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  • Il Fediverso: per farla finita con i Social delle Big Tech.

    Discussioni sul Fediverso italiano
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    macfranc@poliversity.itM
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    Il Fediverso: per farla finita con i Social delle Big Tech. Una riflessione di Sergio Tringali aka @SerByron

    «...perché se ne parla così poco? Perché non c’è l’hype che circonda invece ogni nuovo prodotto di Meta o Google o di qualsiasi altro BigTech Bro?
    La risposta è semplice: l’hype è figlio del capitalismo.»

    Se vuoi conoscere altre discussioni sul fediverso, puoi seguire il gruppo @fediverso o creare nuovi thread (semplicemente menzionandolo](https://www.informapirata.it/2023/03/27/tips-mastodon-come-usare-i-gruppi-forum-friendica-e-le-comunita-lemmy/)

  • mau@poliversity.itM
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    @macfranc io però continuo a pensare che il fediverso non sia sufficientemente scalabile. Tanto alla stragrande maggioranza della gente non gliene può fregare di meno di come sono gestiti Facebook e simili, al limite dovremmo guardare ai (relativamente) pochi davvero interessati.

    @SerByron @fediverso

  • macfranc@poliversity.itM
    176
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    @mau il Fediverso è un’infrastruttura, non un social. La scalabilità è possibile, ma il problema è la comprensibilità da parte del pubblico.

    Secondo me è il modo che abbiamo attualmente di utilizzare il Fediverso che non è sostenibile e che diventerà obsoleto: al momento la maggior parte dell'utilizzo del Fediverso avviene con utenti di un'app clone di Twitter o, ancora peggio, utenti che accedono al browser del proprio smartphone per caricare un'interfaccia web simile a Twitter e fare le cose che fa un utente Twitter.

    Ma quella popolazione diventerà una delle tante componenti del Fediverso e non una delle più importanti dal punto di vista della produzione dei contenuti. Il futuro sono blog e newsletter integrati con Activitypub, forum federati come citiverse.it o feddit.it, app commerciali come Flipboard e Surf, app open source come Raccoon for Friendica, software come Wafrn o Bonfire o come il non ancora nato "Fedi-LinkedIn".

    Naturalmente tutto questo potrà succedere solo se l'attuale pubblico resisterà ancora abbastanza da creare un minimo effetto rete.

    @SerByron @fediverso

  • Sistema ha pubblicato questa discussione anche in Associazione Che Guevara Onlus
  • cheguevararoma@puntarella.partyC cheguevararoma@puntarella.party ha condiviso questa discussione
  • mau@poliversity.itM
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    @macfranc @SerByron @fediverso continuo a pensare "mah", nonostante il mio blog sia federato...

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @mau l'articolo nasce da una discussione interna alla lista Effimera (lista in autistici/inventati), il collettivo produce contenuti in wordpress ma posta su fb e nella lista fioccano le gmail. Effimera ha un bot anche nel Fediverso che non so chi l'abbia fatto. L'articolo cmq parla della pervasività delle Big Tech a tutti i livelli e propone una via d'uscita attraverso il Fediverso che non ragiona in termini di profitto. Quello che ti perplime è una riflessione che va oltre il contenuto dell'articolo, volendo immaginare "un'improbabile migrazione di massa" così, di botto. Invece temo ci sarà bisogno di lunghi tempi, nei quali anche il Fediverso potrà implementarsi nel frattempo @macfranc segno le cose che hai scritto, non conoscendole ancora, mi informo, grazie a voi per queste aggiunte di senso.
    @poliversity.it @fediverso

  • macfranc@poliversity.itM macfranc@poliversity.it ha condiviso questa discussione
  • loviuz86@mastodon.unoL
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    @SerByron non credo che la migrazione possa avvenire in massa, per tanti motivi che non sono "colpa" del fediverso in sé. I cambiamenti più piccoli sono un seme che deve esserci, per vedere se sboccerà o appassirà. È importante che esistano le alternative in tanti ambiti, perché se i legislatori dovranno prendere decisioni su cosa rendere illegale o cosa limitate, guarderanno anche se esiste l'alternativa, che se c'è rende tutto più sensato e fattibile. Non so se ho reso l'idea

