<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Con una pistola alla tempia.]]></title><description><![CDATA[<h2>Con una pistola alla tempia. Storia vera di Aladin Hussain Al Baraduni</h2>

<div><p>Indice dei contenuti</p><span><span>Toggle</span><span></span></span></div><div><div><figure><a href="https://www.magozine.it/wp-content/uploads/2026/08/Con_una_pistola_at_CVR_400px.jpg"><img width="400" height="592" src="https://www.magozine.it/wp-content/uploads/2026/08/Con_una_pistola_at_CVR_400px.jpg" alt="" /></a></figure></div><div><div><div>Con una pistola alla tempia</div></div><div><div>Collana L’acchiappastorie</div></div><div><div>Francesco “Kento” Carlo</div></div><div><div>Narrativa</div></div><div><div><a href="https://www.terre.it/">Terre di Mezzo</a></div></div><div><div>magio 2026</div></div><div><div>Copertina flessibile</div></div><div><div>144</div></div></div><div><span></span><div><div><span><span></span><span></span></span><span><span></span><span></span></span><span><span></span><span></span></span><span><span></span><span></span></span><span><span></span><span></span></span></div></div></div><div><p>Una dittatura soffocante. Una società divisa in caste. Con quadri e murales<strong> l’artista Aladin Hussain Al Baraduni</strong> denuncia le ingiustizie e i soprusi della propria terra, lo <strong>Yemen</strong>. Ma al regime la verità fa paura. Aladin viene minacciato, incarcerato e condannato a morte. Per salvarsi, l’unica strada è fuggire in Italia.<br />Il rapper Kento, che alla musica e alla scrittura affianca la sua attività di educatore, racconta la sua amicizia con questo artista che continua a battersi, ancora oggi, per ciò che è giusto. Costi quel che costi.<br />Con il patrocinio di<strong> Amnesty International</strong> e la prefazione di <strong>Patrick Zaki</strong>: “Kento ha realizzato un atto di memoria e un invito all’azione. Ci ricorda che l’arte, anche e soprattutto quando nasce nelle condizioni più difficili, ha il potere di illuminare verità che altrimenti potrebbero rimanere nascoste. E in questa illuminazione c’è speranza.” (<a href="https://www.terre.it/prodotto/con-una-pistola-alla-tempia/">dal sito dell’editore</a>)</p></div></div><h2><span></span>Terre di mezzo editore<span></span></h2><p>Da diversi anni ormai, grazie a mio figlio Ernesto e ai consigli di una bravissima <a href="https://ominodinchiostro.it/">libraia</a>, sono un lettore abituale di questa splendida casa editrice. Gli albi illustrati sono dei veri capolavori e talvolta mi chiedo se la loro lettura non sia più utile agli adulti di quanto lo sia ai bambini. I quali, in questo mondo dallo sguardo annebbiato e dal fiato corto, possono portarci ad alzare la testa fra le nuvole. Per tornare a respirare.</p><p>Su questo blog, la bravissima <a href="/user/cristina-desideri%40www.magozine.it">Cristina Desideri</a> ha già recensito <em><a href="https://www.magozine.it/i-sentimenti-giocano-a-nascondino-che-cosa-fanno-i-sentimenti-di-notte/">“Cosa fanno i sentimenti di notte?”</a></em> e <em><a href="https://www.magozine.it/tempesta-non-tutte-le-tempeste-sono-distruttive/">“Tempesta”</a></em>. Personalmente ho apprezzato anche <em><a href="https://www.terre.it/prodotto/nessuno-abbraccia-un-cactus/?srsltid=AfmBOorABw3SM1QNzNR0LeNo6LcKrGaSDJSR4lo9lQIa4tLejKqA4HGS">“Nessuno abbraccia un cactus”</a></em>.</p><h2><span></span>Francesco “Kento” Carlo e il valore dei diritti umani<span></span></h2><p>Per i motivi di cui sopra ho accolto quindi con entusiasmo questa pubblicazione nata dalla penna di <a href="https://www.instagram.com/francescokento/?hl=it">Kento</a> di cui ho già recensito <em><a href="https://www.magozine.it/il-nonno-il-rapper-e-altri-ribelli/">“Il nonno, il rapper e altri ribelli”</a></em>. Kento è un rapper, scrittore e attivista che porta avanti <em>idee potenti e obiettivi precisi</em>. Mi accompagna con la sua musica da tanti anni e le nostre affinità elettive mi hanno permesso di incontrarlo personalmente, facendomi scoprire una persona sinceramente pronta a offrire il suo aiuto alla divulgazione dei messaggi e delle lotte che ci accomunano. (Poesia <a href="https://www.instagram.com/reel/DIy_RFeqX00/">“Oltre lo Steccato”</a>)</p><h2><span></span>Di cosa parla “Con una pistola alla tempia”<span></span></h2><p>Il libro, supportato da Amnesty International, si apre con un’ottima prefazione scritta da <a href="https://www.magozine.it/nicoletta-dosio-come-patrick-zaki/">Patrick Zaki </a>che ha avuto modo di sperimentare sulla propria pelle la privazione dei diritti umani nelle carceri egiziane.