat di libri per bambini su un'app chiamata GroupMe. Per fortuna io e mia moglie abbiamo scoperto la situazione, ma..."

    @informatica

  • cybersecurity@poliverso.orgC cybersecurity@poliverso.org ha condiviso questa discussione
  • neffscape@mastodon.unoN
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    @informapirata @informatica assurdo ma assolutamente veritiero. Qualcuno dovrebbe occuparsi seriamente di questo problema.

  • s1m0n4@ohai.socialS
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    @informapirata @informatica è pure un problema di aspettative però.
    Un dodicenne non ha bisogno di uno smartphone, uno stupidofono per parlare coi genitori o inviare SMS agli amici basta e avanza.
    'sto ragazzino ha la Switch 2 e l'Xbox. Non è già quello il problema? Volerlo lasciare tutto il giorno davanti a schermi senza dover intervenire in qualità di genitore?

  • informapirata@mastodon.unoI informapirata@mastodon.uno ha condiviso questa discussione
  • neffscape@mastodon.unoN
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    @s1m0n4 @informapirata @informatica non credo che tu abbia capito. Il bambino ha una switch e vuole giocare online con i suoi compagni di scuola a Minecraft che è un gioco Microsoft che richiede un account Xbox. Per settare i controlli parentali hai quindi i settaggi di Nintendo e quelli di Microsoft/Xbox, nessuno dei quali in realtà ti permette di limitare lo scaricamento di app e di limitare le comunicazioni ai soli compagni di scuola. È un problema reale che andrebbe affrontato seriamente.

  • neffscape@mastodon.unoN
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    @s1m0n4 @informapirata @informatica di per sé non c'è niente di strano nel fatto che un bambino voglia giocare con i suoi coetanei allo stesso gioco. Un tempo lo si faceva in salotto, oggi si fa anche online, ma questo non mi disturba piû di quel tanto. I controlli parentali dovrebbero servire a "regolare" anche il tempo d'utilizzo di certe app oltre che limitare la cerchia di persone con cui puoi giocare. Il fatto poi che il bambino abbia già uno smartphone personale è un problema a parte.

  • E
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    @informapirata @informatica in parte l'articolo mi consola. Ho creduto seriamente di essere indementito mentre cercavo di configurare il parental control per il pargoletto di amici e, astruserie e ambiguità a parte, cresceva sempre di più in me la sensazione di intrusività eccessiva. Non solo del genitore nei confronti del figlio ma sopratutto da parte dell'azienda di family link ( sapete qual'è vero?) verso l'intero sistema familiare!!!

  • P
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    Le aspettative di chi?
    Le domande con cui chiudi il commento sono indicative: non hai letto l'articolo.

    Il problema non è un ragazzino con switch e xbox, ma genitori che abbandonano i figli davanti ai dispositivi senza controllo (e l'articolo è chiaramente di un genitore che fa l'opposto).

    Fare il genitore vuol dire scegliere.

    0 (zero) - Puoi scegliere di far crescere tuo figlio negli anni 90. Chiudi tutto. Zero.

    1 - Puoi scegliere di dargli uno smartphone, una console, un computer e tutto il resto senza controllare (l'opzione che dai per scontata per non so quale motivo). Uno. Liberi tutti.

    Oppure puoi prendere atto che il mondo cambia e fare le cose prendendoti la responsabilità di controllare, scavare, capire e mettere paletti (che è ciò che fa l'autore dell'articolo).
    Il problema è che anche chi vuole prendersi le sue responsabilità attivamente si scontra con la realtà che il parental control ha lo scopo di creare gli account per i consumatori di domani e non quello di aiutare i genitori...

    Aggiungi poi che le scuole ormai mettono i compiti online e si appoggiano a questo o quel cloud per voti e interazioni varie tra alunni, insegnanti e compagni di classe, se realmente credi che a 12 anni sia possibile essere lasciati offline, sei totalmente fuori dal mondo.

  • mfp@mastodon.unoM
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    @informapirata @informatica lui parla di Nintendo Switch, ma anche su PS5 è lo stesso dramma. Dalla mia esperienza, peggio di Minecraft c’e Rocket League. La necessità espressa di avere un “master switch” è davvero reale. Capisco perché il genitore medio meno avvezzo alla tecnologia rinunci ai controlli parentali e lasci tutto aperto.

  • betelgeuse93@mastodon.unoB
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    @informapirata @informatica per un bambino di 12 anni trovo tutto questo inappropriato. A quella età si DEVE educare non limitare.

    Avesse avuto 6 anni allora ci stava tutto questo sbattimento ma a 12 anni non puoi tenerli all'oscuro del mondo che tanto se li prenderà.

    Ricordo che appena ebbi accesso ad internet, era il lontano 2005 e non sapevo proprio che farci, per passare il tempo si girava sulle chat di IRC. La parola d'ordine era mai fidarsi degli sconosciuti, mai dai il nome o indirizzo.

  • N
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    Per non parlare di piattaforme tipo WhatsApp che il controllo parentale non lo hanno neanche. Meta AI rischia di essere il diario dei segreti meno segreto della storia.

  • informapirata@mastodon.unoI
    774
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    @naufraghi sì, i sistemi di messaggistica sono un buco nero


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