  • macfrancM macfranc ha spostato questa discussione da Mondo
  • macfranc@poliversity.itM
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    RE: https://poliversity.it/@macfranc/116413294357138394

    @SerByron @mau

    nel frattempo @macfranc segno le cose che hai scritto, non conoscendole ancora, mi informo

    Se ti dovesse interessare qui puoi trovare quasi tutte le mie riflessioni sul fediverso

    Il punto nodale per me è il superamento del mastoverso in favore del "fediverso totale" (che poi non è altro che un web attivamente interconnesso).

    In questo sono fondamentali i gruppi Activitypub (che lo staff di Mastodon non ha mai voluto implementare e che se mai implementerà, farà – ci scommetto – in maniera proprietaria e ostile rispetto alle esperienze di Lemmy, Piefed, Friendica e NodeBB).

    I gruppi sono qualcosa di fantastico rispetto agli hashtag, perché consentono di unire l'aggregazione delle discussioni alla moderazione. Quando scrivi un nuovo messaggio e tagghi un gruppo, come per esempio @fediverso, non solo chi segue quel gruppo vedrà tutte le discussioni che lo taggano, ma quelle discussioni potranno essere viste anche da chi utilizza forum federati e che vedrà quella discussione in questo modo ope in quest'altro modo a seconda del software utilizzato.

    Mi fermo qui però perché poi la discussione tende a prendere un aspetto arborescente 🤣

    grazie a voi per queste aggiunte di senso

    Grazie a te per l'articolo e le riflessioni che hai fatto

  • I
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    mi permetto una piccola osservazione sul "profitto".

    Verissimo che c'è un forte bisogno di avere qualsiasi cosa che non sia basata sul profitto. Tempo fa però avevo fatto una riflessione sul mio profilo, in cui sostenevo che se si vuole che il Fediverso cambi un po' devono cambiare anche gli utenti.

    Quello che manca (lo dico da fotografo e videoamatore) è la possibilità di coprire le spese che mi consentono di starci, nel Fediverso. Parlo di costi per i software, licenze, costi di hosting. E sì, lo so che la maggior parte degli open source è gratuita, ma non si fa che spostare il problema: chi crea quei software deve sopravvivere.

    Quindi, per tornare al discorso, profitto è una parola che lascerei alle Big Tech, ma è indubbio che gli utenti del Fediverso dovrebbero abituarsi a dare (più) sostegno o nel lungo termine la piattaforma non sarà sostenibile. Il sostegno non deve essere per forza economico, lo si può dimostrare in tanti modi, anche condividendo i post e le cose interessanti che si trovano. (Vedo ancora troppa poca condivisione; quasi nessun post è rilanciato).

    Se il tutto continua a basarsi sul volontariato, non vedo un grosso futuro; se non altro perché altre piattaforme risulteranno sempre più appetibili e i costi ci saranno sempre.

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @macfranc
    Che bomba! 🙂 No ma rispetto al mastoverso io ho parlato così: " Una rete decentralizzata di piattaforme (come Mastodon, PeerTube, Pixelfed) " ad ogni modo ci vorrebbero 1000 articoli per descrivere le figatone che può il "fediverso totale". Un articolo non basta mai. Chiaro che gli interessati di cui parlava @mau possono sempre informarsi .."oltre" ig e fb. @fediverso

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @loviuz86 No aspetta, quando parlo "di colpa" mi riferisco al senso di colpa che può avere uno che ha ancora una gmail (come me).
    Tu forse ti riferisci "che non fa hype", ma per me quella proprio non è una colpa ma una figata