</p><p><em>Con una pistola alla tempia</em> è la storia vera e raccontata in prima persona di <a href="https://orientxxi.info/dallo-yemen-all-italia-percorso-di-un-artista-anarchico,4421">Aladin Al Baraduni</a>, pittore e street artist Yemenita costretto a fuggire dalla propria terra per aver denunciato con la sua arte il sistema delle caste e aver praticato quell’idea di giustizia che porta a difendere chi non ha voce. <a href="https://www.magozine.it/la-linea-di-enrico-astolfi-ed-aladin-al-baraduni/">Aladin</a> è il nipote di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abdullah_al-Baradouni">Abdullah Al Baraduni</a> poeta e dissidente, apprezzato da intellettuali come <a href="https://www.anarcopedia.org/index.php/Pier_Paolo_Pasolini">Pasolini</a>. Dal nonno (e anche dal padre) Aladin eredita quindi lo spirito ribelle e la capacità di rispondere all’ingiustizia con l’arte, seminando bellezza e spazi di controcultura come <a href="https://www.magozine.it/t-shirt-per-bam/">BAM</a> (Biblioteca abusiva metropolitana) e <a href="https://www.instagram.com/p/DVqYdVJCGjB/">Atelier Sana’a</a>.</p><h2><span></span>La forza di arte, poesia e rivoluzione nel libro<span></span></h2><p><em>Con una pistola alla tempia</em> è un libro che già dalle primissime righe rinfocola quel calore che brucia in petto, quell’odio mosso d’amore che segna la vita di chi ama la libertà senza compromessi. Citando Caparezza questo libro è un invito a <em><a href="https://genius.com/Caparezza-perlificat-lyrics">“perlificare”</a></em>, perché avvolgere le sofferenze in una perla salvifica è l’unico modo per ricostruire – decostruendo – in un tempo che sembra votato alla distruzione. Mi viene in mente <a href="https://www.anarcopedia.org/index.php?title=Buenaventura_Durruti&amp;mobileaction=toggle_view_desktop">Durruti</a> quando affermava che chi porta un mondo nuovo nel proprio cuore non ha certo paura delle macerie che ci lascia quello vecchio.</p><p>I testi di Kento e l’arte di Aladin sono quella <em>“perla salvifica”</em>, sono quella ricostruzione che nasce dalle macerie. Arte, poesia e rivoluzione tracciano il cammino verso il futuro; perché la poesia è rivoluzione.</p><h2><span></span>Conclusione: un messaggio necessario<span></span></h2><p>La struttura del libro è perfetta. Un dialogo che – come dice Kento nell’ultimo capitolo – <em>“è una lotta parallela, un camminare affiancati ma nella stessa direzione: quella di chi non accetta di lasciare indietro gli ultimi”.</em> Personalmente ci vedo un invito ad affiancarsi a questa lotta. La dicotomia tra buio e luce con cui si chiude il libro è pura poesia generativa.</p><p>Perché una condanna a morte sulla testa di un* artist* – in qualsiasi parte del mondo – è una condanna a morte all’arte. È il buio che vuole fagocitare la luce.</p><p>Perché <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qsVjkphLR-I">le lacrime e il sangue versati nei campi libici</a></em> dobbiamo percepirli come se ci scorressero addosso. Dobbiamo fare luce contro chi vuole trascinare le coscienze nel buio.</p><p>Perché le manganellate su studenti e lavoratori, i malori attivi di chi vola dalle finestre o fa a botte con le scale in questura hanno in comune il buio. E al buio si risponde con la luce. Su una tela, su un foglio, nel sorriso di un bambino o nel raggio di sole che filtra al mattino.</p><p>Abbiamo tutti una pistola alla tempia in un certo senso. Ma abbiamo il potere di scegliere se essere il grilletto che ci trascina nel buio o l’interruttore che accende la luce.</p><p></p>

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