  • macfranc@poliversity.itM
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    @SerByron @mau @fediverso

    ci vorrebbero 1000 articoli per descrivere le figatone che può il "fediverso totale"

    Verissimo. E bisogna anche fare attenzione a non esagerare perché sono discorsi che (pur non essendo neanche troppo tecnici) interessano solo una piccola parte del pubblico mentre annoiano la maggior parte delle persone 🤣

  • loviuz86@mastodon.unoL
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    @SerByron scusami, avevo virgolettato "colpa" ma non era collegato ai commenti prima, era solo per dire che i motivi per cui tante persone non migrano nel fediverso (o verso alternative) non sia colpa del fediverso, per quasi la totalità, tutto qui 🙂

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @ilsimoneviaggiatore ha ragionissima, forse quello che mi sono dimenticato di dire è che di base c'è il concetto del "mutuo aiuto".

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @ilsimoneviaggiatore ho anche scritto che ci siamo abituati alle "misurazioni" parlando di gamification.
    Quando sono entrato nel Fediverso mi sono accorto della "poca condivisione" di cui parli e non ne ho fatto motivo di sconforto. Proprio perché nel Fediverso ci vedo anche questo: la non-gamification che non è poco, è una questione di progettare le cose per un cambio di paradigma. Questo in risposta solo al tuo passaggio sulla "poca condivisione". Per quanto riguarda il mutuo aiuto sono d'accordissimo con te e bisogna farlo emergere.

  • elettrona@poliversity.itE
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    @macfranc @mau @SerByron @fediverso "il futuro del fediverso sono blog, forum e newsletter col protocollo activitypub"... E avanti... Meno male non sono l'unica a pensarla così: a me piacerebbe un futuro in cui i cms hanno activitypub di serie, e nessuno dice bè. Federi e basta (ovviamente con l'interruttore on-off)

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @macfranc ahaha è vero, bisogna agire con misura. Dobbiamo invece cogliere quell'attimo di distrattenzione, quel micro-secondo che abbiamo a disposizione durante uno scrolling, che viene peraltro contabilizzato o ghostato dai Bro, per agire con misura, insomma uno sbatti che torno a lavorare va! 😂
    @mau @fediverso

  • nicholaslaney@todon.euN
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    @SerByron

    Ciao, complimenti per l'articolo, ho molto apprezzato il riferimento alla “casa del padrone”. 🙂

    Volendo fare il puntiglioso ho notato un paio di dettagli che mi sono parsi particolari, magari c'è un ragionamento dietro.
    Il primo è il termine "shittification", la versione originale, coniata da Cory Doctorow, presente qua nel fediverso, è "enshitttification". Chiaro che è una parola un po' inventata e ognuno può farne ciò che vuole, ma l'originale è quello.

    La seconda è il termine "conviviale" applicato al fediverso. Noto dalla bibliografia che fai riferimento al termine generale di Illich, ma attenzione che in ambito tecnologico il termine è stato ripreso da Carlo Milani, che ne dà un'accezione più ristretta e relativa all'immediata ricaduta nel mondo fisico.
    Anche in questo caso non è che sia obbligatorio usare la sua definizione, che tra l'altro trovo un po' vaga, ma credo vada tenuta presente.

  • serbyron@mastodon.bida.imS
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    @NicholasLaney
    Ciao, il refuso sul termine di Cory Doctorow (che ci ha scritto pure un libro) è stato corretto. Era un refuso da parte mia, grazie per la segnalazione. Ma prima c'era un link che è stato tolto dalla redazione per un motivo che non so, forse per una lettura più focalizzata, bo.

    Il riferimento a Illich è presente anche all'interno del libro "Hacking del Sè" del collettivo Ippolita e ne parlava spesso anche Bernard Stiegler. Non avendolo ancora letto, quello di Milani, non è stato citato, non me ne voglia l'autore come suppongo stia dicendo "stikazzi" ..spero! 🙂

    Grazie per l'apprezzamento dell'articolo!


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